venerdì, Gennaio 21, 2022
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Obbligo vaccinale, cambiano le norme: sospensioni immediate da parte degli Ordini

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Da mercoledì 15 dicembre è entrato in vigore l’obbligo vaccinale (super Green pass) per alcune categorie di lavoratori e i sanitari hanno invece l’obbligo di effettuare la terza dose booster.
In premessa va sottolineato che il Super green pass altro non è che il green pass preesistente non vicariabile con un tampone ogni 48 ore.
Una delle novità del nuovo decreto Covid approvato il 26 novembre scorso è l’imposizione dell’obbligo della terza dose di vaccino a categorie che erano già obbligate dalla legge (come il persona sanitario) ad effettuare la vaccinazione antiCovid. Un altro elemento di cui tenere conto è la validità del Green pass che è di 9 mesi dalla seconda dose entro cui bisogna fare la terza anche se le linee guida del ministero della Salute indicano un calo immunitario significativo soprattutto nei confronti delle nuove varianti, entro i cinque mesi dall’ultima dose.
A decorrere dal 15 dicembre dunque scatta l’obbligo della terza dose entro sei mesi da questa data. Dal orno di somministrazione della dose booster scatta poi l’estensione per altri 9 mesi del green-pass (supergreen pass).
Non c’è più la possibilità di essere adibiti a mansioni diverse e gli Ordini hanno facoltà di controllo e sospensione entro 5 giorni dall’invito formale a vaccinarsi evitando dunque la trafila che finora prevedeva una lunga e complessa istruttoria da parte delle Asl.
Finora la notifica della sospensione spettava alla Asl di residenza che poi notificava il provvedimento all’Ordine che prendeva a sua volta i provvedimenti del caso per la sospensione dell’Ordine di appartenenza. Ciò ha indotto molti colleghi non vaccinati a d adempiere all’obbligo per essere reintegrati nelle funzioni professionali. Ricordiamo che vaccinarsi, per un sanitario, è un diritto per proteggersi dalla esposizione lavorativa ma anche un dovere etico e deontologico per abbattere la possibilità di diventare veicolo di contagio per gli assistiti, soprattutto per i più fragili.
L’unico punto debole del nuovo impianto normativo è la possibilità di superare gli ostacoli della privacy per accedere direttamente alla piattaforma nazionale in cui verificare il possesso del Green pass ed eventualmente elevare le sanzioni.

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LE ALTRE CATEGORIE
Per inciso ricordiamo che il governo Draghi ha esteso l’obbligo vaccinale a ulteriori categorie, sempre a decorrere dal 15 dicembre, in particolare il personale amministrativo della sanità, docenti e personale amministrativo della scuola, forze di polizia compresa la polizia penitenziaria, personale del soccorso pubblico.
In tutti i casi descritti sopra dal 15 dicembre serve dunque il super green- pass ottenuto da vaccinazione. Per tutti gli altri lavoratori per cui non vige l’obbligo vaccinale continua ad essere obbligatorio il green “base”, cioè quello ottenibile anche solo con tampone rapido o molecolare.

TERZA DOSE PER I SANITARI
Con le nuove norme gli Ordini degli esercenti le professioni sanitarie, tramite le rispettive Federazioni nazionali, che operano in qualità di responsabili del trattamento dei dati personali, avvalendosi della Piattaforma nazionale digital green certificate (Piattaforma nazionale-DGC) eseguono immediatamente la verifica automatizzata del possesso dei green pass comprovanti lo stato di avvenuta vaccinazione anti SARS-CoV-2.
Qualora dalla Piattaforma nazionale-DGC non risulti l’effettuazione della vaccinazione anti SARS-CoV-2, anche con riferimento alla dose di richiamo successiva al ciclo vaccinale primario, l’Ordine professionale territorialmente competente invita l’interessato a produrre, entro 5 giorni dalla ricezione della richiesta, la documentazione comprovante l’effettuazione della vaccinazione oppure l’attestazione relativa all’omissione o al differimento, o la presentazione della richiesta di vaccinazione, da eseguirsi entro un termine non superiore a 20 giorni dalla ricezione dell’invito, o comunque l’insussistenza dei presupposti per l’obbligo vaccinale.

I TEMPI
In caso di presentazione di documentazione attestante la richiesta di vaccinazione, l’Ordine invita l’interessato a trasmettere immediatamente e comunque non oltre 3 giorni dalla somministrazione, la certificazione attestante l’adempimento all’obbligo vaccinale.
Decorsi i termini, se l’Ordine professionale accertasse ancora il mancato adempimento dell’obbligo vaccinale, anche con riguardo alla dose di richiamo, ne dà comunicazione alle Federazioni nazionali competenti e, per il personale che abbia un rapporto di lavoro dipendente, anche al datore di lavoro. L’atto di accertamento determina l‘immediata sospensione dall’esercizio delle professioni sanitarie ed è annotato nel relativo albo professionale.
La sospensione è efficace fino alla comunicazione da parte dell’interessato all’Ordine territoriale competente e, per il personale che abbia un rapporto di lavoro dipendente, anche al datore di lavoro, del completamento del ciclo vaccinale primario e, per i professionisti che hanno completato il ciclo vaccinale primario, della somministrazione della dose di richiamo, comunque non oltre il termine di 6 mesi a decorrere dal 15 dicembre 2021.

PRIMA ISCRIZIONE ALL’ALBO
Per il periodo di sospensione non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato. Per i professionisti sanitari che si iscrivono per la prima volta agli albi degli Ordini professionali territoriali l’adempimento dell’obbligo vaccinale è requisito ai fini dell’iscrizione fino alla scadenza del termine di 6 mesi a decorrere dal 15 dicembre 2021. In questo caso per il periodo in cui la vaccinazione è omessa o differita, il datore di lavoro adibisce i soggetti a mansioni anche diverse, senza decurtazione della retribuzione, in modo da evitare il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2.

LE NUOVE CATEGORIE
L’obbligo di vaccinazione almeno prima dose, dal 15 scatta per:
• personale scolastico del sistema nazionale di istruzione, delle scuole non paritarie, dei servizi educativi per l’infanzia, e anche dei centri provinciali per l’istruzione degli adulti, dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale e dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore;
• personale del comparto della difesa, sicurezza e soccorso pubblico e della polizia locale
• personale che svolge a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa nelle strutture di cui all’articolo 8-ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, ad esclusione di quello che svolge attività lavorativa con contratti esterni
• personale che svolge a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa alle dirette dipendenze del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria o del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, all’interno degli istituti penitenziari per adulti e minori.
La vaccinazione costituisce requisito essenziale per lo svolgimento delle attività lavorative dei soggetti obbligati. L’atto di accertamento dell’inadempimento determina l’immediata sospensione dal diritto di svolgere l’attività lavorativa, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro.
Per il periodo di sospensione, non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominati. La sospensione è efficace fino alla comunicazione da parte dell’interessato al datore di lavoro dell’avvio o del successivo completamento del ciclo vaccinale primario o della somministrazione della dose di richiamo, e comunque non oltre il termine di sei mesi a decorrere dal 15 dicembre 2021.
Lo svolgimento dell’attività lavorativa in violazione dell’obbligo vaccinale è punito con una sanzione e restano ferme le conseguenze disciplinari secondo i rispettivi ordinamenti di appartenenza. La sanzione è comminata dal prefetto ed è stabilita nel pagamento di una somma da 600 a 1.500 euro.

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