sabato, Gennaio 22, 2022
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Scuole in Dad, il Tar boccia De Luca. L’analisi epidemiologica dell’unità di crisi

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Il Tribunale Amministrativo della Regione Campania ha accolto il ricorso del Governo e di alcuni cittadini contro l’ordinanza n.1/2021 della Regione Campania con cui l’ente di Palazzo Santa Lucia faceva scattare il semaforo rosso alle lezioni in presenza, fino al 29 gennaio, per le scuole materne, elementari e medie.
Il presidente della quinta sezione del Tar Campania Maria Abbruzzese, accogliendo il ricorso presentato da alcuni genitori difesi dagli avvocati Luca Rubinacci e Giacomo Profeta, ha sospeso l’esecutività dell’ordinanza nella parte in cui si rinvia al 29 gennaio il rientro nelle scuole dell’infanzia, elementari e medie, e ha fissato per la trattazione collegiale, nel merito, nella Camera di consiglio dell’8 febbraio.
Già da oggi mattina, martedì 11 gennaio, le scuole dell’infanzia saranno dunque aperte al pari delle altre.
L’ordinanza 1/2022 firmata da Vincenzo De Luca è, dicono i giudici amministrativi di prime cure una misura che non “sottende una compiuta valutazione di adeguatezza e proporzionalità” anche perché “la regione Campania” non è “classificata tra le zone rosse e dunque nella fascia di maggior rischio pandemico e che il solo dato dell’aumento dei contagi nel territorio regionale, neppure specificamente riferito alla popolazione scolastica e peraltro neppure certo e la sola mera possibilità dell’insorgenza di gravi rischi, in termini di eventualità, non radicano per sé solo la situazione emergenziale, eccezionale e straordinaria, che, in astratto, potrebbe consentire la deroga alla regolamentazione generale”.
Così i giudici amministrativi accolgono il ricorso degli avvocati Giacomo Profeta e Luca Rubinacci che si sono opposti, al pari della presidenza del Consiglio dei ministri, all’ordinanza del presidente De Luca per conto di una coppia con due figli minori. “Non risulta peraltro alcun focolaio né alcun rischio specificamente riferito alla popolazione scolastica, generalmente intesa” e a ulteriore sostegno della complessiva “non ragionevolezza della misura, non risulta siano state assunte misure restrittive di altre attività”.

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Quanto “alle difficoltà del sistema sanitario regionale, lungi dal giustificare l’adozione della misura sospensiva – dicono ancora i giudici – dimostrano piuttosto la carente previsione di adeguate misure preordinate a scongiurare il rischio, ampiamente prevedibile, di collasso anche sul sistema dei trasporti; con la conseguente confermata impossibilità di qualificare contingibile una misura dichiaratamente volta ad evitare un pericolo ampiamente prevedibile solo a voler considerare il recente passato”. Contestualmente è accolto anche il ricorso del governo
La Quinta sezione del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania ha accolto anche l’istanza cautelare presentata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri dell’Istruzione e della Salute e, contestualmente sospeso, anche in questo caso l’ordinanza firmata dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca che aveva disposto la didattica a distanza.
Un’ordinanza che aveva configurato un duro scontro istituzionale tra Regione e Governo con il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi che, al TG3, aveva definito l’ordinanza emanata il 7 gennaio “illegittima”.
Il presidente della Regione Campania su Repubblica aveva invece difeso il provvedimento. “La norma consente la chiusura delle scuole in determinati territori circoscritti qualora la situazione lo preveda” aveva poi aggiunto il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso (Lega).

IL DOCUMENTO
La decisione della Regione Campania è stata assunta il 7 gennaio in unità di crisi sulla scorta di una dettagliata disamina della situazione epidemiologica. Un documento di 16 pagine approvato all’unanimità con tanto di tabelle e grafici in cui si approfondisce la situazione. Vediamo di cosa si tratta.
L’evoluzione dei contagi in Campania, monitorata giornalmente dalle strutture tecnico-operative della Direzione Generale Tutela della Salute, dalla Direzione Generale Crescita e transizione digitale e dalla Direzione Generale della Protezione Civile, mostra un importante incremento dei tassi di incidenza, che, seppur differenziati in base alle diverse fasce d’età, superano di gran lunga i valori di “rischio” previsti dal DECRETO-LEGGE 18 maggio 2021, n. 65 (Art. 13).
I grafici seguenti mostrano l’andamento dei contagi e dei decessi, divisi per fasce d’età e con dettaglio regionale e provinciale. In particolare, per ogni grafico provinciale, si riporta per utile confronto, il valore dell’ultima settimana in studio e di quella precedente.

