giovedì, 8 Dicembre, 2022

Giornalesanità.it

Frana a Casamicciola: Ordini...

"Frana a Ischia, l'Ordine professioni sanitarie Tsrm Pstrp di Na è pronto a...

Reintegro medici no vax,...

«È stata inviata ai Direttori generali della Aziende Sanitarie Locali e delle Aziende...

Da oggi il Ministero...

Dopo 985 giorni dalla scoperta del paziente 1 si vuole far passare l'idea...

Ordine dei Fisioterapisti: il...

A meno di un mese di distanza dal semaforo verde fatto scattare agli...
HomeAmbiente e SaluteIl Gilet Anti-aggressioni...

Il Gilet Anti-aggressioni per gli Operatori sanitari. Al via a Bologna la sperimentazione

I professionisti sanitari sono sempre più al centro di violenze fisiche e verbali. E le minacce che quotidianamente sono costretti a subire sono oramai all’ordine del giorno soprattutto per coloro che operano nei Pronto soccorso. E dalle minacce al contatto fisico il passo è breve. La legge che due anni fa ha inasprito le pene per gli aggressori non sembra essere riuscita nell’intento di ridurre l’incidenza dei casi di violenze e aggressioni perpetrate ai danni dei camici bianchi che continuano a registrarsi soprattutto nei pronto soccorso e sul personale del 118.

I DATI

Dati FNOMCeO documentano un numero complessivo di 7.400 infortuni codificati come aggressioni, prendendo in considerazione tutte le categorie professionali e tutte le modalità. Ad avere la peggio sono le donne il 56% dei casi totali di aggressioni. Il maggior numero di casi sono inoltre a danni di infermieri. La medicina primaria conta un minor numero di aggressioni rispetto alle prime linee degli ospedali ma u questo fronte i più esposti al rischio sono soprattutto i medici di Continuità assistenziale, che sostituiscono i Medici di famiglia la notte e nei festivi, il 65% dei quali di sesso femminile. Il report Fimmg Settore Continuità Assistenziale del 21 gennaio 2020 descrive gli atti violenti, tra cui tre omicidi, commessi da utenti nei confronti dei medici cui si erano rivolti per ricevere assistenza.

Nel 2021 presso l’Ausl di Bologna ci sono state 248 segnalazioni di violenza da parte degli Operatori sanitari, di questi 74 casi hanno riguardato la violenza fisica. In 48 di questi casi è stato necessario ricorrere all’intervento delle forze dell’ordine. Presso il Policlinico Sant’Orsola Malpighi invece, negli ultimi tre anni, si sono registrate almeno tre segnalazioni di aggressioni al mese, e si è registrato un atteggiamento sempre più violento nei confronti degli Operatori sanitari, complice anche la Pandemia in corso che dura oramai da oltre 2 anni.

ESCALATION IN PANDEMIA

Gli episodi di violenza fisica sono passati dal 5% del totale delle segnalazioni ricevute nell’anno 2019, al 26% del totale delle segnalazioni registrate nel 2021.
A Napoli nel 2021 si sono verificate circa 60 aggressioni ai camici bianchi, il 70 per cento delle vittime è costituito da infermieri, soprattutto donne. Il dato è emerso in occasione dell’incontro promosso dalla Scuola di Medicina dell’Ateneo Federico II di Napoli e l’Osservatorio Salute Lavoro per la Giornata del 12 marzo. “Bisogna approfondire e riflettere su cosa fare per arginare questo fenomeno di inciviltà – ha detto Maria Triassi, presidente della Scuola universitaria – fenomeno peggiorato dallo scoppio della pandemia. Occorre agire sulla leva della formazione ed educazione dei giovani. Agire violenza contro i sanitari non solo è grave ma inconcepibile, un paradosso oltre che una viltà. Un Paese civile non può accettare che ciò accada”.

L’ORDINE DEI MEDICI

E nella giornata del 12 marzo è sceso in campo anche il presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli Bruno Zuccarelli che ha incontrato gli studenti di quattro licei della città, il Genovesi, il Pansini, Plinio di Castellammare e Niccolò Braucci di Caivano. «Le aggressioni continuano con un’intensità che per certi versi ci scoraggia – conclude Zuccarelli – ma continuiamo ad essere in prima linea. In questi due anni non abbiamo mai mollato. Difendere i medici significa difendere la Sanità». A livello nazionale, secondo i dati Inail, le violenze contro i sanitari sono più di 5 mila l’anno. La punta si un’iceberg: uno studio condotto da sette Atenei italiani registra che il 75 per cento degli operatori sanitari vittime di aggressioni sono donne e che la maggior parte non denuncia pensando che faccia parte del lavoro in prima linea. Uno scenario avvilente appena scalfito dalla legge che due anni fa ha inasprito le pene.

IL GILET

È nell’ottica di mettere gli Operatori sanitari in condizioni di imparare a difendersi che dal prossimo mese di Aprile prenderà il via presso il Policlinico Sant’Orsola Malpighi e presso l’Azienda USL di Bologna la sperimentazione, che durerà 90 giorni, di un Gilet anti-aggressione per gli Operatori sanitari che si trovano a lavorare da soli durante il servizio. Il Gilet, che pesa solo 190 grammi, lancia un potente allarme sonoro, in parallelo all’invio di una telefonata e di un sms con coordinate Gps alla vigilanza interna e alle forze dell’ordine, con accensione di luci led lampeggianti. Il sistema rileva inoltre se la persona è a terra o immobile per troppo tempo. In questo caso, viene inviata in automatico la chiamata di emergenza. Ovviamente si tratta di un sistema utile per chi lavora da solo in una guardia medica ad esempio o per difendere una donna sola. Non utilizzabile invece in un pronto soccorso affollato.
Il Gilet è stato progettato dall’azienda D-Air lab per i runner che si allenano di notte e in luoghi isolati. E a partire da questo modello è in corso lo sviluppo del dispositivo Negroli, chiamato così in onore del milanese Filippo Negroli, ritenuto l’armoraro più famoso di sempre, vero e proprio presidio innovativo per la sicurezza dei lavoratori che applica la tecnologia D-One alle specifiche esigenze dell’ambito sanitario.

Commenti da Facebook
spot_img

Iscriviti alla nostra newsletter

Resta sempre aggiornato sui temi di maggiore attualità nell'ambito sanitario e ricevi settimanalmente le nostre ultime notizie

Continua a leggere

Smart Healthcare e Tecnologie sanitarie: l’Italia sempre un passo avanti

L’evoluzione tecnologica in campo sanitario esige qualità, risultati e valore. Gli utenti meritano efficacia, efficienza e personalizzazione dei servizi e chi si occupa di sanità e di assistenza deve soddisfare bisogni di salute cercando di massimizzare i costi necessari...

5 Dicembre 2022, 37a Giornata internazionale del Volontariato

Giunge alla 37a edizione l’International Volunteer Day (la Giornata internazionale del volontariato), ricorrenza che si celebra il 5 dicembre di ogni anno in tutto il mondo. Designata dalla risoluzione 40/212 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre 1985,...

Manovra finanziaria 2023. Le Regioni chiedono più soldi per la Sanità

Il DdL di Bilancio per la Sanità del Governo Meloni prevede per il 2023 solo due miliardi di euro in più da destinare al fabbisogno sanitario standard, dei quali 1,4 serviranno a contrastare il caro bollette. A questi si...