sabato, Gennaio 22, 2022
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Sequenziamenti, l’Iss a caccia di Omicron. La presenza della variante mutata è sottostimata

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Per stimare la prevalenza delle varianti di SARS-CoV-2 circolanti nel Paese l’Iss ha organizzato ripetute indagini di prevalenza rapide sul territorio nazionale. L’ultima in ordine di tempo risale allo scorso 6 dicembre. Un’indagine rapida sul 5 per cento si poco più di 15 mila tamponi positivi che ha visto la partecipazione di tutte le Regioni e di un elevato numero di laboratori distribuiti nelle diverse aree del Paese (114) e ha permesso di ottenere risultati relativi alla tipizzazione genomica su un numero significativo di campioni positivi sul territorio italiano. Un numero significativo ma in una fase in cui sta per emergente la nuova variante Omicron ritenuto, dagli addetti ai lavori irrisorio. L’analisi sarà ripetuta a breve e aggiunta a una ulteriore Survey fissata per gli inizi di gennaio.
In linea con i risultati della quick survey del mese di settembre 2021, la variante Delta emerge come ancora largamente predominante nel nostro Paese (prevalenza stimata> 99%).

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La variante Omicron è stata segnalata in quattro casi in tre Regioni su oltre 2 mila sequenziamenti, relativamente alla data di campionamento di questa survey dell’inizio di dicembre. Ma in realtà è presumibile ritenere che già circolai con molto maggiore impatto. Ricordiamo che la varante Omicron è più contagiosa della Delta (circa il doppio attestandosi a una contagiosità misurata con Rt, calcolato come la frequenza con cui un caso senza restrizioni dia luogo ad altri contagi in un tempo standard, molto simile al virus del morbillo). Di contro poco si sa sugli effetti clinici di questa nuova variante.

A partire da questi risultati dell’Iss per quanto non privi di limiti e bias, si sottolinea che la vaccinazione continua a prevenire i decessi, riduce il numero dei ricoveri nonostante il continuo predominio della variante Delta, che è fino al 60% più trasmissibile rispetto alla variante precedentemente dominante, Alfa (Delta è già 10 volte più contagiosa della originaria versione del virus).
Nell’attuale scenario epidemico è evidente quanto sia necessario continuare a monitorare con grande attenzione, in coerenza con le raccomandazioni nazionali ed internazionali e con le indicazioni ministeriali, la diffusione delle varianti virali ed in particolare, di quelle a maggiore trasmissibilità e/o con mutazioni correlate a potenziale evasione della risposta immunitaria. A tal fine, si ribadisce l’importanza di testare, tracciare e sottoporre a isolamento o quarantena i casi COVID-19 sospetti e i loro contatti.

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