I contagi registrati nell’ultimo mese in Campania che, con chiara evidenza, ammontano a più del doppio rispetto al periodo di massima diffusione della cosiddetta seconda ondata (ottobre-novembre 2020). L’incremento è stato repentino a partire dalla seconda metà di dicembre 2022 (confronto ultima settimana versus penultima settimana di Dicembre 2021: 392 casi 105 abitanti versus 1262*105 abitanti nella settimana 19-25). Ciò si è verificato in corrispondenza con la rapida diffusione sul territorio nazionale (e regionale) della variante Omicron. I decessi da Covid 19, invece, pur essendo in lieve e costante aumento, si attestano su di una numerosità relativamente inferiore a quella registrata nel bimestre ottobre novembre 2020. Analizzando l’incidenza per fasce d’età si evidenzia dove la diffusione dei contagi raggiunge la massima espressione e, dove, invece, compatibilmente con l’elevata trasmissione, risulta meno invasiva.

I CONTAGI TRA I GIOVANI
Il contagio è prevalentemente diffuso nelle classi d’età giovanili (infanzia, adolescenza, giovani e giovani adulti): nell’ultima settimana il 70% dei casi segnalati sono appannaggio dell’età 0-44 anni (il 32% tra 0 e 24 anni), in linea con le settimane precedenti. Le fasce d’età più colpite sono rispettivamente la fascia 6-10; 11-13; 14-18; 19-24 e 25-44 anni, dove si registrano valori fino a 10 volte superiori al valore di allarme individuato dal Ministero in 250 casi*105 abitanti. La diffusione prettamente nelle fasce giovanili, può dare giustificazione al minor impatto della patologia in termini di mortalità, considerando che i dati sulle immunizzazioni da vaccino confermano che nell’età superiori ai 60 anni la copertura vaccinale con 2 o 3 dosi è compresa tra il 93 ed il 100%.

INCIDENZA
Il Focus di incidenza di Aggiornamento Nazionale- con data analisi al 06 gennaio 2022 su fonte dati: Ministero della salute/Protezione Civile mostra una incidenza complessiva in ulteriore aumento con 1511,7 casi /100.000.
Nelle singole province: in provincia di Avellino l’incremento dei casi è quasi quadruplicato in una settimana passando dai 290 ai 1.186*100.000 abitanti. Anche in provincia di Benevento l’incremento dei casi è quadruplicato passando dai 223 agli 852 casi *100.000 abitanti nell’ultima settimana in analisi. In provincia di Caserta l’incremento dei casi è altrettanto sostenuto passando dai 376 ai 1.299 casi *100.000 abitanti.A Napoli e provincia l’aumento dei casi è stato similmente considerevole (da 446 a 1362 casi *100.000 abitanti in una settimana).
La provincia di Salerno mostra, in linea con tutte le altre province campane un notevole aumento delle diagnosi di covid 19 (da 295 a 937 casi *100.000 abitanti).

