martedì, Ottobre 19, 2021
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Precari, graduatorie e concorsi: la stagione del post Covid non deve penalizzare i lavoratori

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E’ la stabilizzazione dei professionisti sanitari reclutati per l’emergenza Covid e che ora rischiano di restare al palo a fronte di gravi carenze da colmare nel Servizio sanitario nazionale al giro di boa degli investimenti previsti dal Pnrr il nuovo fronte dello scontro tra Governo, Regioni e rappresentanti sindacali (anche ordinistici) dei camici bianchi. A gettare il sasso nello stagno è stata la Fiaso e poi la Cisl funzione pubblica con una prima manifestazione che si è tenuta ieri in Campania davanti alla sede della Regione. Qui sono stimati 7 mila professionisti da stabilizzare (francamente in eccesso, che congloba probabilmente anche i medici vaccinatori ma che rimanda comunque a una platea ampia di professionisti di varie qualifiche e ruoli sanitari arruolati all’area del precariato durante l’emergenza pandemica). Anche la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie ha fatto sentire in questo frangente cruciale la propria voce con il presidente Teresa Calandra. “Siamo in piena sintonia con la proposta Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie ospedaliere ndr) – ha dichiarato la Calandra – e dunque a favore della stabilizzazione degli oltre 66 mila professionisti sanitari assunti con contratti a tempo determinato per fronteggiare l’emergenza Covid e che potrebbero ritrovarsi disoccupati oggi dopo aver dimostrato tutta la loro professionalità, soddisfatto un fabbisogno essenziale e mettendo a rischio la propria vita”.

LA PROPOSTA FIASO
Cosa prevede dunque la proposta Fiaso? Nel merito stabilizzare con assunzioni a tempo indeterminato tutti i precari della sanità assunti con contratti flessibili durante l’emergenza pandemica. Una proposta messa nero su bianco e inviata al premier Mario Draghi per la sua valutazione oltre che ai vertici delle due camere del Parlamento., ai partiti e alla Conferenza Stato-Regioni che in questi aspetti ha sempre un ruolo conclusivo molto importante. In pratica si tratta di emendare l’articolo 20 del decreto legislativo 75 del 2017 affinché possa essere assunto a tempo indeterminato chi sia titolari di qualunque rapporto di lavoro flessibile purché questo sia avvenuto durante l’emergenza pandemica in aziende ed enti del servizio sanitario e che abbia conteggiato alla fine del 2022 almeno un anno di lavoro anche senza continuità. Un’altra proposta alternativa, una sorta di piano B sarebbe invece di prorogare alla fine del 2024 tutti i requisiti di legge previsti dalla madia sempre a favore dei reclutamenti avvenuti a partire dalla dichiarazione dello stato di emergenza e che alla scadenza del 2024 abbiano maturato almeno tre anni di lavoro.
Uno scenario complesso quello che si delinea in cui c’è l’ulteriore problema dello scorrimento delle graduatorie. Per legge gli idonei andrebbero assunti anche in altre aziende scorrendo le graduatorie dei concorsi in cui figurano idonei ma non vincitori. Ma sono tante le aziende sanitarie che si regolano diversamente e che non assumono perché si preferisce tenere i precari a vita.

