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TUTTINRETE: Il tuo computer non utilizzato può aiutare un ragazzo a studiare e una famiglia in difficoltà

L’obiettivo è dotare le famiglie in difficoltà di un computer portatile o di un tablet, in modo tale da permettere ai ragazzi di accedere ai sistemi di Didattica a Distanza (DAD), così importanti in questo periodo di lockdown, con le scuole chiuse per la diffusione del coronavirus Covid-19 a livello nazionale e internazionale.
Per farlo, però, è necessario il contributo di tutti. Per questo l’iniziativa “Mille respiri per Bergamo e Monza Brianza”, in collaborazione con le Amministrazioni Comunali di Bergamo e Monza e con UCID Monza e Brianza, cresce ancora di più: il prossimo passo è il ricondizionamento dei notebook e tablet inutilizzati per dargli una nuova vita e aiutare, in questo modo, le famiglie in difficoltà.

Contribuire è semplice: chi è in possesso di un computer portatile o tablet funzionante ma non utilizzato, può chiamare il numero 334 2409907 (anche con Whatsapp), scrivere una mail agli indirizzi millerespiriMB@gmail.com (per Monza) o millerespiriBG@gmail.com (per Bergamo) o un messaggio sulla pagina facebook millerespiribergamoemonza ed entrare in contatto con lo staff di Mille respiri.

Un’équipe specializzata di volontari provvederà, successivamente, a sanificare gli apparecchi, a formattarli e installare il software di base necessario.

Mille respiri si occuperà anche di garantire la connettività per la Didattica a Distanza fornendo oltre ai computer dei router portatili con le relative Sim, attivate fino alla fine dell’estate e alla ripresa del ciclo scolastico. Infine, verrà fornita l’assistenza necessaria per il corretto funzionamento e utilizzo degli strumenti.
I punti di raccolta saranno a Monza presso la Candy Arena in viale Stucchi e a Bergamo al Patronato di San Vincenzo (in via Gavazzeni 13, con il coordinamento di Fablab Bergamo che si occuperà della rigenerazione).
A chi si rivolge l’appello per raccogliere il maggior numero di computer portatili e tablet possibile?
A tutti: privati, uffici e aziende. Non importa da chi arrivano gli apparecchi, l’importante è che siano funzionanti e siano stati acquistati dopo il 2014, perché il contributo della comunità sarà decisivo per rispondere a un’esigenza sociale che si è evidenziata in maniera importante in questo periodo di emergenza, anche attraverso le segnalazioni della Protezione civile, della Chiesa, delle Istituzioni e dello stesso mondo scolastico. Perché con uno strumento non più utilizzato si può aiutare una famiglia e uno studente.

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