venerdì, Gennaio 21, 2022
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Medicina nucleare: l’impegno del Tsrm nell’imaging molecolare

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Bernadette Sorrentino
Nata a Pompei il 03 Novembre 1989, Tecnico di Radiologia Medica con laurea magistrale in Scienze delle Professioni Sanitarie LM/SNT3 , ha conseguito diversi Master affini alla professione tra cui quello di Secondo livello in “Management delle Aziende Sanitarie”. Attualmente dipendente nel reparto di Radioterapia dell’ A.O.U. "San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona e consigliere della Commissione d’albo dei TSRM presso l’Ordine TSRM PSTRP di Salerno, da anni impegnata in ambito universitario e nell’affermazione della professione in ambito territoriale.

Il Gruppo italiano nasce nel 2019 con l’intento di riunire gli esperti nella disciplina medico nucleare e dell’imaging molecolare. Un gruppo che potesse rappresentare un punto di riferimento per tutti i Tsrm che operano in questo ambito e che potesse essere riconosciuto dagli organi istituzionali di rappresentanza dei Tecnici sanitari di radiologia medica, riuniti nell’Ordine multiprofessionale Tsrm Pstrp dalla Legge istitutiva n. 3 del 2018. Un aspetto importante ma non scontato, in quanto la rappresentanza ordinistica, tra i suoi mandati, ha il compito di promuovere ed assicurare la qualità tecnico-professionale e la responsabilità nell’esercizio specialistico.

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L’imaging molecolare, erede della tradizionale Medicina nucleare, ha avuto un notevole slancio ed  evoluzione, grazie soprattutto allo sviluppo tecnologico, alla sintesi di nuove molecole e alla diffusione,  sempre maggiore, delle apparecchiature multimodali, trovando nel Tecnico sanitario di radiologia medica  un professionista fondamentale per l’erogazione delle prestazioni.  

Oggi, il Tsrm è chiamato ad operare in un ambiente che spazia dalla preparazione dei radiofarmaci,  all’acquisizione delle immagini per mezzo di sofisticate apparecchiature (anche multimodali); dalla  misurazione della radioattività, alla radioprotezione, gestione e stoccaggio dei prodotti radioattivi fino allo  smaltimento dei rifiuti.

La figura del Tsrm impegnato nell’ambito della Medicina nucleare ha contributo, negli anni, alla profonda  evoluzione della disciplina, grazie al riconosciuto ruolo nell’equipe multi-professionale e alla capacità di  possedere quelle competenze utili alla gestione di apparecchiature sempre più performanti. In grado anche  di andare incontro alla necessità di garantire la qualità delle preparazioni radiofarmaceutiche, attraverso  rigorosi processi di controllo e validazione, assicurando così la radioprotezione del paziente.

Inevitabilmente questo ambito della medicina diagnostica ha avuto una evoluzione rapida ed inaspettata ed è sempre più richiesta una dettagliata specializzazione ed un aumento delle competenze  professionali, così come l’aggiornamento delle modalità operative.  

In un ambito lavorativo che raggruppa più attività atte all’erogazione della prestazione, le finalità di Gi-Tmn sono molteplici: a partire dalla diffusione delle conoscenze tecnico-scientifiche-metodologiche della Medicina nucleare, passando dalla formazione specifica, per arrivare all’attività di consulenza in determinati aspetti giuridico-medico legali. In poche parole: valorizzare l’impegno professionale del Tsrm, attraverso la diffusione delle attività formative e di aggiornamento, valorizzando gli aspetti tecnici, le esperienze scientifiche e di ricerca. L’idea è quella di contribuire a far crescere Tsrm consapevoli del proprio ruolo e del proprio contributo quotidiano, nuove figure di Tecnici esperti e sempre più competenti e specializzati.

Abbiamo avuto la possibilità di interfacciarci con il presidente Tsrm Alfredo Palmieri, e il segretario  Tsrm Antonio Di Lascio, i quali ci hanno illustrato le attività che il Gruppo di esperti in Medicina  Nucleare hanno riservato agli interessati.  

Presidente Palmieri, lei è tra i fondatori e promotori di Gi-Tmn, da dove nasce la necessità di creare questo  Gruppo di esperti?
“Gi-Tmn è un gruppo professionale aperto a tutti i colleghi Tsrm con esperienza e comprovate competenze  in Medicina nucleare, ma anche a coloro che condividono la passione e l’interesse nella nostra metodica  specialistica. Lo scopo principale è quello di condividere gli intenti, le finalità e la propria esperienza  professionale, scientifica e culturale. La necessità di creare Gi-Tmn nasce per colmare la mancanza di un’Associazione tecnico-scientifica autonoma che fosse un punto di riferimento per tutti i colleghi Tsrm  operanti in medicina nucleare, che possa offrire sostegno scientifico, formativo e rappresentativo dello  specifico professionale”.