Il CASO
Al policlinico Federico II di Napoli ad esempio con la delibera n. 497 del 16 giugno scorso è stato dato il via libera alla graduatoria di 506 infermieri idonei al con corso. Finora da quella graduatoria ne sono stati arruolati 40 mentre nelle retrovie stazionano ad oggi 69 camici bianchi reclutato con un contratto di collaborazione coordinata e continuativa (per avviso pubblico durante i picchi pandemici) attingendo ai finanziamenti dei fondi regionali e ministeriale e quindi senza costi per l’azienda. Attualmente queste unità lavorative, a fronte del calo dell’intensità epidemica e della riconversione delle corsie Covid sono impiegati per le normali attività assistenziali e in reparti non infettivi. Un quadro formalizzato per Delibera, la n. 757 del 15 settembre scorso. Ma non basta: Nei reparti e nelle corsie della cittadella universitaria ci sono altri 15 unità infermieristiche impiegate con partita iva e incarichi a tempo terminati a metà dello scorso giugno. Incarichi rinnovati fino al prossimo 31 dicembre e che dunque ingrossano le file del precariato. Non c’è un censimento preciso ma sono decine le figure con contratti flessibili afferenti alle professioni sanitarie in condizioni analoghe. Intanto se per gli infermieri c’è la graduatoria del concorso a tempo indeterminato per le professioni sanitarie i concorsi non si fanno e sono al palo tanto da inficiare anche le attività formative che per legge nei vari profili devono attenersi a un tutoraggio con laureati delle varie discipline
E ancora ci sono, sempre al policlinico Federico Ii di Napoli 36 unità con contratti di agenzie interinali scaduti a luglio, rinnovati fino a fine settembre anche in questo caso in vigenza della graduatoria a cui si sarebbe dovuto attingere. A conti fatti dunque, solo per gli infermieri, figurano oltre 120 contratti precari alcuni rinnovati o comunque portati avanti con proroghe in vigenza di graduatorie a cui si sarebbe dovuto attingere a tempo indeterminato. Il caos dei reclutamenti tra vecchie graduatorie, incarichi a tempo e nuovi concorsi è figlia della politica che spesso e volentieri mette piede nelle corsie ospedaliere soprattutto alla vigilia delle scadenze elettorali.
Ma accantoniamo per ora questo aspetto per concentrarci su quello tecnico della vicenda. Allo stesso nodo appartiene il concorso per OSS al Policlinico Napoli che ha la graduatoria ferma ad una trentina di assunzioni nonostante le gravi carenze di queste figure. La Regione che avrebbe dovuto autorizzare lo scorrimento non si è per ora fatta sentire.

IL NODO GRADUATORIE
Quanto sta accadendo al Policlinico di Napoli è un sintomo dell’imbuto delle graduatorie che si sta creando non solo in Campania ma in tutte le regioni che escono dai piani di rientro e dal blocco delle assunzioni.
Il nodo parte dall’interesse di tutti gli idonei allo scorrimento della graduatoria di un concorso: in epoca passata, pre covid, nel 2019, c’erano soprattutto nelle regioni in Piano di rientro dal debito come la Campania pochi concorsi: al Cardarelli per un posto di collaboratore amministrativo ne risultavano 90 idonei e tutti vennero chiamati. Le graduatorie erano monopoliste delle assunzioni. Lo stesso per i 1.200 infermieri idonei del Cardarelli. Oggi invece tutte le aziende hanno provveduto a sovrapporre nuovi concorsi agli idonei delle varie graduatorie mentre i lavoratori confidano in uno scorrimento rapido. La Regione dal canto suo non aggiorna l’elenco degli idonei delle graduatorie a cui in teoria bisognerebbe attingere. Questo scenario riguarda in Campania il Policlinico Federico II ma anche la Asl Napoli 2 e la Vanvitelli, la Asl Napoli 1 che ha bandito concorsi per autisti e assistenti sociali e altre figure professionali. A breve potrebbe implodere il sistema. Tanti idonei che pensano di avere il posto sicuro. Le graduatorie venivano cannibalizzate dalle aziende. Adesso si genereranno tante aspettative e illusioni ma il fabbisogno non li assorbe. Si devono sviluppare proposte. Un fenomeno che andrebbe il più possibile regolato.

