giovedì, Agosto 11, 2022
No menu items!

Vitamina D: prevenire le carenze con una spesa contenuta

I più letti
[dropcap color=”#000000″ style=”style-1″ background=”#ffffff” ] M[/dropcap]entre l’Aifa pone nuovi limiti alla rimborsabilità dei farmaci a base di vitamina D, questa sostanza si può acquistare anche come integratore, ma non sempre è chiaro come ottenere benefici per ossa e sistema immunitario. Gli esperti di Metagenics: «Fare attenzione ai dosaggi e consultare sempre lo specialista per fare scelte mirate. Così è possibile prevenire le carenze con una spesa contenuta»
Il consumo di farmaci a base di vitamina D in Italia cresce di anno in anno: nel 2017 la spesa pubblica per questi farmaci ha raggiunto i 260 milioni di euro e 12,6 italiani su mille li hanno assunti (il doppio rispetto al 2013) secondo l’Aif, che proprio lo scorso ottobre, con la nota 96, ha posto nuovi limiti alla prescrivibilità di questi farmaci a carico del Ssn. Così, questi medicinali sono rimborsabili solo previo un test a carico del cittadino che accerti la carenza di vitamina D, e solo ad alcune categorie di pazienti (persone con osteoporosi e osteopatie, donne in gravidanza o allattamento, persone che soffrono di carenze iatrogene o hanno malattie che causano il malassorbimento della vitamina). Ma i preparati a base di vitamina D sono presenti sul mercato anche come integratori, quindi acquistabili senza bisogno di ricetta medica: «Si tratta di importanti alleati nella prevenzione, perché le carenze di vitamina D sono molto comuni in tutta l’Italia, non soltanto al Nord. Infatti il 60-80% della popolazione italiana ne è interessato» spiega Maurizio Salamone, direttore scientifico di Metagenics Italia, produttore e distributore di integratori alimentari ad alto impatto che nel 2019 ha visto aumentare le vendite dei propri integratori a base di vitamina D del 40%.
La vitamina D infatti dà un contributo fondamentale alla salute di ossa e denti, alle funzioni del sistema immunitario, alla funzione muscolare, al mantenimento dei livelli di calcio nel sangue e al normale assorbimento del calcio e del fosforo. È una sostanza che viene prodotta dal corpo grazie soprattutto all’esposizione alla luce solare, mentre la dieta ci fornisce solo 20% dell’apporto giornaliero.
«Occorre però fare un po’ di chiarezza – prosegue Maurizio Salamone – perché i cambiamenti sulla mutuabilità della vitamina D hanno generato un po’ di difficoltà nel mondo degli operatori sanitari che sono costretti in molti casi di prescrivere la vitamina D a carico del cittadino».
L’indicazione più importante, sottolineata proprio dall’AIFA nelle avvertenze alla nota 96, recita: “l’approccio più fisiologico della supplementazione con vitamina D è quello giornaliero col quale sono stati realizzati i principali studi che ne documentano l’efficacia”.
«Dato che la vitamina D ha la caratteristica di accumularsi nel tessuto adiposo è consigliabile assumere la dose giornaliera raccomandata quotidianamente, piuttosto che un dosaggio più elevato saltuariamente» spiega Salamone. Le dosi giornaliere consigliate sono 400 U.I. per i bambini, 1000 U.I. per adolescenti e adulti, 2000 U.I. per gli anziani e le donne in gravidanza, fino alle 4000 U.I. per chi presenta carenze gravi. «La cosa migliore – sottolinea Salamone – è sempre consultare il proprio specialista di fiducia per definire la posologia corretta, in modo da massimizzare i benefici».
Commenti da Facebook
- Pubblicità -
- Pubblicità -
Ultime notizie

Post Covid-19 condition: la Pandemia da Long Covid

L’Organizzazione mondiale della sanità l’ha definita ufficialmente “post Covid-19 condition”, condizione di persistenza di segni e sintomi che continuano...
- Pubblicità -

Articoli correlati

- Pubblicità -