Qual è stato il contesto dello sviluppo del Gruppo?
“Analizzando il contesto sotto un aspetto più “romantico” del termine, la voglia di  creare questo Gruppo è sbocciata, in realtà, dalla passione lavorativa che accomuna tanti colleghi Tsrm che  operano in Medicina nucleare. Mi tornano alla mente le prime parole che mi disse la mia guida di tirocinio,  durante la frequenza pratica del corso di Laurea Trmir: “la medicina nucleare o la ami o la odi”. E posso dire  con tutta onestà e sicurezza che noi esperti di Gi-Tmn la amiamo. Ed è per questo che il nostro gruppo è prima di tutto un’unione di amici, colleghi che condividono la stessa passione tecnico-scientifica, in un’ottica di confronto, condivisione e supporto reciproco, proprio come una grande famiglia”.

Quanto influisce l’interfacciarsi con Gi-Tmn su chi approccia per la prima volta la medicina nucleare?  Qual è il suggerimento che si sente di dare ai nuovi Tsrm laureati? “
Gi-Tmn è ogg il principale punto di riferimento scientifico e professionale per il Tsrm che opera in  Medicina nucleare. Il nostro principale intento è diffondere le conoscenze tecnico-scientifiche e  metodologiche della Medicina nucleare, comprensive di tutte le applicazioni mediche, biologiche e fisiche  nell’utilizzo dei radiofarmaci, delle apparecchiature diagnostiche convenzionali o multimodali. Nel corso  dell’ultimo anno abbiamo organizzato, in collaborazione con Faster (Federazione delle associazioni  Scientifiche dei tecnici di radiologia), un discreto numero di eventi formativi online (gratuiti), una serie di  webinar tematici dedicati a tutti i professionisti Tsrm a 360 gradi. Abbiamo curato il corso monotematico di  medicina nucleare nell’ambito del 18° Congresso nazionale dei Tecnici sanitari di radiologia medica,  organizzato per la prima volta a distanza, nel novembre scorso. Posso confermare con estremo piacere, che  il maggiore interesse è stato mostrato proprio da studenti e neolaureati, ritrovando nel “sapere” e nella cultura dei nostri esperti il punto di forza del nostro gruppo. Il suggerimento che mi sento di dare a studenti  e neolaureati Tsrm è sicuramente quello di seguire la propria strada professionale, l’ambito specialistico che  maggiormente li soddisfa dal punto di vista scientifico e professionale. Ma vorrei anche aggiungere di non  soffermarsi alle nozioni e competenze di base, ma di addentrarsi più a fondo nelle metodiche specialistiche,  studiandole e approfondendole, perché “la crescita intellettuale deve cominciare alla nascita e cessare solo  alla morte” (Albert Einstein). E quindi di specializzarsi. La competenza farà sicuramente la differenza”.

Dottor Di Lascio quali sono le novità che riserverete ai Tecnici di radiologia per il prossimo anno? “È necessario contribuire alla crescita di Tsrm che siano consapevoli ed esperti. Consci del proprio ruolo,  formati per il proprio incarico e al passo con i tempi, rispetto alle tecnologie e alla ricerca scientifica. Basti  pensare alla medicina personalizzata e all’intelligenza artificiale, se ne parla da anni e forse siamo  nell’imminenza della loro piena applicazione a livello pratico. È il momento di formare Tsrm consapevoli  della tecnica operativa e degli accorgimenti utili a realizzare esami di alta qualità. Specializzarsi, approfondire e lavorare con la competenza è la strada oggi obbligata per un professionista sanitario e non soltanto un “auspicio”. Questo è un tempo che, come abbiamo visto nel corso di questa emergenza sanitaria, ci pone di  fronte a scenari imprevedibili e in quanto professionisti dobbiamo saper gestire tutti gli aspetti della pratica  professionale e quelli dell’evoluzione scientifica. Lo è per le emergenze, ma lo deve essere anche per il  quotidiano professionale. Per fare questo, per avere Tsrm sempre più esperti e competenti, non possiamo prescindere dall’esperienza sul campo e dalla formazione: due facce della stessa medaglia.

Oggi abbiamo i presupposti, anche di legge ,e mi riferisco alla Legge 43 del 2006 (articolo 6) e contrattuali, e mi riferisco,  agli incarichi di funzione previsti nel Contratto nazionale di lavoro Sanità 2018 (articoli 14 – 23), per rendere concreta la figura del  professionista specialista: una figura di professionista che possa svolgere attività con contenuti di alta  professionalità e specializzazione e l’assunzione diretta di elevate responsabilità, aggiuntive e maggiormente complesse rispetto alle attribuzioni proprie della categoria e del profilo di appartenenza.

Nei prossimi mesi vogliamo lanciare una proposta che spero possa trovare l’interesse per molti dei  Tsrm operanti o cultori della medicina nucleare, e che possa permettere loro di consolidare le conoscenze e  acquisire il giusto “know how” per essere al passo con le nuove tecnologie e per rispondere ai continui stimoli che il ruolo propone, per diventare Tsrm specialista.  

Sarà una proposta rivolta ai Tsrm, al fine di migliorare il proprio agire e il proprio bagaglio tecnico-culturale,  per calibrare l’agire all’esperienza e alla qualità professionale personale, e dunque per certificare ciò che si è  consapevoli di poter e saper fare, come ci ricorda il documento Tavani-Zanchetti del 2014 (punto 4) sul campo  delle attività e responsabilità del Tsrm.

Quindi, dico ai lettori, restate sintonizzati, presto vi spiegheremo tutto”.

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