martedì, Ottobre 19, 2021
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Sicurezza sui luoghi di lavoro, le proposte degli Ordini TSRM e PSTRP della Lombardia: attivare la banca dati SINP e valorizzare il ruolo del TPALL nella vigilanza e nella prevenzione

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Rendere operativa la banca dati del SINP – Sistema Nazionale per la Prevenzione – e valorizzare le competenze specifiche dei Tecnici della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro (TPALL). Queste le proposte degli Ordini dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione della Lombardia. All’indomani della grave ondata di incidenti sul lavoro che ha funestato le ultime settimane e in occasione della Giornata Nazionale per le Vittime sul Lavoro, che si svolge il 10 ottobre di ogni anno, i Presidenti porgono un appello alle istituzioni, proponendo alcune iniziative concrete.

Fra gli spunti emersi a seguito delle tragedie degli ultimi giorni figura l’istituzione di un “curriculum” delle imprese, per valutarne il profilo di tutela contro gli infortuni sul lavoro. Uno strumento simile, in realtà, è già previsto dall’articolo 8 del Testo unico sulla sicurezza ed è rappresentato dalla banca dati del SINP. Tale archivio potrebbe fornire informazioni utili per orientare, programmare, pianificare e valutare l’efficacia dell’attività di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali per i lavoratori iscritti e non iscritti agli enti assicurativi pubblici, attraverso l’utilizzo integrato dei dati disponibili negli attuali sistemi informativi e la creazione di archivi unificati. La banca dati, però, al momento non risulta ancora operativa: di qui la proposta degli Ordini TSRM e PSTRP della Lombardia di attivarla il prima possibile.  

Non è l’unico caso in cui la legge contempla già soluzioni adeguate, ma non sempre facili da applicare con gli strumenti a disposizione. Un altro esempio è il fermo dell’azienda in caso di irregolarità: un provvedimento previsto dall’articolo 14 del Decreto Legislativo 81/2008, che scatta se si trovano lavoratori in nero e se si riscontrano violazioni reiterate della normativa sulla sicurezza. Perché il blocco sia effettivo, però, occorre una figura in grado di applicare i provvedimenti legislativi, come il Tecnico della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro, le cui prerogative sono definite dalla Legge 833 del 1978 e dall’articolo 15 del Testo unico sulla sicurezza. Incrementare l’organico dei TPALL attivi presso le ASL, cui spettano i compiti di vigilanza, potrebbe essere un’alternativa all’insegna di una maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro. 

Fra i compiti del TPALL, tuttavia, non vi è solo la rilevazione delle anomalie, ma anche l’attività di informazione e prevenzione, volta a scongiurarle. Per valutare l’importanza delle azioni preventive, basta prendere in esame i dati degli infortuni INAIL dal dopoguerra a oggi: la curva degli incidenti sul lavoro cresce fino al picco del boom economico, per poi iniziare a scendere dopo gli anni ’70 e fino agli anni ’90. Il punto di svolta è l’emanazione dello Statuto dei lavoratori, che determina la possibilità di ricevere chiarimenti sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. L’obiettivo delle attività di prevenzione e informazione, dunque, è rendere i posti di lavoro sicuri e salubri prima dell’arrivo della vigilanza, effettuando interventi rivolti non solo ai lavoratori, ma anche al pubblico e alle aziende: incontri nelle scuole, politiche attive di audit, incentivi alla responsabilità sociale delle imprese.

È utile soffermarsi, infine, sul ruolo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, che al momento può essere ricoperto da figure diverse, a patto che abbiano portato a termine il relativo corso di formazione. Proprio per le competenze specifiche richieste, tuttavia, l’attività sembra trovare la sua figura elettiva proprio nel TPALL, che “è responsabile, nell’ambito delle proprie competenze, di tutte le attività di prevenzione, verifica e controllo in materia di igiene e sicurezza ambientale nei luoghi di vita e di lavoro” (DM n. 58/1997). Il suggerimento dei Presidenti degli Ordini TSRM e PSTRP della Lombardia è di riconsiderare il percorso necessario per diventare RSPP, valorizzando i professionisti in possesso di una formazione specifica nell’ambito della prevenzione e della sicurezza nell’ambiente di lavoro. 

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