sabato, Dicembre 4, 2021
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Rischio attentati terroristici: il ruolo del tecnico della prevenzione

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[dropcap color=”#000000″ style=”style-1″ background=”#ffffff” ] S[/dropcap]empre più spesso gli ambienti e i luoghi di lavoro vengono colpiti da atti terroristici, i quali rappresentano dei rischi “eccezionali”. Il terrorismo nei luoghi di lavoro rappresenta una forma di estrema violenza che può colpire un elevato numero di individui, tant’è che la legge prevede per i datori di lavoro l’obbligo di valutare questo rischio.
I luoghi di lavoro sono colpiti soprattutto per il fatto che vi è un elevato numero di persone, le misure di sicurezza sono spesso carenti, generalmente sono spazi chiusi e, molto spesso, hanno un carattere simbolico.
Esistono, tuttavia, degli strumenti che permettono al datore di lavoro di stabilire se è o non è necessario effettuare una valutazione del rischio attentati, identificando delle misure per gestire tali eventi. Stiamo parlando della raccolta dati, uno strumento che permette di individuare le classi più a rischio (ad es. A, B, C, D, E, O), il numero di morti e feriti e i tipi di arma più utilizzati per compiere eventuali attentati.
Analizzando il periodo 2017-2018-2019, con riferimento agli attentati avvenuti nel mondo negli ambienti di lavoro, emerge che la classe più colpita è stata la D, la quale comprende impianti, ospedali, scuole e università, musei, accademie, istituzioni, e dove il numero di attentati per classi è pari a 14, il totale dei morti è pari a 257 e il totale dei feriti è pari 710.
Il tipo di arma più utilizzato per compiere attentati, invece, risulta l’ordigno, per mezzo del quale si sono verificati ben 30 attacchi terroristici in varie parti del mondo.
In tal modo, le figure che si occuperanno della valutazione del rischio, potranno adottare delle adeguate misure preventive e protettive. Dalla valutazione del rischio consegue l’adozione di misure di prevenzione e protezione di cui all’art.28 del D. Lgs. 81 del 2008 (Oggetto della valutazione dei rischi); tali misure sono finalizzate a evitare o diminuire la probabilità che si verifichi un evento dannoso. Nel caso degli attentati terroristici, un elemento dissuasivo è rappresentato dalla elevata sicurezza di un luogo di lavoro. Le misure di prevenzione sono tutte le misure di sicurezza finalizzate a evitare o diminuire la probabilità che si verifichi un evento dannoso.
Nel caso degli attentati terroristici, un elemento dissuasivo è rappresentato dalla elevata sicurezza di un luogo di lavoro.
Le misure di protezione, invece, sono tutte le azioni finalizzate a ridurre l’entità del danno e quindi.
Misure protettive perimetrali
•Videocamere di sorveglianza
•Sensori perimetrali
•Protezioni perimetrali
•Postazioni esterne con controllo accessi
•Barriere Jersey e separatori di traffico
•Barriere anti-auto
Misure protettive strutturali
•Sistemi di isolamento delle esplosioni
•Cancelli antintrusione
•Porte blindate
•Vetri antiproiettile, antisfondamento e anti-esplosione
•Pareti antisfondamento
Misure protettive all’interno degli edifici
•Bussole di sicurezza antirapina e antieffrazione
•Controllo accessi con tessera di riconoscimento
•Postazione interna di controllo
•Sistemi d’allarme collegati con le forze dell’ordine
•Unità cinofila
•Sensori per eventi CBRN
•Metal detector
•Jammer (apparecchiatura elettronica di “disturbo” delle comunicazioni)
•Stanze blindate
•Servizi di sicurezza e vigilanza
•Coordinamento con le forze dell’ordine e con i vigili del fuoco
•Addestramento dei lavoratori sui comportamenti da tenere in caso di attentato, tramite corsi di
Formazione su sicurezza ed antiterrorismo
•Uscite di emergenza certificate per le vie di fuga
•Sistemi biometrici
•Protezione valori
•Elettroserrature di sicurezza
Le misure preventive, invece, sono rappresentate dai vari aspetti oggettivi, ad esempio non esporsi con pubblicità non indispensabili, effettuare una valutazione del territorio in cui si opera, se trattasi di obiettivi sensibili, università, ospedali, etc. Anche se tutte queste misure contribuiscono a contenere la minaccia, tuttavia bisogna sottolineare che non esiste il rischio zero. Il ruolo dei Tecnici della Prevenzione, certamente, consiste nella valutazione dei rischi che rientrano nella sfera della “Safety”, ma il Tecnico della prevenzione deve essere anche in grado di valutare modelli preventivi per saper individuare i fattori di rischio che possono interessare i luoghi di lavoro, tra cui anche il rischio attentati, il quale rientra nell’ambito della “Security”.
Tra le competenze del Tecnico della Prevenzione, perciò, rientrerà sicuramente la gestione dei flussi di evacuazione, la prevenzione delle intrusioni, la prevenzione di effetti domino, etc., quindi egli ha un ruolo particolarmente importante nella fase di pianificazione.
Per fare un esempio: se un Tecnico della Prevenzione dovesse fare una valutazione del rischio per gli artificieri dell’esercito, dovrebbe conoscere i sistemi d’innesco, la tipologia di esplosivo, le procedure di avvicinamento, analisi, intervento, DPI specifici, etc. Perciò il Tecnico della Prevenzione deve anche interessarsi di come vengono gestite le situazioni di emergenza in caso di rischio attentato (gestione della folla, sistemi e procedure di evacuazione, etc.). Ne consegue che i datori di lavoro delle aziende dovrebbero valutare maggiormente, eventualmente anche incaricando il Tecnico della Prevenzione, la probabilità che gli avvenimenti di radice terroristica possano interessare i propri luoghi di lavoro, poiché l’obbligo di valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori riguarda anche i rischi connessi a possibili eventi terroristici.
* dottore Tecnico della prevenzione
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