sabato, Dicembre 4, 2021
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Radiologia domiciliare: la Cda nazionale dei Tsrm fa chiarezza

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Antonella Grimaldi
Antonella Grimaldi è laureata in Tecniche di Radiologia Medica dal 2017, e nel 2020 ha conseguito il titolo Magistrale presso l'Università Federico II. Dal 2015 è iscritta all'Albo dei Giornalisti Pubblicisti della Campania. Attualmente, è impiegata presso l'UO di Radiologia dell'Ospedale di Sorrento, e continua ad occuparsi di copywriting e comunicazione, soprattutto in ambito sociale e sanitario.

Ha fatto discutere l’emanazione del documento a firma SIRM e AIFM riguardo le pratiche di radiologia domiciliare, che non ha visto coinvolti nella stesura la Commissione di albo nazionale dei Tsrm.
Abbiamo incontrato Carmela Galdieri, Presidente del Cda nazionale dei Tsrm, che ha chiarito alcuni punti.

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È stato rilasciato il documento a firma SIRM e AIFM per la regolamentazione della radiologia domiciliare, senza, però, alcun coinvolgimento della Commissione di albo nazionaledei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica, attori protagonisti delle procedure in oggetto. Perché?

Perché la Federazione delle associazioni scientifiche dei Tecnici di radiologia (FASTeR) è stata esclusa dalla elaborazione del documento? Riteniamo che la domanda debba essere posta a chi lo ha pubblicato: SIRM e AIFM. La Commissione di albo nazionale dei TSRM suppone che non sussista alcuna motivazione valida, se non dal punto di vista meramente politico. La Cda nazionale dei TSRM è l’organo istituzionale che raccoglie tutti gli iscritti agli albi professionali dei TSRM in Italia; in assenza di una associazione scientifica che potesse occuparsene (FASTeR si è costituita nel 2017), nel 2015 la Federazione nazionale degli allora Collegi professionali TSRM ha predisposto le prime linee di indirizzo sulle attività di radiologia domiciliare, sulla base delle esperienze che nel decennio precedente ha promosso e sostenuto, anche nella sanità pubblica. È partendo da questa specifica competenza che la neocostituita FNO TSRM e PSTRP ha partecipato al tavolo di lavoro ministeriale sullo stesso tema trattato nel documento firmato da SIRM e AIFM.

Qual è la posizione della Cda nazionale dei TSRM nei confronti di questo mancato coinvolgimento?

La Cda nazionale dei TSRM esprime rammarico per l’ennesima occasione persa di relazione matura e moderna all’interno dell’area radiologica e una ferma disapprovazione nei confronti di questa scelta: non coinvolgere la FASTeR è stato un errore e un’occasione persa.

Sarà istituito un nuovo tavolo di confronto, con SIRM e AIFM?

Un tavolo c’è già, in seno al Ministero della Salute, in cui, sostanzialmente, è maturato il testo poi licenziato da SIRM e AIFM, ma qualsiasi contesto di confronto è sempre da guardare con favore; si tratterebbe di una valida opportunità per sviluppare i contenuti del documento appena pubblicato, integrandolo con il nostro contributo: ad esempio gli aspetti legati agli eventi pandemici tutt’ora in atto, relativi alla limitazione della trasmissione del virus, alla disinfezione delle apparecchiature di radiologia domiciliare e alla sicura gestione dei pazienti sospetti o positivi Covid-19. Riteniamo che un adeguamento del documento all’attuale contesto pandemico possa essere di valido aiuto ai colleghi che operano in ambito di radiologia domiciliare.

La Cda nazionale dei TSRM trova coerente ed appropriato, per i professionisti che rappresenta, quanto riportato nel documento?

Sì, in quanto, come anticipato, al tavolo ministeriale richiesto proprio dai TSRM, numerosi colleghi hanno partecipato attivamente alla definizione della bozza che, sostanzialmente, è stata usata per il documento SIRM e AIFM. La condivisione è venuta a mancare fuori dal Ministero della Salute, con la pubblicazione delle linee guida inter-societarie senza il coinvolgimento dei TSRM e della loro associazione scientifica di riferimento.

Quanto accaduto ha sollevato dubbi sul peso istituzionale della Cda nazionale dei TSRM.
Come rispondete?

Non sono questi gli indicatori sulla base dei quali si valuta il peso istituzionale di una Cda nazionale, compresa quella dei TSRM. Al Ministero della Salute i TSRM erano e sono presenti. Fuori dai contesti istituzionali, compreso quello scientifico, ognuno fa quel che ritiene più giusto o conveniente. In questo caso, appare evidente che a livello inter-societario c’è ancora molto da fare.

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