sabato, Gennaio 22, 2022
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Vaccinato ma contatto stretto di un positivo: ed ora cosa fare?

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Matteo Pio Natale
Medico Chirurgo. Autore, ideatore e curatore di oltre dieci libri ed ebook scientifici. Ha condotto, inoltre, studi in Psicologia, Tecniche di Radiologia Medica per Immagini e Radioterapia e Scienze Biologiche. Coordinatore scientifico e componente del comitato scientifico di master universitari specialistici. Ha rivestito varie cariche in qualità di componente di comitati scientifici nazionali, gruppi di lavoro nazionali, congressi e commissioni di laurea.

Attualmente sono circa due milioni i cittadini in quarantena in Italia a causa del costante incremento dei contagi e dei soggetti positivi. Proprio per questo è utile chiarire e rispondere ad alcuni dubbi riguardo la durata della quarantena, tempistiche dell’esecuzione del tampone e rientro in comunità.

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Innanzitutto, secondo circolare ministeriale, ricordiamo che un contatto viene definito stretto o ad alto rischio se ci riferiamo ad una persona che vive nella stessa casa di un caso COVID-19 o che ha avuto un contatto fisico diretto (stretta di mano), o che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso COVID19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati); oppure una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un caso COVID-19 in assenza di DPI idonei o ancora una persona che ha viaggiato seduta in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso COVID-19; sono contatti stretti anche i compagni di viaggio e il personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto.

Sono vaccinato ed ho avuto un contatto stretto con un positivo accertato: cosa devo fare adesso?

Se è stato completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni e non si hanno sintomi, bisogna sottoporsi ad un periodo di quarantena di almeno 7 giorni dall’ultima esposizione al caso, al termine del quale bisogna eseguire un test molecolare o antigenico il cui risultato negativo permetterà il rientro in comunità. In alternativa, in caso di impossibilità ad eseguire un tampone, si potrà rientrare in comunità dopo una quarantena di 14 giorni, anche senza l’esecuzione del tampone ma con la conditio sine qua non del non avere sintomi. Qualora durante il periodo di quarantena dovesse insorgere sintomatologia, si dovrà eseguire un tampone per la ricerca di SARS-CoV-2: se positivo bisognerà attendere la guarigione clinica ed eseguire un test molecolare dopo almeno 3 giorni senza sintomi. Se il test molecolare risulterà negativo la persona potrà tornare al lavoro, altrimenti proseguirà l’isolamento.

Sono un soggetto NON vaccinato ed ho avuto un contatto stretto con un positivo accertato: cosa devo fare adesso?

In questo caso, il periodo di quarantena sarà di 10 giorni, al termine del quale bisognerà eseguire un test che se negativo permetterà il rientro in comunità.

Infine, se il contatto con un caso Covid-19 accertato è definito a basso rischio (ed in assenza di sintomi), non bisognerà osservare il periodo di quarantena. Diverso è il caso degli operatori sanitari che meritano un approfondimento dedicato.

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