martedì, 29 Novembre, 2022

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Quarte dosi agli ultra 60 enni: Le Regioni partono in ordine sparso. Il chi, dove e quando del secondo booster

Quarte dosi (o secondo booster) non solo ai fragili per patologia con più di 60 anni e agli anziani ultra 80enni ma a tutta la popolazione italiana che ha più di 60 anni. Dopo il via libera dell’Ema (Agenzia regolatoria dei farmaci in Europa) e dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco), il ministero della Salute ha inviato in queste ore a tutte le Regioni una circolare ad hoc in cui indica tutti i dettagli di questa nuova campagna vaccinale avviata in attesa che, dal prossimo autunno, siano disponibili le versioni aggiornate del vaccino misurate alle varianti di Omicron oppure a tutte le varianti.

SI PARTE

Intanto è bene chiarire che le somministrazioni sono già partite in tutta Italia e in ordine sparso in tutte le Asl sulla scorta della circolare ministeriale di ieri sera e dunque anche in anticipo rispetto alla pubblicazione in Gazzetta del nuovo decreto che potrebbe a questo punto anche non arrivare. Un’accelerazione che, ovviamente, discende dai dati epidemiologici che hanno riportato il dato di ospedalizzazione e decessi oltre la soglia di allarme.

DOVE FARE LA PUNTURA

Dove fare dunque le vaccinazioni? Al netto degli hub che molte Asl stanno riattivando, l’accesso al secondo booster può essere fatto direttamente e senza prenotazioni presso la rete delle farmacie territoriali, nei centri vaccinali dei distretti sanitari di base, presso il proprio medico di famiglia e in alcuni ospedali. Solo in farmacia può essere utile avvisare per avere certezza della disponibilità della dose.

In alcune regioni, come in Lombardia, è stato anche attivato il portale regionale per le prenotazioni. Il Lazio parte con questa possibilità da domani. In Campania gli accessi sono già iniziati e le file ieri all’hub nella ex Fagianeria del Real Bosco di Capodimonte a Napoli (che ha riattivato le attività tutti giorni dal lunedì e venerdì), la dicono lunga sulla massa di persone che andranno in questi giorni a porgere la spalla.

Ma anche le altre Regioni si stanno attrezzando con alcune pronte a riaprire alcuni hub o ad appoggiarsi a medici di famiglia (circa il 30 per cento sono i vaccinatori) e farmacie (quasi 10 mila in Italia). Si lavora anche alla possibilità di vaccinare gli over 60 nelle mete estive che in questo periodo si riempiono di turisti.

LE LINEE DEL MINISTERO

Cosa dicono dunque le linee di indirizzo discendenti dalla circolare del Ministero della Salute relative alla estensione della platea vaccinale alla seconda dose di richiamo anti Sars-CoV-2?
Intanto si parte dall’attuale condizione di aumentata circolazione virale con ripresa della curva epidemica, associata ad aumento dell’occupazione di posti letto nelle aree mediche e, in minor misura, nelle terapie intensive e dalle evidenze scientifiche che ci dicono che la seconda dose booster è in grado di prevenire forme gravi di COVID-19 anche se le varianti Omicron 4 e Omicron 5 che oggi circolano massicciamente e sono diventate rapidamente dominanti grazie alla loro estrema contagiosità, tendano in maniera evidente a bucare la protezione dall’infezione svolta dall’immunità tanto da fa registrare anche molte reinfezioni. La quarta dose può essere somministrata a tutti coloro che hanno concluso il primo booster da almeno 4 mesi e anche chi ha ricevuto i monoclonali preventivi al posto del vaccino dopo 14 giorni possono ricevere il secondo booster.

IL TARGET

Oltre agli ultra 60 enni la quarta dose è destinata e raccomandata alle persone con elevata fragilità da patologie concomitanti e preesistenti secondo un elenco che già a maggio scorso è stato diramato dal ministero (dializzati, diabetici di tipo 1 e di tipo 2 in fase attiva, oncologici, oncoematologici, trapiantati e in attesa di trapianto di età superiore ai 12 anni (che già come detto erano destinatari di questa seconda dose booster) anche in questo caso a distanza di un intervallo minimo di almeno 120 giorni dalla prima dose di richiamo o dall’ultima infezione. Infine gli anziani ospiti delle Rsa e tutti i cittadini con più di 80 anni che non hanno ancora praticato questo richiamo. In totale si stima che si parli di circa 12 milioni di persone, numero a cui sottrarre una quota assorbita dai contagiati e che diventeranno progressivamente guariti.

Prevista, dalle linee guida del ministero alle regioni anche una campagna di informazione e comunicazione sulla validità dei vaccini nella prevenzione e soprattutto ai fini di evitare l’aggravamento e letalità dell’infezione. Gli organi centrali del ministero sosterranno le Regioni per garantire la disponibilità di personale sanitario richiesto sebbene si faccia riferimento, in questa fase, a un non meglio precisato sostegno amministrativo.

LA RETE

La rete delle somministrazioni per ora conterà su un modello misto di somministrazioni, in cui gli hub vaccinali potrebbero essere previsti a livello provinciale in numero crescente in funzione della popolazione residente e tenendo conto delle caratteristiche demografiche e di viabilità dei singoli territori (in media un hub vaccinale ogni 50.000 abitanti), integrati da altri punti vaccinali presso strutture sanitarie stanziali tipo presidi ospedalieri, case della salute, medici di medicina generale e farmacie. Il coinvolgimento del medico di medicina generale appare fondamentale per proporre al singolo individuo lo schema vaccinale più idoneo”.

100 MILA AL GIORNO

Ogni regione dovrà fornire entro il 22 luglio i numeri sulle capacità massime di somministrazione in base ai centri vaccinali attivi e alla media di erogazione raggiunta facendo riferimento anche ai punti di somministrazione attivabili. L’obiettivo attuale è di raggiungere una media minima di erogazione delle dosi di circa 100 mila al giorno.

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