martedì, 29 Novembre, 2022

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Lo sviluppo emotivo dei bambini tra pandemia e guerre

Il ruolo dei terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva

L’emergenza pandemica ed i drammatici giorni che stiamo vivendo a causa del conflitto russo-ucraino, rappresentano una fonte di angoscia, paure, dolore e stress per grandi e piccini. La conseguenza è un circolo vizioso di pensieri che alimentano emozioni e sensazioni che allontanano dal presente, privano le persone di energie positive ed ostacolano la crescita di ognuno. Approfondiamo il delicato tema ed in particolare i risvolti emotivi di questi eventi sullo sviluppo del bambino con Stefania Cortese, professionista Tnpee e membro del direttivo dell’Associazione nazionale unitaria terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva italiani (Anupi-Tnpee).

Dottoressa Cortese quali riflessioni prevalgono in questo momento storico?
La mente dell’essere umano è una sofisticata macchina che non conosce sosta: vaga continuamente, spaziando tra pensieri, ricordi e progetti sui quali, oggi più di prima abbiamo meno potere d’azione o controllo. Il risultato di questi processi mentali è un costante rimuginare su ciò che è stato o, al contrario, un’attivazione eccessiva data dalla preoccupazione per ciò che sarà, che non ci consente di vivere il momento presente non solo mentalmente, ma anche emotivamente, trascinandoci in tempi e luoghi ben lontani dal “qui ed ora”.

Pensando ai soggetti di età evolutiva, questi eventi cosa stanno provocando?
I nostri bambini ed adolescenti stanno crescendo in un periodo storico complesso. Numerosi studi ormai ci riferiscono un aumento preoccupante dei disturbi di natura psico-affettiva e psicologica nella popolazione in età evolutiva. In ambito clinico stiamo osservando sempre più segni e segnali di stress, frustrazione, ansia, chiusura sociale, stati depressivi e presenza di comportamenti problematici. Tale incremento interessa sia bambini con difficoltà causate da patologie, disturbo o ritardo, sia coloro con sviluppo normo-tipico.

Il Tnpee come si pone al riguardo?
In virtù della sua elevata specificità per l’età evolutiva, il Tnpee è in grado di intervenire sia in ottica preventiva sia nella presa in carico di disturbi conclamati, a sostegno dello sviluppo psico-affettivo del bambino, in collaborazione con altre figure dell’equipe multiprofessionale, quali il neuropsichiatra infantile e lo psicologo. Il Tnpee di fatti sostiene, grazie alla privilegiata relazione d’aiuto, bambini e ragazzi nello sviluppo delle abilità di autoregolazione e gestione degli stati emotivi e dello stress, necessarie per affrontare anche momenti come quelli che stiamo vivendo da due anni. Questa relazione comprende in modo imprescindibile l’intero nucleo familiare, cui il terapista offre costante sostegno. Gli eventi sanitari, sociali e storici cui stiamo assistendo stanno minando la serenità e la sicurezza di tutte le famiglie, alcune delle quali già in apprensione per le difficoltà a carico dei propri figli.

L’attuale conflitto ci pone nuovamente di fronte a paure e incertezze, ed il processo di crescita dei nostri bambini quindi rischia ancora una volta di pagarne le conseguenze. Il Tnpee in termini pratici come interviene in questo caso?
Il Tnpee, con le sue competenze professionali, è in grado di cogliere in anticipo e profondità i segnali di un eventuale disagio in età evolutiva. Osservando il bambino, il terapista riesce nella lettura del comportamento e degli stati d’animo, accogliendone pensieri ed emozioni carichi di timori, ansia, preoccupazioni e impotenza. Ciò è possibile grazie al lavoro svolto all’interno del setting neuropsicomotorio, un luogo pensato apposta per il bambino e le sue esigenze di sviluppo. Un posto nel quale il piccolo si sente accolto e al sicuro, ed in cui il terapista può sollecitare l’espressione delle emozioni che vengono contenute e gestite attraverso le azioni, il corpo, gli oggetti, lo spazio, il linguaggio verbale e non verbale.
Oltre al lavoro col bambino, il Tnpee si rapporta attivamente anche con il genitore ed i servizi educativi/scolastici affinché il percorso di sviluppo del piccolo sia sostenuto in tutti gli ambienti di vita, fornendo indicazioni riguardo la gestione degli aspetti emotivi e comportamentali.

Dottoressa Cortese, come rappresentante dell’Ats Anupi-Tnpee, quanto hanno supportato le Associazioni tecnico-scientifche i loro professionisti durante la pandemia?
Sicuramente moltissimo. Fin dalle prime fasi dell’emergenza Anupi-Tnpee ad esempio, si è resa disponibile per i professionisti e l’utenza. Ha promosso contenuti di carattere scientifico e fornito indicazioni pratiche. Fari puntati sul sostegno alla genitorialità e forme di tele-riabilitazione/comunicazione da integrare al necessario lavoro in presenza. Tramite webinar, articoli scientifici, aggiornamenti continui e la preparazione di materiale informativo, l’associazione ha di fatti rassicurato i terapisti nel loro “essere terapeutici” anche a distanza.

Ed in rapporto ai recenti accadimenti?
Quanto fatto allora ancora oggi appare essenziale, dimostrandosi di fondamentale importanza tanto per i terapisti quanto per i piccoli ed i loro familiari. Certamente continueremo ad adempiere il nostro ruolo, anche attraverso l’aggiornamento, il potenziamento e l’ampliamento dei nostri servizi e delle nostre partecipazioni scientifiche.

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