martedì, Agosto 16, 2022
No menu items!

Obbligo vaccinale per i lavoratori: oggi in Consiglio dei ministri

I più letti

Conto alla rovescia per l’obbligo vaccinale dei lavoratori: si va dunque a passi spediti verso il super Green pass, ossia la vaccinazione intesa come unico strumento, non vicariabile da un tampone, anche per andare al lavoro. La decisione potrebbe essere assunta, a fronte della escalation dei casi, già nella riunione del Consiglio dei ministri di mercoledì. Che la obbligatorietà sia l’unico strumento di legge per sgombrare il campo da equivoci, sotterfugi e anche per ridurre scappatoie e truffe, prevedendo una sistema di sanzioni e di diritti anche per chi dovesse subire un danno da vaccini, era nell’aria da tempo. Per la sua applicazione tuttavia torna d’attualità il green-pass, inteso come strumento con cui dimostrare di aver assolto a questo obbligo.

- Pubblicità -

“Da un punto di vista pratico sarebbe impossibile costringere qualcuno a vaccinarsi se non lo vuole fare – sottolinea Fabrizio Ernesto Pregliasco, docente di Epidemiologia e Igiene presso la sezione di Virologia del dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Milano – e dunque sul piano pratico si tratterebbe di rendere omogenei gli aspetti legislativi al principio della possibilità di ottenere un risarcimento in caso di eventuali danni da vaccino a che se già oggi la Corte costituzionale ha ribadito tale possibilità per le vaccinazioni solo raccomandate. La obbligatorietà – spiega il docente – elimina la zona grigia delle interpretazioni, scuse e contestazioni, dando al green pass una maggiore forza. La vaccinazione anti-Covid assumerebbe subito un valore in termini di sicurezza e opportunità. Quindi il green pass, rilasciato dopo una guarigione o una vaccinazione, resta l’unico strumento per la vita sociale e lavorativa”.

“Che il problema vada affrontato politicamente è chiaro da tempo a tutti gli addetti ai lavori – aggiunge Assunta Giaquinto, avvocato civilista del Foro di Vallo della Lucania, esperto di diritto – e il green pass è uno strumento non un fine. L’obbligo non può attendere. Certo, oggi anche col consenso informato, quando è provato che la causa del danno o la morte possa essere il vaccino, si può essere risarciti. Si argomenta sulla base di una sentenza relativa al vaccino anti epatite. Però c’è una bella differenza nel fondare un atto di citazione su un precedente giurisprudenziale che fondarlo sulla legge in un regime di civil-law. La legge 210 del 1992 risarcisce in realtà solo i danni da vaccino obbligatorio. Poi la cassazione, ma non a sezioni unite, ha sancito che anche il danno da vaccino fortemente raccomandato come quello da epatite dava diritto. Ma il percorso del diritto così diventa lungo, dispendioso e tortuoso e alimenta la diffidenza dei cittadini rispetto allo Stato di diritto”.
L’esplosione dei contagi e dei ricoveri in rianimazione oggi non lascia più spazio a rimandi e temporeggiamenti. La decisione è stata rinviata, nell’ultimo Consiglio dei ministri, per i tentennamenti di Lega e M5S ma sono tornati a chiedere con forza la misura tutti i presidenti di Regione a cominciare da Vincenzo De Luca in Campania, mentre si profila all’orizzonte lo scoglio della riapertura delle scuole che potrebbe essere rimandata di una settimana o due per aspettare il picco di questa nuova ondata epidemica.

L’OBBLIGO

Del resto a indicare la strada della obbligatorietà come l’unica percorribile per venire fuori da un tunnel che con questa piega manderebbe il Paese a sbattere contro nuove restrizioni sono stati nella settimana precedente al capodanno proprio i tecnici del Comitato che affianca il ministro della Salute Roberto Speranza ma è difficile che si arrivi a un obbligo generalizzato. Misura che andrebbe tra l’altro assunta su scala europea per avere un senso e che comunque cambierebbe poco lo scenario attuale rispetto al vincolo che dal 5 gennaio potrebbe riguardare tutti i lavoratori. Si tratta di 23 milioni di persone impiegate sia nel settore pubblico sia nel privato e che prevederà un periodo transitorio. A chi finora ha affrontato a mani nude il virus e ha scelto di non vaccinarsi sottoponendosi a ripetuti tamponi per essere in regola col green pass verrà dato un tempo per assolvere al nuovo obbligo ed evitare così la sospensione dal lavoro e dallo stipendio mutuando quanto è già stato fatto con il personale sanitario. Una complicazione da affrontare e disciplinare riguarderà le assenze dal lavoro sia per chi deve vaccinarsi sia per chi, già vaccinato, risulti positivo a un tampone e deve restare in quarantene.

