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Violenza in corsia, il 2023 inizia con una nuova escalation

Dati in crescita dopo il sensibile calo durante la pandemia

Mi dovete visitare altrimenti sfascio tutto. Pretende di essere visitata per prima e sfascia il pronto soccorso. Follia a Villa Betania a Napoli dove viene inanellata la aggressione n. 2 del nuovo anno al personale sanitario dopo le 68 dello scorso anno che ha segno una ripresa dopo una parentesi di attenuazione del fenomeno lungo i due anni, 2020 e 2021, più duri della pandemia quando i pronto soccorso restavano quasi deserti.

“Ci giunge segnalazione – avverte Manuel Ruggiero animatore della pagina Facebook Nessuno Tocchi Ippocrate – di una donna che ieri, presso l’ospedale Villa Betania, impaziente di aspettare il proprio turno, ha dato in escandescenze inveendo contro i sanitari e prendendo a calci e pugni la porta d’ingresso del pronto soccorso”. La donna avrebbe anche danneggiato il tabellone delle informazioni affisso al muro della sala d’attesa. Gli infermieri del triage hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine che hanno identificato la donna, una 52enne napoletana con precedenti di polizia e l’hanno denunciata per danneggiamento aggravato”.
“Lo dico per ‘ennesima volta, occorre essere inflessibili contro violenti e delinquenti. I Pronto soccorso vanno presidiati dai militari e i violenti processati per direttissima e messi in carcere in condizione di non nuocere”. “E’ possibile mai che si consentano ancora queste violenze negli ospedali? Quando si prenderanno provvedimenti, quando accadrà qualcosa di gravissimo ed irrimediabile? I pronto soccorso vanno presidiati dai militari e bisogna essere inflessibili contro violenti e delinquenti“.
Così il deputato dell’alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli già consigliere regionale della Campania.

Un fenomeno, quello violenza ai danni dei camici bianchi nelle prime linee degli ospedali, che non riguarda solo la Campania: la mattina del 3 gennaio scorso si è consumata in silenzio l’ennesima aggressione a danni di un medico del e dipendente della Azienda Sanitaria Sant’Andrea di Roma. La miccia che ha scatenato questo episodio di violenza è stata rappresentata dal decesso di una paziente ricoverata poco prima di Capodanno per problematiche respiratorie e affetta da una patologia oncologica plurimetastatica.

Il sanitario che si trovava di turno quella mattina nel reparto di degenza aveva già avvertito i familiari del peggioramento delle condizioni cliniche della loro congiunta e poi purtroppo li aveva dovuti informare del decesso della stessa. “Al loro arrivo in reparto – racconta ancora Manuel Ruggiero – questi si sono immediatamente scagliati contro il medico che è stato quindi investito da una masnada urlante che lo ha schiaffeggiato, colpito con le borse e insultato. Noncuranti della presenza di altri malati, i parenti della paziente hanno urlato, sputato e devastato la stanza di degenza ove era ancora la salma e la vicina di letto, ribaltando tavole e sedie e distruggendo l’elettrocardiografo che effettuava l’Ecg di rito”.
Anche in questo caso si è dovuto ricorrere all’intervento della sorveglianza dell’ospedale per allontanarli e quindi tutto il gruppo si è trasferito nei locali della direzione generale, dove hanno continuato a urlare, battere sulle porte, fino a quando non hanno ottenuto la copia della cartella clinica, evidentemente considerata prova inoppugnabile di una presunta “malagestio” della paziente da parte dei medici e dell’ospedale.

“Pur comprendendo bene il dolore che si prova nel perdere un proprio caro non possiamo accettare o giustificare questi atti di violenza nei confronti di medici o infermieri, uomini e donne che garantiscono con il loro impegno, professionalità e sacrificio la sopravvivenza di questo martoriato Ssn”, commenta il Segretario Aziendale Anaao A.O. Sant’Andrea, Fedra Mori. Al collega vittima di questa violenza, che ha già sporto denuncia alla Autorità e che nonostante il trauma, soprattutto psicologico, è tornato ben presto al lavoro per non lasciare turni di guardia scoperti nei giorni di festa, va tutta la nostra solidarietà e il nostro affetto. Ci auguriamo che anche l’Azienda Sant’Andrea si adoperi affinché venga stigmatizzata e punita questa aggressione nei confronti di un suo dipendente”.

