lunedì, 6 Febbraio, 2023

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La Sanità del futuro. L’utilità di potenziare il Tnpee nei servizi per l’infanzia e l’adolescenza

All’interno della componente 1 della Missione 6 – vale a dire Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale – del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è stato individuato, quale obiettivo generale, il potenziamento del Servizio sanitario nazionale “allineando i servizi ai bisogni delle comunità e dei pazienti, anche alla luce delle criticità emerse durante l’emergenza pandemica”.
Nell’ambito dei disturbi neuropsichici dell’età evolutiva, da molto prima si è assistito ad un aumento considerevole di accessi ai servizi di Neuropsichiatria infantile il che ha comportato un incremento delle richieste di diagnosi e interventi riabilitativi. Ad oggi sul territorio nazionale non tutte le richieste sono accolte ugualmente, molte restano inevase a lungo oppure ricevono risposte incomplete. La pandemia non ha di certo provocato tali disservizi, al contrario ha reso evidente la crisi profonda del nostro sistema sanitario che da tempo arrancava in termini di risorse, erogazione e integrazione dei servizi, prevenzione, modelli organizzativi, ed infine ammodernamento strutturale e tecnologico. Basta pensare che mai il nostro Paese ha impiegato il 5 per cento delle risorse del Fondo sanitario nazionale per la Psichiatria come previsto e indicato dalle leggi.

I disturbi neuropsichici dell’infanzia e dell’adolescenza incidono in maniera rilevante sulla salute pubblica.
Questi richiedono una presa in carico globale e multidisciplinare. Il loro decorso spesso dipende anche dalla diagnosi precoce, dall’avvio tempestivo degli interventi riabilitativi e dalla loro appropriatezza. All’interno di tale presa in carico un ruolo preminente è ricoperto dal Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva (Tnpee), la cui presenza sul territorio nazionale appare disomogenea e non sufficiente rispetto ai reali bisogni della comunità pediatrica e adolescenziale.
Numerosi e variegati sono i contesti in cui sarebbe auspicabile il potenziamento di tale figura, poiché diversificate sono le esigenze cui sarebbe in grado di rispondere in modo mirato. Pensare che il suo operato sia confinato all’erogazione del trattamento riabilitativo è da considerare non esaustivo rispetto al profilo professionale e agli ambiti di competenza, e a tratti limitante rispetto all’apporto che potrebbe dare al servizio sanitario. Nei fatti il Tnpee potrebbe supportare e integrare i processi diagnostici, di valutazione e monitoraggio nei servizi pubblici locali; favorire, attraverso interventi domiciliari e progetti scolastici, la generalizzazione di quanto acquisito dal bambino nel setting terapeutico; collaborare stabilmente con i pediatri di libera scelta al fine di individuare anzitempo, tramite screening, possibili sintomi e disagi.
Nelle terapie intensive neonatali un maggiore coinvolgimento del Tnpee contribuirebbe ad una presa in carico ancor più precoce. Infine, grazie alla formazione trasversale, la sua presenza risulterebbe funzionale anche all’interno dei processi formativi, decisionali e organizzativi.

In Campania Francesco Cerroni e Alfredo Cavaliere Converti, rispettivamente Presidenti delle commissioni d’albo dei Tnpee dell’Ordine di Napoli-Avellino-Benevento-Caserta e Salerno, sono stati tra i primi ad evidenziare la necessità di ri-strutturare e potenziare i servizi d’interesse per i soggetti in età evolutiva e quindi specifici per la figura del Tnpee. Essi hanno portato alla luce preoccupanti criticità oltre che un fabbisogno occupazionale non adeguato ad affrontare la cronicità dei disturbi neuropsichici e la crescente richiesta di assistenza.

L’emergenza sanitaria cui abbiamo assistito durante la pandemia ha palesato dunque carenze e necessità, ed il Pnrr attualmente ci dà la possibilità di porre rimedio. Investendo sul sistema sanitario e migliorando la qualità dei servizi erogati potremmo rispondere in modo sempre più appropriato ai bisogni di cura e assistenza di tutti i pazienti.
I bambini e adolescenti affetti da un disturbo neuropsichico oppure che rilevano un rischio o segnali predittivi, dovrebbero essere posti al centro di vari investimenti e interventi. Il servizio sanitario del futuro dovrebbe garantire loro un’adeguata assistenza che in questo caso significherebbe accogliere il bambino/adolescente e la sua famiglia all’interno di una rete che parta dal domicilio e coinvolga in maniera sinergica il sistema educativo, gli interventi riabilitativi ed i servizi sociali presenti sul territorio, una rete in cui il Tnpee si collocherebbe come imprescindibile elemento di raccordo.

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