martedì, Agosto 16, 2022
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Manovra di Bilancio 2021, la protesta di Diego Catania a nome delle Professioni Sanitarie lombarde: “Ho visto i colleghi lottare in prima linea, si corregga la bozza”

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Fa discutere la bozza del Disegno di Legge di Bilancio 2021, in particolare l’Art. 65, Disposizioni in materia di indennità di esclusività della dirigenza medica, che ha aperto nel panorama sanitario nazionale un dibattito sulla pari dignità delle Professioni Sanitarie. Se la Federazione Nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP ha parlato di “medaglie di diverso valore” attribuite a medici e infermieri e nemmeno pervenute per tutti gli altri, Diego Catania, Presidente dell’Ordine TSRM e PSTRP di Milano, Como, Lecco, Lodi, Monza Brianza e Sondrio, nonché Coordinatore degli Ordini della Lombardia, commenta l’accaduto come “un’ingiustizia inaudita”.
“Non è accettabile” osserva Catania “che ai colleghi sempre impegnati in prima linea non siano riconosciuti gli sforzi fatti. Siamo stati e siamo ancora una delle regioni più colpite d’Italia, eppure i nostri Professionisti Sanitari hanno reagito con coraggio, impegno e incredibile capacità di adattamento.

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Contiamo oltre 17.000 iscritti per le sole province incluse dall’Ordine di Milano, 32.000 se consideriamo tutta la Lombardia: nessuno si è tirato indietro e ciascuno ha svolto un ruolo indispensabile nella lotta al virus, fianco a fianco con gli infermieri e con i medici. Parliamo ad esempio dei Professionisti di area tecnico-diagnostica, soggetti a turni massacranti per processare tamponi ed effettuare esami radiografici. Dei Professionisti di area tecnico-assistenziale, alcuni impegnati 24 ore al giorno in terapia intensiva, altri costretti a reinventare la propria operatività ‘da remoto’ tramite i teleconsulti. Dei Professionisti di area riabilitativa, attivi in corsia, nelle RSA e presso il domicilio dei pazienti per favorirne il delicato recupero post-COVID-19. Dei Professionisti di area preventiva, infine, che conducono le operazioni di sorveglianza sanitaria con il tracciamento e la raccolta dei dati sul propagarsi del contagio. Per non parlare del sacrificio di chi, purtroppo, su questo difficile fronte è caduto. Le vittime non si contano soltanto fra i medici e gli infermieri e non esistono, mi auguro nemmeno agli occhi del Governo, morti di serie A e di serie B”.

“Dobbiamo ricordarci”, prosegue Catania, “che la cura e il trattamento efficace del paziente non dipendono da una sola figura ma sono frutto del lavoro coordinato e sinergico di diversi operatori, interdipendenti l’uno con l’altro. Sono le competenze di tutti i profili coinvolti nella cura della persona, tutte insieme, a comporre il tessuto assistenziale con cui resistiamo all’impatto del virus. Per questo la bozza della Manovra 2021 risulta ancora più offensiva e addirittura rischiosa: perché mina alla base il principio di collaborazione fra le diverse Professioni Sanitarie, creando attriti proprio quando sarebbe vitale favorire la coesione e lo spirito di squadra”.

“Auspico un immediato dietrofront e la correzione della bozza di legge conclude il Presidente. “Se lo sforzo è condiviso, deve esserlo anche il riconoscimento. Non vederlo significa rimuovere la realtà multidisciplinare del nostro Servizio Sanitario Nazionale. Non vederlo significa mortificare tutti coloro che hanno le conseguenze drammatiche del virus sotto gli occhi, tutti i giorni”.

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