In Campania l’ultimo episodio di violenza del 2022 ha riguardato il personale del 118 particolarmente bersagliato durante tutto l’anno appena trascorso. E’ il 30 dicembre 2022, ore 13,20 , l’ambulanza del San Gennaro viene allertata per codice rosso (assenza di notizie) in zona via Marina. Durante il tragitto l’equipaggio chiede di allertare le forze dell’ordine – si apprende ancora dalla cronaca di Manuel Ruggiero a sua volta medico del 118 della Asl Napoli 2 nord –
giunti sul posto i colleghi trovano una folla inferocita che li accoglie con le peggiori offese e minacce. Sul posto diverse auto della polizia, un poliziotto invita l’equipaggio a non uscire dal mezzo di soccorso data la situazione piuttosto pericolosa. Faticosamente i sanitari, scortati dalla polizia, riescono ad entrare nell’appartamento dove trovano una donna 60enne impiccata”.
Vittima di questa ennesima aggressione una dottoressa che qualche giorno prima aveva vissuto la drammatica esperienza di dover effettuare un soccorso a un’anziana donna sotto la minaccia di un a pistola puntata in testa dal marito della paziente. Grazie alla Polizia l’epilogo è stato in questo come nell’altro caso, senza ulteriori danni ai camici bianchi.

Ed è ancora una città del nord, Udine, il teatro di un vero e proprio tentativo di omicidio di una dottoressa specializzanda. A raccontarlo una sua collega. La dottoressa specializzanda è stata aggredita sabato scorso nel piazzale esterno della sede della guardia medica di Udine. Un interprete, che aveva accompagnato un cittadino pakistano per una medicazione, le ha messo le mani al collo. E’ stata sporta denuncia ai carabinieri. Ma non è finita qui anche una guardia Giurata ha aggredito un medico del 118 nel territorio della Asl Napoli 2 nord. Aggressione verbale e tentativo di aggressione fisica, avvenuta verso le ore 19:30 presso il San Giovanni di Dio di Frattamaggiore. Uno degli addetti alla sicurezza, un uomo sulla sessantina, ha aggredito prima verbalmente con toni minacciosi e volgari, poi tentando una aggressione fisica al medico del 118 che stava effettuando la registrazione di un paziente in codice giallo. La divisa presente nella stanza dove si effettua il triage aveva sostenuto che il paziente portato in triage non doveva scendere dall’ambulanza perché non era un codice giallo o rosso ma un semplice codice verde sostenendo di avere esperienza svolgendo la guardia giurata nei Pronto soccorso da oltre 30 anni. Erano in realtà ingiustificate e gratuite, inaccettabile, le minacce “ti aspetto fuori” pronunciate all’indirizzo del personale sanitario in servizio. In seguito la Guardia giurata ha porto le sue scuse accettate dall’operatore e si è continuato a lavorare. in mattinata le parti coinvolte in questa triste vicenda si sono sentite telefonicamente e la guardia giurata, ammettendo le sue colpe, ha chiesto scusa al medico. Scuse accettate e si torna a combattere insieme. Un episodio tuttavia sintomo del clima che si respira nelle trincee dei pronto soccorso.

Sempre a Napoli 2 nord, all’ospedale di Pozzuoli, la prima aggressione dell’anno ha visto invece bersagliati un infermiere e una guardia giurata. “Con il nuovo anno – spiega manuel Ruggiero – rendiconteremo anche le aggressioni della Asl Napoli 2”.
Nel mirino del violento di turno nella mattinata del 3 gennaio sono finiti un infermiere e una guardia giurata. I fatti sono avvenuti intorno alle 11 all’ingresso del pronto soccorso dove un uomo ha dato in escandescenze dopo aver accompagnato il figlio che qualche minuto prima aveva rifiutato il trasporto con un’ambulanza del 118. Sul posto è stato necessario l’intervento della Polizia di Pozzuoli. Gli agenti hanno bloccato e poi denunciato a piede libero l’uomo per percosse e violenze. Sottoposti alle cure dei sanitari invece le due vittime. Quasi in simultanea dunque, sia la Napoli 1 che la Napoli 2 colpite dalla prima aggressione del 2024. Quella di Napoli centro ha riguardato ancora una volta un’ambulanza che a sirene spiegate stava effettuando un soccorso. Ecco i fatti: “La postazione 118 di Piazza del Gesù intorno a mezzogiorno ha appena prelevato un paziente e si sta dirigendo in sirena verso l’ospedale, nei pressi di via Bernini un signore a piedi, infastidito dal suono della sirena, scaglia una bottiglia di succo di frutta sulla fiancata dell’ambulanza. solo per una coincidenza non ha colpito il vetro laterale mandandolo in frantumi e mettendo in pericolo la paziente al suo interno (già in condizioni critiche).

“Il consueto odio che l’utenza nutre nei nostri confronti – ha commentato Nessuno Tocchi Ippocrate – intanto siamo gli unici che in caso di emergenza siamo sempre presenti e attivi. Anno nuovo vita vecchia e governo assente”.

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