LA VARIANTE OMICRON
Tra le ipotesi a supporto dell’impennata di casi in Campania c’è quella relativa alla repentina diffusione della variante omicron del virus Sars Covid-2 (Pango lineage B.1.1.159)che il 26 novembre 2021, l’OMS ha designato come una variante preoccupante, (Varian of Concern (VOC) denominata Omicron, su consiglio del Technical Advisory Group on Virus Evolution (TAG-VE) dell’OMS stesso. Questa decisione si è basata sull’evidenza presentata al TAG-VE che Omicron presentava diverse mutazioni che potevano avere un impatto su facilità di diffusione o sulla gravità della malattia che provoca (Fonte: https://www.who.int/news/item/28-11-2021-update-on-omicron). Le prove disponibili ad inizio Dicembre 2021 su trasmissibilità, gravità e meccanismi di elusione della risposta immunitaria suggerivano che essa presentasse un sostanziale vantaggio di diffusione rispetto al Delta VOC.
Dalla comparsa di tale variante, registrata in Italia, durante i primi giorni di Dicembre 2021, la variante Omicron ha preso rapidamente il sopravvento. In circa 3 settimane l’identificazione del virus nelle acque reflue (Protocollo ISS SARI), cui partecipa la Regione Campania, ha confermato che la variante Omicron è passata, in Italia, nel giro di 3 settimane, dall’1,4% dei campioni positivi al Sars Cov 2 (settimana 5-11 dicembre 21) al 64% (settimana 19-25 dicembre 21). Ciò a conferma dell’elevata velocità di propagazione che caratterizza l’omicron rispetto alle altre varianti sinora identificate. L’analisi regionale dell’identificazione delle varianti conferma, inoltre, che, in Campania, la percentuale di isolamenti di varianti Omicron sul totale dei campioni effettuai è stato pressoché totale: Ciò lascia prevedere una rapida escalation degli isolati omicron tra i campioni molecolari sequenziati in Campania, in linea con le regioni settentrionali ove la diffusione è ormai notevole.
Su di una popolazione complessiva di 505.156 residenti, il numero di vaccinati in prima dose è pari, in media, al 23,74%, con valori molto differenti tra i diversi anni di età. Soltanto, invece, il 18.95% ha completato il ciclo vaccinale con 2 dosi. Le differenze sono dovute alla campagna vaccinale che ha visto coinvolti dapprima i ragazzi di 12 e 13 anni e solo successivamente, con l’autorizzazione di AIFA per il vaccino Comirnaty (Pfizer) pediatrico, quelli della fascia 5-11. Dei residenti vaccinati in prima dose, il 18,95% ha ricevuto la seconda dose e lo 0,40% la terza.
La campagna di vaccinazione per la fascia 14-19 anni, che quindi vede coinvolta la scuola secondaria di 2° grado, sta avendo il seguente andamento: Su di una popolazione complessiva di 382.166 residenti, il numero di vaccinati in prima dose è pari, in media, al 86,49%, di cui l’82,90% ha ricevuto la seconda dose e il 17,86% la terza.
Complessivamente la campagna vaccinale in Regione Campania sta avendo il seguente andamento: Dosi somministrate: 10.464.381 cittadini che hanno ricevuto la 1° dose: 4.484.839, la 2° dose: 3.949.740, la 3° dose (addizionale + booster) 2.028.780.

I CONTAGI E I RICOVERI
Diffusione del contagio ed aumento della richiesta di assistenza ospedaliera
Nel Report 86 di monitoraggio di Fase 2 (DM Salute 30 aprile 2020) dati relativi alla settimana dal 27.12.2021 al 02.01.2022 aggiornati al 05.01.2022 si osserva un drastico peggioramento dell’epidemia con una incidenza settimanale che a livello regionale raggiunge e supera i 1500 casi per 100.000 abitanti.
I dati regionali mostrano un Rt e gli indicatori di sorveglianza compatibili con uno Scenario 4 e collocano la regione a Rischio Alto con alta probabilità di ulteriore progressione di una epidemia non controllata e non gestibile. L’RT augmented-calcolato con tecniche di imputazione (Rta), fornito dal Ministero della Salute e dall’ISS come informazione aggiuntiva utile a valutare l’andamento dell’epidemia nel tempo mostra una Rt Medio Augmented di 2,25 con un range compreso tra 2,23 e 2,28 (il più elevato di sempre).
L’attuale situazione caratterizzata da elevata incidenza pari ad oltre 20 volte la soglia dei 50 casi settimanali per 100.000 non consente una puntuale mappatura dei contatti dei casi, come evidenziato dalla progressiva diminuzione della percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento e che risulta inferiore al 90% (89,7%)!
L’aumentata pressione sui servizi ospedalieri, osservata nell’ultima settimana ha portato il valore di Rt di ospedalizzazione ad 1,78 con una ulteriore proiezione di crescita nella prossima settimana. Pertanto la probabilità di raggiungere le soglie di occupazione posti letto di Terapia Intensiva e di area medica supera il 50% nel prossimo mese.

In modo particolare si evidenzia, un significativo aumento dei ricoveri in fascia pediatrica di pazienti positivi al Covid e sintomatici, prevalentemente per pazienti di età inferiore a 10 anni, il cui numero è raddoppiato negli ultimo 10 giorni. Si registra inoltre un notevole incremento dell’accesso (circa 70 al giorno al PS dell’Ospedale Pediatrico Santobono) di bambini della medesima fascia d’età con sintomatologia più lieve e che vengono pertanto ricollocati alle cure domiciliari tramite l’attivazione delle USCA pediatriche.
L’incremento dei contagi è stato accompagnato da una parallela crescita della domanda di posti letto inizialmente di degenza ordinaria e successivamente anche di Terapia Intensiva. Ciò dovuto sostanzialmente all’incremento di soggetti positivi sintomatici rispetto a quanto registrato non solo nelle settimane precedenti ma anche nell’ultima ondata. Tale incremento alla luce anche di una valutazione di Trend previsionali, non mostra al momento fenomeni prodromici di un plateau o arresto dei contagi sintomatici.

