sabato, Gennaio 22, 2022
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Neonatologi e ginecologi: un tavolo multidisciplinare per contrastare la denatalità

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I ginecologi e neonatologi italiani, sulla scia della constatazione lanciata da Papa Francesco nel suo intervento nell’Angelus, rilanciano l’allarme sulla denatalità che già da tempo era stato segnalato dalle Società scientifiche Sigo e Sin le quali ripropongono con forza l’istituzione di un tavolo che studi il metodo di lavoro più idoneo per fronteggiare questa calamità.

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“I giovani si sentono abbandonati a sé stessi perciò rinunciano a formare famiglie stabili, rinunciano ai figli o si fermano al primo nato. Negli ultimi due decenni è venuto meno il sistema di protezione sociale che incoraggiava a mettere su famiglia e ad avere uno o più bambini. L’elemento di insicurezza maggiore deriva dalla precarietà lavorativa e sociale e dalla necessità, che ci confidano migliaia di mamme e papà che incontriamo nel nostro lavoro quotidiano, di avere dei punti di riferimento istituzionali che li sostengano in modo tangibile, anche a livello locale, nel loro percorso verso la genitorialità. Per due giovani che vanno a vivere insieme, oggi è difficile avere il mutuo per acquistare una casa, il costo della vita è lievitato molto, non ci sono certezze lavorative perché la maggior parte dei nuovi contratti sono precari e c’è una grande incertezza sulla previdenza. Servono, quindi, percorsi strutturati di welfare che aiutino ad avere maggiore fiducia nel futuro”.

Molto positive, da questo punto di vista, vengono considerate tutte le iniziative varate nell’ultimo anno dal Governo e dal Parlamento e per questo, le Società scientifiche desiderano continuare a stimolare in modo positivo le istituzioni e le parti sociali, che già hanno dimostrato attenzione a questo tema, allo scopo di dare un ulteriore impulso al sostegno della natalità, che nel nostro paese continua a calare drasticamente. “Essendo una situazione veramente straordinaria, che può mettere a rischio il futuro del Paese, riteniamo che l’istituzione di un tavolo di lavoro governativo multidisciplinare, che operi tempestivamente su questa tema, possa costituire un valido strumento per valutare quali ulteriori interventi potrebbero essere utili ad affrontare una situazione che peggiora sempre più”.

Tempi sottolineato in una nota congiunta diramata dalla Società italiana di Neonatologia (Sin) e la Società Italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) diffusa al termine di un anno che ha segnato un nuovo terribile record negativo di calo delle nascite nel nostro Paese.
Ginecologi e neonatologi, grazie al contatto quotidiano con giovani donne, mamme e neogenitori, raccolgono le loro preoccupazioni, le ansie, le paure e soprattutto le aspettative. Un osservatorio privilegiato sulle ragioni di quella che Papa Francesco ha definito una “tragedia” nell’Angelus di domenica 26 dicembre, che mette a rischio tutta la società italiana. “Se siamo arrivati a questo punto qualche domanda bisogna pur farsela. Gli ultimi due Governi hanno avviato un positivo percorso di supporto alle famiglie ed ai neogenitori, che sollecitavamo da anni, ma sappiamo che si può fare ancora di più per sostenere l’allattamento al seno, prolungare il congedo parentale paterno a 30 giorni, migliorare la protezione sociale delle mamme rendendola più omogenea e sollecitando il rapido incremento dei posti negli asili nido. Durante la pandemia un numero elevatissimo di donne si è trovata a dover sceglier tra lavoro e figli. Per favorire un’inversione di tendenza è giusto pensare all’attuazione di misure che aiutino a conciliare sempre più le esigenze della famiglia e del lavoro, riconoscendo un dato di fatto: ogni neonato è un valore unico e prezioso per la società e va tutelato. Per questo la SIN esprime grande apprezzamento per l’attenzione del Governo al tema della Natalità e si propone di proseguire il proficuo rapporto di collaborazione su un tema che nei prossimi anni sarà sempre più centrale” sottolinea Luigi Orfeo Presidente Sin.

“Oltre le misure di supporto sociale alle madri bisogna realizzare un percorso omogeneo su tutto il territorio nazionale che garantisca la sicurezza del percorso nascita, dalla fase preconcezionale al momento del parto ed alla gestione del neonato a termine e pretermine” aggiunge Antonio Chiantera, attuale presidente Sigo.
“Particolare attenzione si deve porre nel rendere nuovamente centrale l’idea di maternità nel percorso di una donna ad un’età in cui non sia ridotto il suo potenziale riproduttivo, dando maggiore vigore ai centri specializzati in medicina della riproduzione” conclude Nicola Colacurci, futuro nuovo presidente Sigo ordinario di Ginecologia dell’Università Vanvitelli.

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