martedì, Ottobre 19, 2021
No menu items!

Latte materno: i benefici per il neonato

Da non perdere

Il latte materno rappresenta il miglior alimento per i neonati, in grado di fornire tutti i nutrienti necessari nella prima fase della vita e numerose sostanze bioattive non presenti nei sostituti artificiali: è ormai condiviso dalla letteratura scientifica internazionale che il latte materno riduce l’incidenza e la durata delle gastroenteriti, protegge dalle infezioni respiratorie, riduce il rischio di sviluppare allergie, migliora la vista e lo sviluppo psicomotorio, migliora lo sviluppo intestinale e riduce il rischio di occlusioni, contribuisce a una migliore conformazione della bocca, protegge contro le otiti, riduce il rischio di diabete e di tumori del sistema linfatico.

Grazie alle sue proprietà il latte materno è in grado di favorire un corretto sviluppo del bambino e proteggerlo da molte malattie.
Nello specifico, l’Immunoglobulina secretoria A (IgA),che si localizza direttamente sulle mucose conferisce immunoprotezione riducendo la penetrazione del tratto gastrointestinale (GI) da parte di patogeni e dalla citotossicità di agenti patogeni. Ulteriori anticorpi (IgM e IgG) acquisiti dalla precedente esposizione materna ad agenti patogeni forniscono al bambino un’immunoprotezione specifica per l’ambiente.

Il microbioma intestinale favorevole che deriva dall’allattamento al seno protegge inoltre il bambino dai batteri patogeni e gli anticorpi che contiene protegge dalle principali infezioni. E’ anche associato a una riduzione dell’asma e dei tassi di obesità nei bambini. Non solo il bambino, ma anche la mamma hanno notevoli altri vantaggi nell’allattare al seno il proprio piccolo. L’allattamento infatti stimola la naturale contrazione dell’utero riducendo il naturale sanguinamento post partum e consentendo all’utero di tornare alle dimensioni normali più velocemente, aiuta a perdere il peso accumulato durante la gravidanza, riduce il rischio di sviluppare osteoporosi, previene alcune forme di tumore al seno e all’ovaio

E’ noto, infatti, che allattare riduce nella donna il rischio di cancro del seno del 4 % per ogni anno di lattazione, anche qualora accumulato nel corso di maternità successive. L’intensità e la durata dell’allattamento al seno è stata associata a una maggiore perdita di peso a 6 e 18 mesi dopo il parto nelle donne in tutte le fasce di Bmi. Le donne che allattano hanno meno probabilità di sviluppare ipertensione arteriosa, diabete, iperlipidemia e malattie cardiovascolari. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) raccomanda l’allattamento al seno in maniera esclusiva fino al 6° mese di vita. Secondo le indicazioni dell’Oms, dell’Unicef e dell’Unione Europea, recepite anche dal nostro Ministero della Salute, l’allattamento al seno dovrebbe poi continuare per due anni e oltre, secondo il desiderio della mamma e del bambino. È stato dimostrato che continuare ad allattare dopo i sei mesi riduce le possibilità di contrarre malattie in età infantile e adulta. Inoltre, l’allattamento al seno permette di godere dei benefici dei principi nutritivi del latte. ll latte materno è senza ombra di dubbio, la scelta ideale per il neonato.

Si distinguono TRE TIPI DI LATTE MATERNO:
• COLOSTRO: prodotto dal 1° al 6° giorno di vita del bambino, è estremamente ricco di fattori nutritivi come proteine, sali minerali ed oligosaccaridi; contiene inoltre anticorpi, globuli bianchi, lisozima e fattore complemento.
• LATTE DI TRANSAZIONE: prodotto dal 6° al 14° giorno: aumenta la percentuale di grassi e lattosio (quindi l’apporto calorico) e diminuisce la quota di proteine e minerali.
• LATTE MATURO: prodotto dal 15° giorno in poi.

Se per qualunque motivo, non è possibile allattarlo al seno, si può comunque offrire al proprio bambino un latte artificiale adeguato e preparato in modo corretto. Il Decreto Ministeriale 111 del 1992 colloca il latte artificiale tra i prodotti destinati a un’alimentazione particolare. Questi alimenti come il latte di partenza e quello di proseguimento, sono distinti dagli alimenti comuni perché sono prodotti ed utilizzati per un obiettivo nutrizionale specifico. La composizione del latte risponde a specifici standard normativi. Il Decreto Ministeriale 500 del 1994 stabilisce i criteri di composizione delle formule sia di partenza che di proseguimento, mentre il Decreto del presidente della Repubblica n.57 del 2002 stabilisce non soltanto le quantità minime e massime di vitamine e minerali del latte artificiale, ma anche le diciture da riportare in etichetta sulla confezione. In generale dalla nascita ai sei mesi di vita si utilizza la cosiddetta formula 1, la cui composizione cerca di essere la più simile possibile a quella del latte materno; dopo i sei mesi si passa al cosiddetto latte di proseguimento o formula 2 ed in caso di bambini con esigenze nutrizionali particolari si possono scegliere le formule speciali, ad esempio, la formula di tipo 0 per bambini nati prematuri.

Commenti da Facebook
- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
Ultime notizie

Inquinamento ambientale e Covid: Italia a rischio denatalità

Inquinamento ambientale e Covid sono due elementi che rendono ancora più acuta la denatalità livello planetario (anche in Africa...
- Advertisement -spot_img

Articoli correlati

- Advertisement -spot_img