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Vaccini anti Covid-19: oltre 44 milioni di dosi somministrate in Italia

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Matteo Pio Natale
Medico Chirurgo. Autore, ideatore e curatore di oltre dieci libri ed ebook scientifici. Ha condotto, inoltre, studi in Psicologia, Tecniche di Radiologia Medica per Immagini e Radioterapia e Scienze Biologiche. Coordinatore scientifico e componente del comitato scientifico di master universitari specialistici. Ha rivestito varie cariche in qualità di componente di comitati scientifici nazionali, gruppi di lavoro nazionali, congressi e commissioni di laurea.

Ad oggi sono 44.431.586 le somministrazioni totali effettuate negli oltre 2700 principali punti di somministrazione dislocati sul territorio nazionale. Salgono così a 14.998.809 le persone che hanno completato il ciclo vaccinale, corrispondenti al 27,65 % della popolazione over 12.

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Sono questi i dati che emergono dall’ultimo report pubblicato sul portale del Governo italiano ed aggiornato al 18 Giugno 2021, relativo alla campagna vaccinale anti Covid-19. Nel dettaglio, sono state somministrate quasi il 90 % delle dosi consegnate alle regioni italiane con l’Emilia-Romagna che ha utilizzato il 92 % delle dosi ricevute e guida questa speciale classifica delle regioni con il miglior rapporto fra dosi ricevute e somministrate. Fanalino di coda la Sardegna con una percentuale pari a 83,3.

Analizzando, invece, il numero totale di vaccini distribuiti per fornitore abbiamo 33.604.534 di dosi Comirnaty (Pfizer/BioNTech), 9.666.840 Vaxzevria (Astrazeneca), 4.538.967 Moderna e 1.742.001 Jannsen (Johnson&Johnson). Quest’ultimo vaccino a vettore virale prevede la somministrazione in un’unica dose, a differenza delle altre tre tipologie di vaccino che prevedono una doppia dose. A tal proposito, con parere del 13 Giugno 2021, il Comitato tecnico scientifico dell’Agenzia italiana del farmaco ha dato il via libera alla somministrazione eterologa nei soggetti sotto 60 anni che hanno ricevuto la prima dose di vaccino Vaxzervia e che potranno, quindi, completare il ciclo vaccinale misto con una seconda dose di Comirnaty o Moderna come indicato nel documento: “A fronte di un rilevante potenziamento della risposta anticorpale ottenuta con la prima dose, suggestivo di un effetto booster, il mix vaccinale (prima dose con Vaxzevria e seconda dose con Comirnaty) ha presentato un profilo di reattogenicità che, seppure caratterizzato da una maggiore frequenza in termini di effetti collaterali locali e sistemici di grado lieve/moderato, è apparso nel complesso accettabile e gestibile. Sulla base di questi studi si ritiene che i dati disponibili possano supportare l’utilizzo del vaccino Comirnaty e, per analogia, del vaccino Moderna, come seconda dose per completare un ciclo vaccinale misto, nei soggetti di età inferiore ai 60 anni che abbiano già effettuato una prima dose di vaccino Vaxzevria”.

Concludendo, il report ci mostra dati incoraggianti che hanno bisogno, però, della massima fiducia di tutti i cittadini nella scienza oltre all’impegno che le istituzioni e gli operatori sanitari stanno mettendo in campo ogni giorno per raggiungere al più presto una percentuale di vaccinati rassicurante.

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