domenica, Dicembre 5, 2021
No menu items!

Oss e infermieri: al Senato il disegno di legge sui lavori usuranti

I più letti

È stato presentato nei giorni scorsi in Commissione Lavoro di palazzo Madama dalla senatrice Barbara Guidolin il Ddl che inserisce il lavoro di infermieri ed operatori socio sanitari nella categoria dei cosiddetti lavori usuranti. Un disegno di Legge composto di due articoli; con il primo si inseriscono gli Oss tra le categorie che possono esercitare il diritto per l’accesso al trattamento pensionistico anticipato; con il secondo si provvede alla copertura finanziaria a valere sull’apposito fondo (previsto dall’articolo 1, comma 3, lettera f, della legge 24 dicembre 2007, n. 247).

- Pubblicità -

In un momento politico come quello attuale in cui si parla spesso di riforma del sistema pensionistico, urge riflettere, ancora una volta, sulla necessità di discutere delle professioni sanitarie che devono essere riconosciute come usuranti e gravose, e alle quali, pertanto, deve essere concessa la possibilità di accedere anticipatamente al pensionamento.

Attualmente l’agevolazione sulle pensioni è prevista esclusivamente per il personale infermieristico ed ostetrico operanti nelle strutture ospedaliere e con lavoro organizzato su turni. Questo gruppo dovrà necessariamente essere ampliato e prevedere l’ingresso di tutti gli operatori socio-sanitari, compresi Osa (socioassistenziali) evitando formule ambigue e disparità di trattamento. Per quel che riguarda queste due ultime categorie professionali infatti, al momento, per effetto della dicitura “operatore sanitario qualificato”, in presenza dei requisiti di legge, solo gli Osa possono accedere allo scivolo del prepensionamento.

Neanche l’ultima legge di stabilità è riuscita ad inquadrare le professioni sanitarie tra i lavori usuranti; ad oggi infatti le professioni degli infermieri e degli Oss non rientrano nella categoria dei lavori usuranti, bensì i quella dei lavori gravosi; questi professionisti pertanto, possono soltanto chiedere l’anticipo pensionistico Ape, adesso sostituto con “quota 100”, con 63 anni di età e 36 di contributi, anche quest’ultima peraltro a rischio di essere abolita a breve.

Eppure spesso la politica, nelle varie campagne elettorali, ha utilizzato ed utilizza la questione del lavoro usurante degli operatori sanitari come slogan elettorale.

E allora ci si continua a chiedere: come mai gli infermieri e gli Oss, che lavorano sui turni, sollecitando numerose volte le “loro schiene” rischiando continuamente patologie muscolo – scheletriche e cronico – degenerative a carico di vari organi ed apparati, vivendo anni di stress dovuti a turni massacranti, spesso perdendo riposi dopo i turni di notte, dato che lo smonto notte ad oggi viene conteggiato come riposo, ancora non vengono riconosciuti come lavori usuranti? Come si può non comprendere che un infermiere così come un Oss a 60 anni non può avere la stessa prontezza di riflessi e concentrazione peraltro essenziali quando si parla di un settore professionale quale la Sanità? E come non si può non riflettere sull’impatto di certo negativo che questo ha sia sulla qualità dell’assistenza erogata sia sulla salute stessa di operatori sanitari e pazienti?

Riponiamo molta speranza allora nel Ddl presentato dalla senatrice Barbara Guidolin, componente della commissione Lavoro del Senato, che spiega come «Questo provvedimento punti a riconoscere l’attività di infermieri ed operatori sociosanitari nell’ambito della categoria dei lavori usuranti per la peculiarità dell’attività svolta. Il mancato riconoscimento peraltro ha precluso finora loro la possibilità di accedere al prepensionamento in presenza degli opportuni requisiti indicati dalla legge a differenza di quanto previsto per altri addetti del comparto sanitario. Un vero e proprio paradosso, al quale il Ddl pone un correttivo. L’avvio dell’iter in commissione Lavoro è una notizia importante e un atto dovuto per lo sforzo e l’impegno profuso in questi due anni complessi, segnati dalla pandemia, da migliaia di lavoratori della sanità», conclude la Guidolin.
Intere categorie professionali pertanto attendono fiduciosi un risultato che non si limiti a questo Ddl ma che prosegua verso il riconoscimento professionale e alla piena attuazione dell’area sociosanitaria già avviata con la Legge n.3 del 2018.

Commenti da Facebook
- Pubblicità -
- Pubblicità -
Ultime notizie

Vaccini ai bambini, si parte a metà dicembre

Vaccinazioni ai bambini da 5 a 11 anni: dopo il via libera dell'Aifa sono fissate per il 13 dicembre...
- Pubblicità -

Articoli correlati

- Pubblicità -