LE QUARANTENE. 1

Su quest’ultimo fronte il cambio di paradigma e l’allargamento delle maglie per i vaccinati è già andato in vigore subito col decreto pubblicato in Gazzetta a fine anno “Misure urgenti per il contenimento della diffusione dell’epidemia da Covid-19 e disposizioni in materia di sorveglianza sanitaria”. Norma che ha azzerato la quarantena per per chi, contatto di positivo e senza sintomi, abbia ricevuto la terza dose e i vaccinati con due dosi da meno di 4 mesi. Il decreto, in vigore dal 10 gennaio, prevede che per i non vaccinati continueranno a vigere le attuali regole di isolamento (quarantena di 10 giorni in caso di contatto con un positivo). Le capienze si riducono al 50% negli impianti all’aperto e al 35% in quelli al chiuso. Super green pass obbligatorio per trasporti, matrimoni, alberghi, congressi e piscine. Questa parte concernente l’estensione del super Green pass sarà vigente dal 10 gennaio 2022 fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19.
In proposito la circolare del ministero che ha integrato il decreto chiarisce che “i primi dati sull’efficacia dei vaccini nei confronti della variante Omicron suggeriscono che la stessa sarebbe in grado di ridurre l’efficacia dei vaccini nei confronti dell’infezione, della trasmissione, e della malattia sintomatica, soprattutto in chi ha completato il ciclo di due dosi da più di 120 giorni (piàù di 4 mesi). La terza dose riporterebbe tuttavia l’efficacia dei vaccini a livelli comparabili a quelli contro la variante Delta conferendo una buona protezione nei confronti della malattia grave. Per tali ragioni è opportuno promuovere la somministrazione della terza dose di richiamo (“booster”) e differenziare le misure previste per la durata ed il termine della quarantena sia in base al tempo trascorso dal completamento del ciclo vaccinale primario che alla somministrazione della dose “booster”.

LE QUARANTENE. 2

La quarantena dovrà invece essere applicata alle categorie e nelle modalità di seguito riportate: contatti stretti (ad alto rischio) di soggetti non vaccinati o che non abbiano completato il ciclo vaccinale primario (abbiano ricevuto una sola dose di vaccino delle due previste) o che abbiano completato il ciclo vaccinale primario da meno di 14 giorni. In questi casi rimane inalterata l’attuale misura della quarantena prevista nella durata di 10 giorni dall’ultima esposizione al caso, al termine del quale deve essere eseguito un test molecolare o antigenico con risultato negativo.

