sabato, Dicembre 4, 2021
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Il ruolo delle Professioni Sanitarie: un ponte fra il paziente e il territorio

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[dropcap color=”#000000″ style=”style-1″ background=”#ffffff” ] V[/dropcap]enti di cambiamento nel panorama sanitario lombardo. A seguito di un anno assai difficile per la rete assistenziale sul territorio, i vertici della Sanità di Regione Lombardia hanno organizzato per il 15 luglio scorso un incontro ristretto con i principali interlocutori istituzionali del settore Salute.
L’obiettivo dell’occasione di confronto era delineare i prossimi passi da compiere in vista di una piena attuazione della Legge Regionale n. 23/2015 che regola il sistema socio-sanitario lombardo. Fra i soggetti interpellati figurano gli Ordini TSRM e PSTRP della Lombardia, in rappresentanza di ben 19 professioni sanitarie dell’area tecnico-diagnostica, tecnico-assistenziale, della riabilitazione e della prevenzione. Negli ultimi anni questi fondamentali attori della sanità hanno conosciuto un alterno riconoscimento a livello legislativo, rischiando troppo spesso di essere assorbiti da diciture generiche e di non vedersi attribuire un ruolo attivo e ben definito nei rispettivi settori di competenza. La Legge n. 3/2018 ha rappresentato un importante passo in avanti per le professioni sanitarie, riorganizzate negli Ordini che sono chiamati a valorizzarne e tutelarne l’autonomia, l’indipendenza e la qualità tecnico-professionale, comprovata da titoli abilitanti a livello universitario. La strada da percorrere per un pieno riconoscimento, tuttavia, appare ancora lunga.

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“Il panorama demografico della Lombardia è assai mutato negli ultimi anni, rendendo necessario un approccio a tutto tondo alla salute della persona” ha osservato Diego Catania, Presidente dell’Ordine TSRM e PSTRP di Milano, Como, Lecco, Lodi, Monza Brianza e Sondrio, in occasione dell’incontro. “Non è più possibile limitarsi alla logica della ‘prestazione’, ma occorre prevedere una catena assistenziale ininterrotta a tutela del soggetto con bisogno di salute, dalla prevenzione, all’assistenza durante la malattia, ai percorsi riabilitativi post-dimissione. Una linea d’azione multiprofessionale che gli Ordini TSRM e PSTRP rappresentano in tutte le sue sfaccettature”.

“La cura della persona non può limitarsi al momento dell’erogazione dell’esame, soprattutto se parliamo di malattie croniche”, ha proseguito Catania, focalizzandosi su uno dei temi centrali della L.R. n. 23/2015, ossia l’assistenza nella cronicità e nella non autosufficienza. “La valorizzazione delle professioni sanitarie può portare a un rafforzamento della rete assistenziale di cui il primo beneficiario è il paziente stesso, che riscontra un miglioramento della qualità della vita ed è meno soggetto al riacutizzarsi della patologia, con ricadute positive anche sul servizio sanitario nazionale e sul primo nucleo assistenziale del nostro territorio: la famiglia”.

Fra le richieste avanzate dal Presidente alle istituzioni lombarde ci sono la possibilità di costituire équipe multiprofessionali all’interno delle ATS per coadiuvare gli altri operatori sanitari nelle funzioni di cura, formazione e controllo, la definizione del quadro dell’assistenza post-dimissione del paziente e la possibilità di offrire sostegno alle reti di prevenzione, ai consultori, alle reti materno-infantile, della salute mentale e della sanità penitenziaria. In sintesi, le professioni sanitarie mettono le loro competenze a sostegno del sistema socio-sanitario lombardo, ponendosi come punto di contatto fra il paziente e il territorio e colmando il gap fra presa in carico ospedaliera e ritorno in seno alle famiglie o alle strutture di accoglienza.

Un altro tema importante è la valorizzazione della capacità dirigenziale delle professioni sanitarie, posta come obiettivo sia nella sopra citata Legge Lorenzin sia nella L.R. n. 23/2015, ma ancora ben lontana dal trovare concreta attuazione all’interno del sistema socio-sanitario lombardo. “Sarebbe auspicabile”, osserva Catania, “la presenza di un Dirigente delle Professioni Sanitarie per ogni Azienda Socio-Sanitaria Territoriale, per ciascuna delle aree di competenza (tecnica, della riabilitazione, della prevenzione, delle professioni sanitarie infermieristiche e della professione di ostetricia). Tale soluzione porterebbe a una nuova prospettiva di governance dei processi aziendali e supporterebbe le Direzioni nella valorizzazione del complesso sistema di contributi che tutte le professioni sanitarie possono dare al sistema salute”.

“Alla luce di questi mesi difficili”, ha concluso il Presidente, “che hanno messo in evidenza ogni possibile crepa all’interno del sistema e hanno rilevato, di contro, la strada da seguire per rafforzarlo, vorremmo venisse preso in esame e valorizzato l’apporto di tutti i professionisti che hanno garantito continuità di servizio o sospeso l’attività lavorativa, agendo sempre con coraggio e responsabilità”.

Raccogliendo la proposta di confronto delle Istituzioni, gli Ordini TSRM e PSTRP della Lombardia hanno fatto richiesta formale di presenziare attivamente nelle sedi e nei luoghi opportuni, come il Comitato Tecnico Scientifico di Regione Lombardia, così da apportare al quadro della riforma sia la multi-professionalità che li contraddistingue, sia il loro concreto e fattivo contributo per il territorio e per le politiche regionali sanitarie. Con l’obiettivo di costruire una rete assistenziale sempre più capillare, integrata e orientata alla persona nel suo complesso.

Per informazioni:

Ufficio Comunicazione
Ordine TSRM e PSTRP di Milano, Como, Lecco, Lodi, Monza Brianza e Sondrio
Tel. 02.55184849 | Fax: 02.55184876

Mail: comunicazione@milanotsrm.org
Website: www.milanotsrm.org

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