CONCLUSIONI
L’evidenza di una progressione in crescendo dei contagi sintomatici che potenzialmente possono richiedere un accesso a cure di maggiore intensità in termini di prestazione sanitaria, desta preoccupazione, in particolare per due elementi:
• Contagio tra vaccinati, come già dimostrato in letteratura;
• Mancanza di copertura vaccinale ottimale in alcune fasce di età che rappresentano non solo
serbatoio ma anche vettore;
Verbale e considerazioni finali e disposizioni dell’Unità di Crisi regionale della Campania
Infine all’esito della riunione svolta in data odierna, l’Unità di crisi regionale ha segnalato che “nelle ultime due settimane i contagi sono aumentati considerevolmente nella fascia 0-44 anni ed anche i decessi sono in progressivo aumento. La circolazione del virus nei giovani è estremamente ampia come sopra riportato. Con riferimento alla Campania l’Rt risulta attualmente pari a 1,61, con gli indicatori di sorveglianza che disegnano per la Campania uno scenario di tipo 4, con un’incidenza complessiva di 1511/100.000, e con proiezione di oltre il doppio, con Rt pari a 2,25 per la settimana prossima, con conseguente previsione di un enorme aumento dell’impatto sulle degenze Covid. I prelievi delle acque reflue attestano che la variante omicron è estremamente diffusa sul territorio regionale, in misura nettamente superiore alla media nazionale, con conseguente ampia velocità di diffusione dei contagi (omissis). Per tali ragioni, connesse alla straordinaria diffusività del virus nella variante omicron, sul territorio regionale, si ritiene indispensabile rinnovare le misure antiassembramento previste dalle menzionate ordinanze regionali e avviare una riflessione sulla introduzione di ulteriori misure (omissis). Con riferimento al numero di soggetti attualmente positivi nella fascia d’età 0-19 anni si registra un incremento pari a circa il 30 % rispetto alle scorse settimane. In regione Campania venivano rilevati n.118 focolai scolastici comunicati alla chiusura delle scuole per le festività natalizie e un totale di n.9781 focolai nella settimana 27.12-.2021- 2.1.2022, di cui nuovi focolai nell’ultima settimana pari a n.6963. Passano, inoltre, a n.13150 i nuovi casi di infezione confermata dal Sars-Cov-2 non associati a catene di trasmissione note, a fronte di un numero pari a 5800 della settimana precedente. Si evidenzia inoltre un significativo aumento dei ricoveri nella fascia pediatrica prevalentemente per pazienti Sars-Cov positivi sintomatici con età inferiore ai 10 anni, il cui numero è raddoppiato in 10 giorni. Inoltre si registra un notevole accesso (circa 70/giorno al PS dell’Ospedale pediatrico Santobono) di bambini della medesima fascia di età, Sars-Cov positivi, con sintomatologia più lieve che vengono pertanto rinviati al domicilio.

TERAPIA INTENSIVA
Desta preoccupazione, inoltre, il dato relativo all’occupazione di posti letto in terapia intensiva e in area medica, la cui saturazione ha una probabilità superiore al 50% in entrambe le aree nei prossimi trenta giorni. Lo scenario 4 impone l’adozione di misure straordinarie di contenimento.(omissis). In particolare, nella odierna seduta ciascuna delle ASL campane ha attestato di aver ricevuto richieste dai Comuni e dagli Istituti scolastici di supporto in vista della riapertura delle scuole prevista per il prossimo 10 gennaio, ma di essere nella impossibilità di assicurare il contact tracing e gli screening prescritti dal decreto legge 5 gennaio 2022 relativamente alla popolazione scolastica (rilievi a T0-T5), per l’enorme attuale pressione sulla organizzazione sanitaria, impegnata nella somministrazione di tamponi ai contatti di soggetti positivi, nella gestione delle quarantene e dei soggetti positivi fino alla negativizzazione nonché nella prosecuzione della campagna vaccinale. E’ allo stato in programma l’avvio in data 10 gennaio 2022 della somministrazione delle terze dosi alla fascia d’età 12-15 anni mentre relativamente alla fascia d’età 16-18 la stessa è in corso(omissis).

