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Non solo Covid: il 12 novembre si celebra la Giornata Mondiale contro la Polmonite

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Antonella Grimaldi
Antonella Grimaldi è laureata in Tecniche di Radiologia Medica dal 2017, e nel 2020 ha conseguito il titolo Magistrale presso l'Università Federico II. Dal 2015 è iscritta all'Albo dei Giornalisti Pubblicisti della Campania. Attualmente, è impiegata presso l'UO di Radiologia dell'Ospedale di Sorrento, e continua ad occuparsi di copywriting e comunicazione, soprattutto in ambito sociale e sanitario.

Novembre si tinge di consapevolezza, con la celebrazione, il prossimo 12 novembre, della Giornata mondiale contro la polmonite. Numerose sono le iniziative in tutto il mondo, ma sarà Glasgow, la città che ospiterà il prossimo COP26 (26o Conferenza sui Cambiamenti climatici delle Nazioni Unite), la sede di un incontro che riunirà i maggiori esperti.
Instituita nel 2009 da Unicef e Organizzazione Mondiale della Sanità, la Giornata mondiale contro la polmonite ha l’intento di evidenziare la gravità della patologia e di migliorarne il trattamento e la profilassi, soprattutto in quei paesi in via di sviluppo, dove è ancora causa di elevata mortalità.
La polmonite, che nei paesi occidentali colpisce con maggiore violenza soprattutto i bambini, si verifica quando un batterio o un’infezione virale causa infiammazione e danni significativi al tessuto polmonare, riempiendo il parenchima di fluidi, che impediscono il fisiologico movimento della respirazione.

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Negli ultimi due anni, è stata molto significativa la correlazione della patologia con l’infezione da Sars-Cov2, che ha determinato un’insorgenza insolitamente aggressiva della malattia, con il caratteristico coinvolgimento di entrambi i polmoni.Tuttavia, però, la polmonite non è solo da Covid: indipendentemente dal legame con il virus, infatti, la patologia di presenta più frequentemente nei bambini e negli adulti anziani o comunque immunodepressi. Come riporta il sito della World Health Organization, infatti, nel 2017 la polmonite ha ucciso più di 800 mila bambini sotto l’età di 5 anni, rappresentando ancora la prima causa di mortalità infantile in molti paesi del mondo.
Molto spesso quella della polmonite è definita l’epidemia dimenticata, capace tuttavia di uccidere un bambino ogni 39 secondi. Le cure e gli atti di prevenzione, molto accessibili ai paesi occidentali, scarseggiano o sono del tutto assenti, in molti paesi in via di sviluppo.Anche per questo, a partire dal 2013, l’OMS e UNICEF hanno messo in atto il Piano di azione integrato, che prevedeva la drastica riduzione di vittime per polmonite infantile a meno di tre su mille nati, entro il 2025. Tuttavia, ad oggi, gli esperti affermano che la malattia si sta riducendo troppo lentamente per raggiungere l’obiettivo finale previsto per il 2030, di mettere fine alle morti per polmonite prevedibili. Occorre, quindi, un ulteriore sforzo per garantire equità nelle cure, ma soprattutto per ridurre in modo definitivo l’incidenza della polmonite sulla popolazione mondiale.
La Giornata Mondiale contro la Polmonite è, quindi, l’occasione adatta per sensibilizzare cittadini e famiglie sull’importanza della prevenzione e sul ruolo fondamentale che, ancora una volta, hanno i vaccini. Va mosso, dunque, un nuovo appello, ai singoli, a tutte le istituzioni e i governi per avviare ingenti iniziative per combattere la patologia e le sue conseguenze.
Resta il dato saliente della pandemia da Covid che causa soprattutto una polmonite intestiziale bilaterale con un quadro iperinfiammatorio multiorgano che da gennaio del 2020 ha causato nel mondo circa 5 milioni di decessi e di questi oltre 130 mila in Italia.

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