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Ottobre in Rosa: anche nell’era Covid: il mese dedicato alla prevenzione femminile

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Antonella Grimaldi
Antonella Grimaldi è laureata in Tecniche di Radiologia Medica dal 2017, e nel 2020 ha conseguito il titolo Magistrale presso l'Università Federico II. Dal 2015 è iscritta all'Albo dei Giornalisti Pubblicisti della Campania. Attualmente, è impiegata presso l'UO di Radiologia dell'Ospedale di Sorrento, e continua ad occuparsi di copywriting e comunicazione, soprattutto in ambito sociale e sanitario.

Si moltiplicano in tutto il territorio nazionale le iniziative volte alla sensibilizzazione per la prevenzione del tumore al seno.

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“Ottobre in rosa” è lo slogan che ogni anno la Lilt, Lega italiana per la lotta ai tumori, adotta per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti della prevenzione per i tumori femminili. Come ogni anno l’associazione organizza e promuove appuntamenti in tutta Italia per la prevenzione e diagnosi del carcinoma mammario. Quest’anno, il 23 ottobre, data dell’Open Day targato Lilt, sono previste visite gratuite su appuntamento negli ambulatori dell’associazione in 106 province del territorio nazionale.

L’ottobre rosa nasce nel 1992, quando l’iniziativa “Campagna Nastro Rosa”, negli States si propose di sensibilizzare le donne nei confronti del tumore al seno, tra le prime cause di mortalità femminile.

Da allora si sono moltiplicati gli appuntamenti e le iniziative per aiutare le donne a prevenire, conoscere e sconfiggere la patologia.

LA PREVENZIONE
Tutte le donne, sin dalla giovane età, sono invitate a mettere in atto la prevenzione, sia in autonomia, sia affidandosi ai professionisti della Salute. Le donne da sole possono praticare l’autopalpazione, ovvero tastare il seno con le mani, a partire dal cavo ascellare, sino alla ghiandola mammaria. Un semplice gesto che può sensibilmente aiutare la diagnosi. Qualora la paziente dovesse percepire un rigonfiamento al tatto c’è la possibilità di intervenire per tempo.
La prevenzione strumentale, invece, coinvolge i professionisti sanitari e si divide in ecografia, consigliata alle donne più giovani, sotto i 50 anni, e mammografia, per le donne sopra i 50 anni, che con l’ausilio di radiazioni ionizzanti avranno un quadro completo della salute del seno.In mammografia ha grande rilievo la figura del Tecnico sanitario di radiologia medica, che ha il compito di eseguire materialmente l’esame, informando ed accompagnando la donna in un momento particolarmente delicato. È compito del professionista, infatti, non sottovalutare l’aspetto psicologico di un esame che, per sua natura, è percepito come intimo ed invasivo.

I TECNICI
Il Tsrm è chiamato dunque a rispondere con professionalità alla domanda assistenziale, che va dall’informare fino all’accogliere le perplessità e la paura delle pazienti.Il giusto approccio alla metodica da parte della paziente, infatti, permette alla donna stessa di vivere l’esame con tranquillità, ammorbidendo anche l’ansia dell’attesa dei risultati.

Nel corso del 2021 in epoca pandemica l’Ottobre in rosa si riveste di un nuovo significato. Nel 2020, infatti, secondo l’Osservatorio Nazionale, ben il 54% degli esami di screening sono stati rimandati per emergenza Covid, segnando un drammatico ritardo della diagnosi per migliaia di donne. Ad oggi, però, le campagne di screening hanno ripreso a pieno ritmo e nel rispetto di tutte le norme atte a contrastare l’emergenza sanitaria. L’ultimo passo spetta alle donne che devono sconfiggere la paura di sapere e fare esami di prevenzione. È sempre bene ricordare che la prevenzione salva la vita.

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