venerdì, Settembre 30, 2022
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Il Tecnico sanitario di laboratorio cambia pelle

Congresso di Bologna: Fari su ricerca, innovazione e sviluppo

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L’utilizzo dei Tecnici sanitari di laboratorio biomedico (Tslb) in farmacia, l’idoneità professionale al prelievo e l’integrazione della professione all’interno del Comitato per il buon uso del sangue. Infine la collaborazione, con la Federazione nazionale dell’Ordine delle professioni sanitarie, per definire tecnologie, sistemi organizzativi, operativi e il fabbisogno minimo standard di personale tecnico sanitario da impiegare nei servizi di laboratorio previsti nelle nascenti Case e ospedali di Comunità. Sono queste le proposte rilanciate da Saverio Stanziale, presidente nazionale della Commissione d’Albo dei Tecnici sanitari di laboratorio biomedico, che ha aperto stamani la tavola rotonda a margine del primo congresso nazionale della categoria in corso di svolgimento a Bologna, presso l’auditorium dell’Hotel Savoia.

IL PNRR

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Il Pnrr il tema prescelto per il confronto con le istituzioni e per la valorizzazione dell’area tecnico sanitaria all’interno dei nuovi servizi diagnostici delineatisi dopo la pandemia. “La medicina e l’assistenza del territorio si è enormemente sviluppata negli ultimi decenni diventando specializzata, in continua evoluzione – ha detto Stanziale – sempre più tecnologica e in costante progresso. Se pensiamo ad un sistema assistenziale più snello, che ottimizzi l’erogazione dei servizi, va capovolta la tradizionale organizzazione ospedaliera. La cura, per rendere più efficiente il Ssn, deve prevedere meccanismi per ottenere prestazioni migliori e più efficaci alla persona a partire dal suo domicilio, in cui le componenti cliniche vengano disgiunte da quelle produttive. Una simile scelta – ha poi aggiunto Stanziale – pone con attenzione un ridimensionamento organizzativo concordato e pianificato che ci permetta di non perdere un grande patrimonio assistenziale come quello territoriale”.

EQUIPE MULTIPPROFESSIONALI

Fari puntati sulla centralità di lavorare in vere equipe multi professionali: “Un patrimonio che la nostra Federazione nazionale e le 19 professioni sanitarie ritengono un bene da proteggere, custodire e valorizzare. Se la Sanità italiana è una delle migliori al mondo – ha aggiunto Stanziale – è grazie anche alle diversità, agli scambi, alla crescita. Se negli ultimi due anni abbiamo dovuto fronteggiare un carico di lavoro eccessivo, una mancanza di crescita e soddisfazione professionale e una vita di fuga, intesa come cambiamento di luogo di lavoro, oggi ha un peso anche la retribuzione economica insoddisfacente rispetto all’impegno, alla fatica quotidiana e alla pandemia da Covid 19 che ci è piovuta addosso”.

Dito puntato sulle opportunità per operatori e pazienti offerte dalle strutture sanitarie intermedie, sulla penuria di professionisti sanitari in special modo personale medico, infermieri e tecnici sanitari. C’è dunque bisogno di qualificare i percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali e svilupparli dove c’è maggior bisogno. In pratica, far tesoro della pandemia, studiare l’area territoriale, i servizi diagnostici e di cura, tararli sulla base delle situazioni che si vengono a creare, puntando su servizi flessibili con obiettivi chiari, raggiungibili e investimenti concreti sul personale, la ricerca e la formazione.

Il Pnrr? E’ un’opportunità di finanziamenti e progetti ma la sfida è integrare il lavoro di squadra dove tutti i professionisti operano in sinergia esprimendo ciascuno le proprie competenze nel rispetto del proprio ruolo. Una funzione di cura al cittadino. “In sintesi – ha concluso Stanziale – il nostro valore aggiunto è la multi professionalità, l’interprofessionalità e la multi disciplinarietà.

LA TAVOLA ROTONDA

Alla tavola rotonda di stamani, aperta dalla presentazione di Amalia Magaldi e di Salvatore Antonino Di Stefano, rispettivamente segretario e vicepresidente dell’Albo dei Tslb, hanno partecipato la senatrice Paola Boldrini che recentemente a presentato il DDL sulla riforma della formazione specialistica universitaria delle professioni sanitarie; Vito De Filippo già presidente della regione Basilicata, sottosegretario del ministero della Salute e sottosegretario al MIUR e oggi componente della Commissione Affari Sociali che ha sottolineato la centralità dei fabbisogni di personale qualificato per cogliere le opportunità che il PNRR consegna in termini organizzativi, innovativi e di potenziale crescita professionale e dei servizi; quindi Stefano Lorusso responsabile in seno al ministero dell’attuazione del Pnrr, che ha delineato l’impatto della riforma in fieri sulla persona assistita e nella formazione delle professioni sanitarie.

