martedì, Ottobre 19, 2021
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Operatori sociosanitari, inizia al Senato l’iter della riforma Boldrini

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Oss, operatori sociosanitari, uno dei pochi profili sanitari rimasti senza un Ordine professionale di appartenenza ma centrali in molte attività di cure della persona al letto del paziente, fondamentali per umanizzare le cure, per alleviare le sofferenze di chi malato è costretto in un letto in ospedale o a domicilio. Ora anche per questa figura professionale, trascurata e negletta e per anni finita sotto la scure dei tagli alla Sanità, arriva un riordino delle pensioni e della formazione. Tutte le novità sono contenute in documento depositato in Senato relativo al disegno di legge rubricato al numero 2.071 targato Daniela Boldrini.
Prevenzione dell’abusivismo professionale, uniformità negli iter formativi, il via a registri ufficiali regionali i principali presupposti della norma che si avvia al percorso delle consultazioni nelle commissioni del ramo del parlamento in cui giace anche un secondo disegno di legge della pentastellata Barbara Guidolin.
Il disegno di legge Boldrini sempre essere quello che ha più possibilità di essere approvato in tempi rapidi magari con una sintesi possibile in corso d’opera con l’altro strumento legislativo. Quello che conta è il conseguimento della auspicata svolta in questo profilo professionale che le associazioni di categoria, chiedono da anni. La Legge Lorenzin istitutiva degli ordini delle professioni sanitarie ha infatti solo sfiorato gli Oss che sono stati cooptati nell’area socio-sanitaria senza che vi fosse un cambiamento sostanziale del loro inquadramento professionale e formativo. Il Ddl della Boldrini invece incide sul profilo conferendo una maggiore qualificazione e qualificando le funzioni e mansioni svolte.

LA FORMAZIONE
Partiamo della formazione: il profilo professionale dell’operatore socio-sanitario si consegue con un diploma di qualifica professionale soddisfare i bisogni primari della persona e a favorire il benessere e l’autonomia degli assistiti sia sul fronte sanitario sia su quello socio-sanitario ma anche con importanti risvolti sociali e nella vita di tutti i giorni. (Cure domiciliari).
Il Ddl che oggi si inserisce nei progetti in fieri di riforma delle cure di prossimità e dell’assistenza del territorio a forte integrazione social sanitaria intercetta uno dei pilastri del Recovery fund nell’ambito dei finanziamenti e delle misure per la riforma delle cure di prossimità.
Il disegno di legge guarda dritto alla Conferenza Stato-Regioni nel cui socio inserire in seguito i provvedimenti attuativi della riforma.
Uno dei presupposti è uniformare i percorsi formativi e gli aspetti teorici e pratici (tirocinio e stage) anche in termini di crediti e di ore formative che vanno attribuite alle università e al Servizio sanitario nazionale. Un capitolo della riforma riguarda la uniformità dei titoli e dei contenuti dei costi di studi per definire in modo minuzioso le competenze, le attività, gli ambiti operativi e le responsabilità e modalità di inserimento nei differenti contesti operativi. Accreditamento degli istituti di formazione, qualifica dei docenti e dei direttori dei percorsi di studio, esperti e tutoraggi, sedi per lo svolgimento delle prove pratiche e di addestramento e tirocinio, Ecm, albi e registri su scala regionale da aggiornare e certificare a tutela dei professioni e dell’utenza servita, tutele professionali a fronte dei carichi di lavoro e del riconoscimento del lavoro come usurante e dunque con le tutele per i trattamenti previdenziali ad esso collegato.
Prevenzione, cura, riabilitazione, terapia del dolore, cure domicilierai, viabilità, lungodegenza i principali ambiti assistenziali in cui viene impiegata e riconosciuta il fabbisogno e la professionalità degli Oss,in un’ottica di forte integrazione professionale con gli altri operatori sanitari, socio-sanitari e di rilevanza assistenziale e sociale.
Sul fronte della formazione i corsi di studio avranno una durata minima di 1.400 ore nell’arco di almeno un anno e fino a un anno e mezzo da conseguire in aziende pubbliche o private accreditate con il Servizio sanitario nazionale e regionale anche in ambito sociale purché si tratti di strutture autorizzate e anche accreditate. Un tirocinio pratico aperto all’ambito scolastico e sempre sotto la supervisione di un esperto del settore.

MANSIONI E COMPETENZE
Il Ddl delinea le competenze dell’Oss per gli aspetti tecnici, socio-sanitari, relazionali ed educativi finalizzati a conseguire il benessere e l’autonomia dei pazienti sia in fase acuta (assistenza ospedaliera) che in fase cronica (lungodegenti, assistenza docciare integrata ecc.) ambito quest’ultimo che guarda a tutte le fasce di fragilità dall’ambito psichiatrico a quello delle malattie degenerative alla riabilitazione dell’handicap di ogni natura e origine fino ad investire le fasce del disagio ed emarginazione sociale e in tutte le fasce di età ovviamente anche per i malati in fase terminale. Igiene, alimentazione, riabilitazione neuro sensoriale e motoria gli ambiti in cui il professionista Oss esplica la propria attività coadiuvante altre figure professionali.
Spazio infine viene dato dal Disegno di legge alla istituzione di una banca dati e di un Osservatorio nazionale del profilo professionale di operatore socio-sanitario che consenta da un lato di monitorare i fabbisogni. Dall’altro di determinare la corretta applicazione dei contenuti della riforma.
L’iter legislativo mira in sintesi a dare una nuova veste e dignità al ruolo e alla professione dell’operatore sociosanitario che assume una centralità nella cura della persona nell’ambito di quei team multidisciplinari che diventeranno centrali nella riforma prossima delle cure di prossimità annunciate come pIlastro degli investimenti del Pnrr adeguando profili oggi resi marginali da una visione medico centrica delle cure e dell’assistenza resa negli anni eminentemente tecnica e lontana dall’umanità del paziente sofferente che resta l’elemento centrale e depositari di diritto soggettivo non solo alla salute ma soprattutto al benessere psicofisico in ogni condizioni di malattia e sociale.

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