“L’aumento delle graduatorie concorsuali – avverte Alessandro Coccia fondatore del movimento “Stapassan” – che nei prossimi mesi avrà un incremento esponenziale dovuto ai concorsi attivi in Regione Campania e l’applicazione non uniforme e tardiva nelle Aziende sanitarie della normativa sulle stabilizzazioni, il cosiddetto “Decreto Madia” sta generando l’ennesimo conflitto sociale nel personale del Servizio sanitario regionale tra Idonei concorsuali e precari. Affinché non ci si verifichi un “si salvi chi può” ma si realizzi un “trentuno salvi tutti” c’è bisogno che la direzione Salute e l’Assessorato regionale alla sanità governino le politiche assunzionali perché l’autonomia delle Direzioni generali non diventi arbitrarietà. In primis i monitoraggi – aggiunge Coccia – sull’applicazione relativi al Decreto legislativo 75/2017 e delle graduatorie di merito vigenti deve essere aggiornato mensilmente e non periodicamente. Attualmente quello relativo alle graduatorie è fermo a luglio e non riporta fedelmente lo stato dell’arte. Ne è un esempio che il concorso di 8 Collaboratori amministrativi professionali cat.D del Ospedale dei Colli che risulta in corso quando è terminato il 20 maggio 2021 di cui la Deliberazione n°446 del 2021. Su questo punto si pensi che l’Asl di Avellino dopo aver attinto un unità di personale dalla graduatoria citata ha deliberato un concorso per due Collaboratori amministrativi Professionali cat. D.
Affinché queste dicotomie non si verifichino è necessario altre a un monitoraggio preciso, che vengano date alle Aziende precise indicazioni Regionali”.
La strada maestra da percorrere dalle stabilizzazioni come è noto è quella della legge Madia. “Le proposte – conclude Coccia – possono essere che le Aziende non bandiscano ulteriori concorsi per le categorie professionali di cui siano presenti graduatorie vigenti in Regione Campania e pertanto prima di bandire un concorso si chieda una preliminare verifica di merito alla Direzione Salute. Ovvero che che le Aziende chiedano alla Direzione Salute le richieste di utilizzo graduatoria e non alle Aziende di modo da far utilizzare prima le graduatorie più risalenti e quindi più prossime alla scadenza dei due anni; che il 50% delle unità richieste attraverso l’utilizzo di graduatorie di merito vengano utilizzate per l’applicazione del comma 2, art. 20 del D.lgs 75/2017; che le Aziende siano invitate a pubblicare gli avvisi comma 1, art. 20 del D.lgs 75/2017 con i termini aggiornati”.

IL MINISTRO BRUNETTA
Da questo scenario si comprende che la futura vertenza non sono solo quelle delle stabilizzazioni ma una sorta di guerra tra “poveri” tracci rivendica lo scorrimento delle graduatorie di idonei contro la proroga ai precari o la loro stabilizzazione.
A complicare le cose il ministro Renato Brunetta secondo cui le pubbliche amministrazioni e quindi anche le aziende sanitarie locali e le aziende ospedaliere non hanno l’obbligo di scorrere le graduatorie dei concorsi fino agli idonei non vincitori. Sarebbe quindi chiaro che questi ultimi non hanno nessun diritto ad essere assunti a tempo indeterminato. Brunetta si è espresso pubblicamente in tali termini durante una interrogazione parlamentare alla Camera del deputato del Movimento 5 Stelle Francesco Forciniti.
Lo scorrimento delle graduatorie, ha ribadito Brunetta fino ad assorbire tutti gli idonei sarebbe una metà possibilità facoltativa a discrezione delle aziende sanitarie fermo restando che la validità di suddette graduatorie è di due anni e che la loro vigenza non può intralciare il criterio di selezione in base al merito dei candidati facendo intendere che essere idonei in un concorso che non si è vinto non è un lasciapassare per un’assunzione slegato dal fabbisogno. Il Ministro della funzione pubblica ha poi annunciato che il nuovo Portale per le assunzioni pubbliche servirà anche allo scopo di valutare le graduatorie vigenti in tutta Italia a cui attingere nel caso un’azienda volesse farlo e fosse necessario per fabbisogni urgenti.

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