SCENARIO 4
Tutti i componenti dell’Unità di crisi condividono che lo scenario 4 attuale imponga decisioni immediate e straordinarie e che, in particolare, non possa prescindersi dalla sospensione delle attività in presenza, quantomeno nelle scuole dell’infanzia e del ciclo primario e secondario di primo grado. Trattasi, infatti, di una platea in cui la diffusione del virus raggiunge altissimi picchi di incidenza in tutte le province della Regione, per la quale prima della chiusura prefestiva si sono già registrati numerosissimi focolai, e che è particolarmente a rischio di contagio perché attualmente vaccinata solo in piccola parte e con grandi rischi di amplificazione della pandemia attraverso i contatti diretti con i coetanei e con l’ambiente familiare, tenuto conto della difficoltà di applicare a detta fascia le regole di prevenzione sanitaria diffuse tra gli adulti. Secondo quanto rilevato ed attestato dai singoli Direttori Generali delle ASL campane, la situazione attuale nei relativi territori non consente di assicurare il rispetto delle disposizioni introdotte dal Governo con il preannunciato decreto-legge del 5 gennaio 2022, fondato sull’autosorveglianza e sugli screening (omissis).”;

LO STRESS OSPEDALIERO
All’esito della medesima seduta, in considerazione del contesto rilevato e degli scenari prefigurati, l’Unità di crisi regionale ha adottato il provvedimento ad oggetto “ Sospensione temporanea delle attività assistenziali di elezione e di specialistica ambulatoriale nel SSR”, con il quale, avendo rilevato che “L’attuale situazione pandemica sta registrando picchi di contagio da covid-19 che stanno provocando crisi evidenti nella risposta assistenziale delle strutture sanitarie pubbliche. Le stesse prospettive a breve periodo non offrono dati rassicuranti per una subitanea inversione di tendenza, posto che l’indice RT in Campania e l’incidenza di casi positivi per centomila abitanti hanno raggiunto limiti tra i più alti dall’insorgenza della pandemia, e tra i più alti d’Italia, che si incardinano ormai nello scenario 4, per come disegnato dalle indicazioni dell’ISS.
Pertanto, al fine di consentire una rapida ottimizzazione dell’organizzazione ospedaliera per fronteggiare questa emergenza, di impegnare il personale sanitario pubblico e convenzionato in via prioritaria alla gestione dei pazienti covid, visto il perdurare dello stato di emergenza e delle disposizioni che consentono alle Regioni di prevedere una rimodulazione e/o sospensione delle attività di ricovero, ravvisata la necessità garantire la disponibilità di un più adeguato numero di posti letto sia nella degenza medica che chirurgica da dedicare ai pazienti affetti da covid-19, ritenuto a scopo preventivo di dover attivare ogni utile iniziativa tesa a ridurre il rischio di contagio”, ha disposto: a) la sospensione, a far data dal 10 gennaio 2022 e fino a nuova espressa disposizione, dei ricoveri programmati sia medici che chirurgici presso le Strutture sanitarie pubbliche stabilendo la possibilità di effettuare solo ricoveri con carattere d’urgenza “non differibili” provenienti dal Pronto Soccorso o per trasferimento da altri Ospedali, con la precisazione che tale sospensione è valida per tutti i ricoveri programmati, ad eccezione dei ricoveri per pazienti oncologici, oncoematologici, di pertinenza ostetrica, trapiantologica, nonché delle prestazioni salvavita e di quelle la cui mancata erogazione può pregiudicare nell’immediato la salute del paziente e, pertanto, non procrastinabili; b) la sospensione, a far data dal 10 gennaio 2022 e fino a nuova espressa disposizione, di tutte le attività di specialistica ambulatoriale, nelle medesime strutture, che non siano caratterizzate da urgenza o indifferibilità (attività ambulatoriali per le prestazioni di oncologia, oncoematologia, dialisi e radioterapia e attività di screening oncologico); c) che il personale che si libera dalla gestione ordinaria deve essere destinato all’attività di ricovero e trattamento dei pazienti Covid. Alla luce di tali elementi ed in considerazione dello scenario ormai delineato in regione Campania, appare mandatario avviare qualsiasi ulteriore sistema di contenimento al fine di ridurre drasticamente ogni ulteriore diffusione del virus che potrebbe determinare un drammatico stop dell’assistenza sanitaria, anche alla luce di una così rapida crescita e quindi domanda di posti letto.

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