  • Soggetti che abbiano completato il ciclo vaccinale primario da più di 4 mesi e che abbiano tuttora in corso di validità il green pass e se asintomatici: in questo caso la quarantena ha durata di 5 giorni, purché al termine di tale periodo risulti eseguito un test molecolare o antigenico con risultato negativo.
  • Per i soggetti asintomatici che abbiano ricevuto la dose booster, oppure abbiano completato il ciclo vaccinale primario da meno di 4 mesi oppure siano guariti da infezione da SARS-CoV-2 nei 120 giorni precedenti, come detto in Premessa, non si applica la quarantena ma è fatto obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2 per almeno 10 giorni dall’ultima esposizione al caso. Il periodo di Auto-sorveglianza termina al giorno 5. Per queste persone vaccinate con terza dose o con due da meno di 4 mesi alla prima comparsa dei sintomi è prevista l’effettuazione di un test antigenico rapido o molecolare per la rilevazione dell’antigene Sars-Cov-2 e, se ancora sintomatici, al quinto giorno successivo al contatto stretto con soggetti confermati positivi al Covid 19. Quanto agli operatori sanitari considerati contatti stretti devono eseguire tamponi su base giornaliera fino al quinto giorno dall’ultimo contatto con un soggetto contagiato.
  • Per tutti i contatti a basso rischio, qualora abbiano indossato sempre le mascherine chirurgiche o FFP2, non è necessaria quarantena ma dovranno essere mantenute le comuni precauzioni. Per contatto a basso rischio, come da indicazioni ECDC, si intende una persona che ha avuto una o più delle seguenti esposizioni: una persona che ha avuto un contatto diretto faccia a faccia con un caso Covid-19, ad una distanza inferiore ai 2 metri ma per meno di 15 minuti, una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) o che ha viaggiato con un caso Covid-19 per meno di 15 minuti, tutti i passeggeri e l’equipaggio di un volo in cui era presente un caso Covid-19, ad eccezione dei passeggeri seduti entro due posti in qualsiasi direzione rispetto al caso Covid-19 laddove i compagni di viaggio e del personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto restano classificati contatti ad alto rischio, un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso Covid-19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso Covid-19, provvisto di Dpi raccomandati sono analogamente classificati a basso rischio. Se non è stato possibile garantire l’uso della mascherina, tali contatti dovranno sottostare a sorveglianza passiva).
  • Quanto ai soggetti contagiati che abbiano precedentemente ricevuto la dose booster, o che abbiano completato il ciclo vaccinale da meno di 4 mesi, l’isolamento può essere ridotto da 10 a 7 giorni, purché i medesimi siano sempre stati asintomatici, o risultino asintomatici da almeno 3 giorni e alla condizione che, al termine di tale periodo, risulti eseguito un test molecolare o antigenico con risultato negativo.

Ma torniamo alla questione obbligatorietà del vaccino per i lavoratori: nella riunione dell’ultimo Consiglio dei ministri del 2021 il premier Mario Draghi si era già detto favorevole per poi indicare appunto la data di mercoledì 5 gennaio per approfondire la questione con i ministri e il Governo.
La palla dunque torna all’esecutivo nei prossimi giorni mentre avanza lenta, silenziosa e inesorabile l’onda dei contagi Omicron sovrapposti a Delta anche negli ospedali.

EPIDEMIOLOGIA

La settimana si chiude infatti con una esplosione di nuovi positivi al virus sia in Italia che in Campania. In Italia ne sono 680.763 con un incremento del 264% rispetto alla settimana scorsa. In Campania ne sono 64.433 vs 20.826 di 7 giorni fa (+309%). L’incidenza settimanale contata in numero di casi per 100 mila abitanti è salita a quote mai raggiunte prima di 1.149 e 1.134 in Campania. Cresce, come si evince dal nostro bollettino Covid quotidiano, anche la pressione sul sistema ospedaliero sia in degenza ordinaria sia in aree critiche e dunque in terapia subintensiva. “Dati che inducono fondatamente a ritenere – avverte Antonio Salvatore, direttore scientifico e responsabile del dipartimento Salute di Anci Campania – che tale incremento sia strettamente correlato alla variante Omicrom”. Il Ministero della Salute, con circolare 60.136 del 30 dicembre scorso ha sottolineato che, dall’analisi dei primi dati riguardanti tale variante, questa sia in grado di ridurre l’efficacia dei vaccini soprattutto per coloro che hanno completato il ciclo vaccinale primario da oltre 4 mesi. Invece, la somministrazione della terza dose ripristinerebbe l’efficacia iniziale dei vaccini riportandola a livelli analoghi a quelli contro la variante Delta. Circolare di cui già abbaiamo analizzato i contenuti relativi alla differenziazione delle misure per quarantene e isolamento dei vaccinati con terza dose e da meno di 4 mesi con due e per gli altri, vaccinati e non (vedi tabella).

Commenti da Facebook
- Pubblicità -
- Pubblicità -
Ultime notizie

Africa, aumenta la vita media ma il Covid rischia di vanificare tutto

L’aspettativa di vita in buona salute nella regione africana è aumentata in media di 10 anni per persona nel...
- Pubblicità -

Articoli correlati

- Pubblicità -