Un dibattito fitto di interventi e spunti di riflessioni andato avanti con i contributi di Francesco Gabrielli direttore del Centro nazionale per la Telemedicina e le nuove tecnologie assistenziali dell’Istituto Superiore della Sanità, Lorena Martini Direttore UOC Formazione ECM Agenas e il dr. Saverio Proia già consulente del Ministero della Salute. In teleconferenza sono poi intervenuti Andrea Belardinelli responsabile di settore Sanità digitale e innovazione, regione Toscana, Gerardo Ferrara Direttore UOC Anatomia patologica ospedale di Macerata dell’Asur Marche, Massimo Mazzieri direttore professioni sanitarie area tecnico sanitarie Asur Marche e consulente della federazione per la dirigenza, Alessandro Beux componente del Comitato centrale della Federazione degli Ordini delle professioni sanitarie Tsrm Pstrp “a cui va il merito – ha detto Stanziale – di aver sostenuto con coerenza e contribuito alla realizzazione della legge 3 del 2018, consentendo, con l’istituzione degli Albi per le professioni sanitarie, di conferire dignità, visibilità e garanzia e maggior tutela per i cittadini che potranno avere maggiori certezze delle qualifiche e delle competenze di chi prende in carico la loro salute”.

A chiudere la sessione Tersa Calancra presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie che ha messo il cambiamento culturale fondamentale per l’accrescimento professionale delle professioni sanitarie perché la persona assistita abbia un efficiente servizio diagnostico, di cura attraverso percorsi condivisi in equipe.

LE SESSIONI DI LAVORO

Centrale, nelle sessioni del congresso che si chiude lunedì 6 giugno, il tema della multi professionalità. La prima sessione dei lavori nel pomeriggio di oggi ha posto il tema della self leadership con esempi concreti di come le Professioni sanitarie tecniche della riabilitazione e prevenzione, unite nei dipartimenti, siano un efficace strumento di contrasto alla pandemia. Quindi sotto la lente il ruolo del dirigente dell’area tecnico diagnostica oggi e in prospettiva futura. Infine fari puntati sull’innovazione digitale in Sanità, la clinical governance e la diagnostica decentrata ospedaliera e territoriale nelle nascenti Case e Ospedali di Comunità con il ruolo innovativo dei Tecnici di laboratorio nelle strutture trasfusionali.

Si proseguirà con le innovazioni strumentali e le potenzialità applicative nel mondo digitale (Digital Pathology, Telemedicina a supporto del decisore, Reti e digitalizzazione nei processi diagnostici, lo sviluppo della diagnostica territoriale in Umbria, le reti e la digitalizzazione nella gestione dei processi di diagnostica di laboratorio, la digitalizzazione applicata alla fase preanalitica e la garanzia di sicurezza per il cittadino). Una sessione dedicata interamente all’innovazione tecnologica e digitalizzazione che oggi rappresentano gli elementi fondamentali per ripensare all’assistenza sanitaria in ottica di prossimità e sicurezza delle cura, una delle grandi sfide di innovazione sostenuta dalle progettualità del PNRR. infine nella sessione del pomeriggio di domani un focus su Oncologia e ricerca.

Conclude la tre giorni la sessione di lunedì 6 giugno con lo studio di Sars-Cov-2 e l’impatto del Covid-19 sulle strutture diagnostiche. Fari puntati sulla pandemia e Sars Cov 2: i nodi nel contrastare questa emergenza rappresentata dai flussi e da una carenza generalizzata di professionisti sanitari, sulla ricerca e applicazione di modelli organizzativi più flessibili e dinamici che hanno consentito di raggiungere ottimi risultati in termini quali-quantitativi grazie all’impegno e all’abnegazione di tutti. Per finire l’intervento di Raffaele Donini, assessore alla Sanità dell’Emilia Romagna e coordinatore della Commissione Salute delle Regioni.

Per finire la sessione dedicata al potenziamento, in campo oncologico e della ricerca dove si approfondiranno le diverse tematiche in campo onco ematologico attraverso l’approccio multi professionale e multidisciplinare nell’ambito della ricerca, diagnosi e cura delle neoplasie a dimostrazione del ruolo fondamentale del Tslb nei processi di cura, collaborazione nelle attività di prevenzione, diagnosi e di allestimento dei farmaci antitumorali.

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