sabato, Dicembre 4, 2021
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Vaccinazioni antiCovid e professioni sanitarie: No ai comportamenti antiscientifici e contrari all’obbligo vaccinale

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La Federazione nazionale TSRM PSTRP ha inviato a tutti gli Ordini territoriali il documento di posizionamento sui comportamenti antiscientifici o contrari all’obbligo vaccinale dei professionisti sanitari e sociosanitari rispetto alla pandemia da Sars-CoV-2, con l’invito a darne massima diffusione tra gli iscritti.
La parola chiave è “fermezza” contro chi si oppone in modo antiscientifico alla vaccinazione anti-Covid

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Pertanto viene detto: “No ai professionisti sociosanitari che utilizzano i social media o altri canali di comunicazione per divulgare ideologie antiscientifiche, intervenendo senza adeguata cognizione di causa in merito alle evidenze e ad una conoscenza oggettiva dei fenomeni di cui discute”.
No al conflitto deontologico di chi “non orienta il suo agire al bene della persona, della famiglia e della collettività, soprattutto se riferito a soggetti fragili; non promuove la cultura della salute, basata sulle evidenze scientifiche; non riconosce il valore della ricerca scientifica e della sperimentazione accreditata; nella comunicazione non agisce con sobrietà, correttezza, rispetto, trasparenza e veridicità; non tutela il decoro personale e non salvaguarda il prestigio della professione e della comunità scientifica”.

Pertanto le Federazioni di tutte le aree sanitarie (FNOPI, FNOMCeO, FNOPO, FNOVI, FNO TSRM e PSTRP, FNCF, ONB, CNOP) insieme al CNOAS per oltre 1,5 milioni di iscritti, disapprovano il comportamento di chi si oppone alla vaccinazione contro il Covid e sottolineano in un documento congiuntamente sottoscritto, la necessità di agire “con particolare fermezza e rigore disciplinare, qualora i comportamenti dei professionisti sanitari risultassero non in linea con i propri codici etici e deontologici e, in particolare, quando finalizzati a orientare l’opinione pubblica verso convincimenti non basati su presupposti scientifici o in netto contrasto con la tutela della salute individuale e collettiva, particolarmente se gli stessi si fondassero sull’utilizzo strumentale del ruolo di professionista sanitario”.

Le Federazioni degli Ordini delle professioni sanitarie e il Consiglio nazionale dell’Ordine degli Assistenti sociali si sono riunite a un tavolo interfederativo per affrontare il tema delle violazioni deontologiche da parte degli iscritti e configurate da comportamenti manifestamente antiscientifici, rispetto alla pandemia da SARS-CoV-2 ed al ruolo dei vaccini antivirali, quale patrimonio culturale e valoriale condiviso.
Il loro ruolo, come dichiarato nel documento sottoscritto, è tutelare gli interessi pubblici, garantiti dall’ordinamento e connessi all’esercizio professionale, e la responsabilità del ruolo di garanzia della tutela della salute in capo all’esercente una professione socio-sanitaria alla luce dell’articolo 32 della Costituzione sulla tutela della salute.
Per questo rivendicano la titolarità a promuovere e assicurare l’indipendenza, l’autonomia e la responsabilità delle professioni e dell’esercizio professionale, la qualità tecnico-professionale, la valorizzazione della relativa funzione sociale, la salvaguardia dei diritti umani e dei principi etici dell’esercizio professionale al fine di garantire la tutela della salute individuale e collettiva.

Intanto, sul fronte terze dosi booster per contrastare il calo immunitario, che ormai è chiaro intervenga a distanza di 6 mesi dal completamento del primo ciclo vaccinale, il M5S stelle dice per la prima volta a chiare lettere quanto finora affermato dal ministro della Salute Roberto Speranza: “Green pass e vaccini ci proteggono da nuova ondata, su terza dose seguire scienza. Il metodo scelto dall’Italia per la gestione della pandemia, prima con il governo Conte e ora con l’esecutivo Draghi che sta confermando le misure e la strada seguita dal governo precedente, sta preservando il nostro Paese in un momento in cui nel resto d’Europa continua a registrarsi una preoccupante risalita dei casi. Grazie a misure di distanziamento, Green pass e vaccini, abbiamo avviato un percorso per mettere in sicurezza il Paese”.

Basta del resto guadare ai casi che si registravano in Italia un anno fa quando terapie intensive e decessi erano arrivati a percentuali preoccupanti e fuori ai pronto scorso c’era la fila. A Novembre del 2020 agli inizi di novembre in Italia si registravano più di 30mila casi al giorno e oltre 300 decessi ogni 24 ore, oggi siamo a circa 4 mila e 38 esisti letali in tutto il Paese e differenza di quanto sta accadendo in altri Paesi europei”. A sottolinearlo in un comunicato deputate e deputati dei pentastellati che difendono a spada tratta anche la scelta di adottare il Green pass “che si sta rivelando vincente e sta garantendo una ripartenza in sicurezza grazie anche all’alto tasso di vaccinati over 12 che è stato raggiunto”. “Se dunque – conclude la nota – la comunità scientifica ci dirà che sarà necessaria una terza dose per tutti, seguiremo le evidenze che emergono dalla scienza come abbiamo sempre fatto sinora. È questa l’unica strada per uscire dalla pandemia”.

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