martedì, Ottobre 19, 2021
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Terze dosi, ecco il vademecum

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Terze dosi agli ultra sessantenni per il potenziamento dell’immunità anti-Covid: dopo il via libera del ministero della Salute dello scorso venerdì i centri vaccinali delle Asl nelle varie regioni stanno procedendo sia pure in ordine sparso alle somministrazioni. Nella maggior parte dei casi sono garantiti accessi diretti anche per questa fascia di età senza prenotazione e in ogni centro vaccinale viene definito il titolo a ricevere le terze dosi in base alla data di somministrazioni dell’ultima dose del primo ciclo di due. Lo tesso percorso è garantito in molti distretti sanitari di base delle varie all della penisola. La platea dei vaccinabili con il terzo richiamo – che finora comprendeva solo gli immunodepressi, gli ultra 80enni, gli anziani ospiti delle Rsa e il personale sanitario con più di 60 anni o di ogni età ma affetto da patologie e dunque vulnerabili ad una aumentata esposizione lavorativa – è stata ora allargata a chi ha un’età maggiore o uguale a 60 anni e ai soggetti definiti fragili per le particolari patologie da cui sono affetti e con più di 12 anni di età.

Si distingue tra terza dose “aggiuntiva” negli immunodepressi e terza dose “booster” nei fragili per patologia, per età, e per attività lavorative ed esposizione al rischio. Le condizioni per ricevere la terza dose aggiuntiva consistono dunque nell’avere un’età uguale o maggiore di 12 anni, aver ricevuto due dosi delle quali la seconda da almeno 28 giorni, appartenere ad una delle 10 categorie (considerate a rischio per immunodepressione e che configurano una non completa risposta immunitaria con le due dosi canoniche.

Le condizioni, invece, per ricevere la terza dose booster di potenziamento (che aumenta da 8 a 10 volte l’immunità raggiunta con un ciclo di due sono aver ricevuto due dosi delle quali la seconda somministrata da almeno 6 mesi (verificata all’accettazione del centro vaccinale delle Asl), avere un’età uguale o maggiore di 80 anni, avere un’età uguale o maggiore 60 anni, essere un addetto ovvero un ospite di presidi residenziali per anziani (Rsa), essere un professionista esercente le professioni sanitarie ovvero essere un operatore di interesse sanitario che svolge le proprie attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali avendo più di 60 anni o con particolari patologie tali da essere vulnerabile a forme di Covid-19 grave o con elevato livello di esposizione all’infezione.
Essere una persona con elevata fragilità motivata da patologie concomitanti o preesistenti e un età uguale o maggiore di 18 anni.

Le patologie che configurano un’elevata fragilità sono dunque le seguenti: nell’ambito delle malattie respiratorie la fibrosi polmonare idiomatica e le malattie respiratorie che in genere necessitano di ossigenoterapia, nell’ambito delle malattia cardiocircolatorie lo scompenso cardiaco in classe avanzata e pazienti con shock carcinogeno. E ancora per le malattie neurologiche la sclerosi laterale amiotrofica e altre malattie del motoneurone, sclerosi multipla, distrofia muscolare, paralisi cerebrale infantile, miastenia grave, patologie neurologiche disimmuni. Nel novero delle patologie figurano anche il diabete di tipo 1, il diabete di tipo 2 in terapia con almeno 2 farmaci per il diabete o con complicanze, il morbo di Addison, Panipopituitairismo, la cirrosi epatica, eventi ischemico emorragici cerebrale con compromissione dell’autonomia neurologica e cognitiva, ictus nell’ultimo anno o precedente al 220 ma con un ranking superiore a 3, talassemia major, anemia a cellule falciformi, altre anemie gravi. E ancora la fibrosi cistica, la sindone di down, le gravi obesità. Infine tutte le disabilita gravi ai sensi della legge 104 del 1992 articolo 3 comma 2.

Nel dettaglio gli ultra 60enni vaccinabili con la terza dose booster per procedere al terzo richiamo devono aver ricevuto due dosi delle quali la seconda somministrata da almeno 6 mesi. Questo lasso di tempo minimo sarà accertato direttamente, presso il centro vaccinale.
Per quanto riguarda infine le condizioni di immunodepressione di cui abbiamo già detto sono queste riconducibili a 10 categorie:

  • trapianto di organo solido in terapia immunosoppressiva;
  • trapianto di cellule staminali ematopoietiche (entro 2 anni dal trapianto o in terapia immunosoppressiva per malattia del trapianto contro l’ospite cronica);
  • attesa di trapianto d’organo;
  • terapie a base di cellule T esprimenti un Recettore Chimerico Antigenico (cellule CAR-T); •patologia oncologica o onco-ematologica in trattamento con farmaci immunosoppressivi, mielosoppressivi o a meno di 6 mesi dalla sospensione delle cure;
  • immunodeficienze primitive (es. sindrome di DiGeorge, sindrome di Wiskott-Aldrich, immunodeficienza comune variabile etc.);
  • immunodeficienze secondarie a trattamento farmacologico (es: terapia corticosteroidea ad alto dosaggio protratta nel tempo, farmaci immunosoppressori, farmaci biologici con rilevante impatto sulla funzionalità del sistema immunitario etc.);
  • dialisi e insufficienza renale cronica grave;
  • pregressa splenectomia;
  • sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) con conta dei linfociti T CD4+ < 200cellule/μl o sulla base di giudizio clinico.

La sussistenza di una delle condizioni di cui all’elenco saranno – dai cittadini – dichiarate verbalmente al momento dell’accettazione e autocertificate, con apposizione di firma su format dedicato, in sede di anamnesi alla presenza del medico vaccinatore che ne prenderà atto.

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