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II Congresso nazionale della Federazione nazionale degli Ordini dei TSRM e PSTRP – Rimini 19-21 Novembre 2021: Diciannove professioni crescono

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Anna Di Gisi
Direttore delle Attività Teorico - pratiche e di Tirocinio CdL Infermieristica dell'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli" presso la Sede formativa dell'AORN "S.G. Moscati" di Avellino; docente a contratto di Scienze infermieristiche generali, Teoria del Nursing ed Organizzazione della professione infermieristica.

Si è concluso il 21 Novembre scorso presso il PalaCongressi di Rimini la tre giorni del 2° Congresso nazionale della Federazione nazionale degli Ordini dei TSRM e PSTRP che ha registrato il tutto esaurito con la partecipazione di 1500 professionisti sanitari del settore. Durante l’ultima giornata è stato anche presentato il nuovo logo della Federazione.
I lavori nel pomeriggio del 19 Novembre si sono aperti con la sessione sulla Formazione universitaria in cui si sono indicati i nodi che da tempo caratterizzano la formazione delle professioni sanitarie nelle Scuole di Medicina degli Atenei italiani. Dopo la relazione introduttiva del Componente del Comitato centrale con delega alla formazione universitaria, Francesco Della Gatta, ne hanno discusso Donatella Valente, dell’Università La Sapienza, e Luisa Saiani della Conferenza permanente delle classi di laurea delle professioni sanitarie e Antonio Felice Uricchio dell’ANVUR.

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La sessione inaugurale, invece, è stata intitolata “L’insegnamento della pandemia”. Alla tavola rotonda, condotta da Gerardo D’Amico, hanno preso parte, tra i tanti, in video – collegamento, il Ministro Roberto Speranza che ha voluto ringraziare le professioni sanitarie per lo straordinario lavoro svolto in questi mesi di pandemia, sottolineando come gli stessi, hanno svolto e continuano a svolgere “un lavoro incredibile”.
“Il vostro Congresso – continua Speranza – ci può dare importanti spunti di riflessione sul futuro del sistema sanitario. In primis, dobbiamo mettere più risorse, chiudere la stagione dei tagli, la fase in cui la sanità era un costo, e aprirne una in cui la sanità diventi la più grande leva per migliorare la qualità della vita delle persone. La salute deve essere un bene fondamentale da difendere. Per questo le professioni sanitarie sono le professioni del futuro. Il metodo che dobbiamo darci è quello della condivisione. Le istituzioni devono fare la propria parte e devono aprirsi, per questo abbiamo voluto il tavolo della Consulta delle professioni sanitarie. Abbiamo bisogno di un confronto costante. Questo è il momento di provare a cambiare. So di poter contare su di voi in questo momento senza precedenti per il Paese”.

Tra i momenti più emozionanti, la sessione “Facciamo memoria” dedicata ai professionisti sanitari che sono stati impegnati in prima linea durante la Pandemia contro il Covid-19 sia nelle strutture sanitarie che sul territorio, ricordando soprattutto i colleghi che sono stati contagiati e coloro i quali hanno perso la vita. E proprio a tale proposito Teresa Calandra, Presidente della FNO dei TSRM e PSTRP, ha sottolineato la necessità di continuare ad investire sulla prevenzione primaria legata alle ancora numerose morti sui luoghi di lavoro, puntando su un reale cambio culturale basato sullo sviluppo di nuovi modelli organizzativi, sociali e di lavoro inclusivi ed interprofessionali in cui la salute e la sicurezza dei lavoratori, degli utenti e degli ambienti di lavoro siano l’interesse primario. Importante poi puntare anche sull’assistenza domiciliare, sulla Telemedicina, sulla Diagnostica sul territorio nonché sulla Teleriabilitazione, peraltro previsti dal PNRR; e bisogna intensificare l’attività di ricerca, puntando sull’acquisizione di nuove e più diversificate competenze attraverso percorsi formativi sempre più specifici. “In questo momento storico, sottolinea Calandra, è essenziale garantire la massima continuità ed efficienza delle prestazioni sanitarie e delle più moderne tecnologie, a partire dal digitale. È fondamentale, però, investire anche nella nostra formazione affinché a tutti sia concretamente consentito di usare con perizia tecnologie e soluzioni innovative”.

Nella sessione dedicata a “Le attività sanitarie nel territorio” il tema centrale è stato rappresentato dalla riforma dell’assistenza territoriale. Tra i temi affrontati, la relazione di cura, la presa in carico e le differenze tra le varie Regioni, il superamento del modello prestazionale e il ruolo del Distretto socio-sanitario, a partire dalle Case di comunità. A tale proposito Diego Catania, Vicepresidente della FNO dei TSRM e PSTRP
sottolinea la necessità del potenziamento della rete territoriale che deve essere resa più efficiente attraverso la presa in carico integrata del paziente e attraverso l’erogazione di una serie di prestazioni eseguibili a domicilio che concorrerebbero a ridurre le annose problematiche delle liste di attesa e del sovraffollamento dei Pronto Soccorso.
Le Case di Comunità poi, che con il PNRR passeranno da 489 a 1.350 grazie a un investimento di 2 miliardi, giocheranno un ruolo fondamentale per la valorizzazione, non solo delle 19 professioni afferenti alla FNO dei TSRM e PSTRP, ma di Tutte le Professioni sanitarie.
Altro tema emerso è quello della stabilizzazione dei professionisti sanitari assunti con contratti a tempo durante la pandemia; si tratta di circa 53 mila professionisti che durante la pandemia hanno acquisito esperienze e professionalità divenute oramai irrinunciabili per affrontare le sfide future della Sanità.

Il Presidente del Consiglio nazionale degli Ordini dei Psicologi (CNOP) David Lazzari poi ha sottolineato come la qualità dei servizi erogati ai cittadini passi anche attraverso la salute e il benessere psico – fisico degli operatori sanitari stessi, senza dimenticare che il Sistema salute non è una catena di montaggio ma un Organizzazione basata sulle competenze e sulla relazione con gli utenti.
Anna Teresa Palamara invece, nuovo Direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanità, ha lanciato un appello agli operatori sanitari affinché tutti abbiano un ruolo attivo nel promuovere la campagna vaccinale sia nella popolazione che tra i colleghi ancora reticenti. “La protezione del vaccino rispetto al rischio di infezione, non è una protezione al 100%, varia tra l’80-85%, non è escluso completamente il rischio di infezione. Gli operatori sono in prima linea nel dover difendere l’utilizzo dei dispositivi di protezione”.
“Noi vogliamo portare ai massimi livelli la direzione assistenziale delle professioni sanitarie, ha affermato Raffaele Donini Assessore alle politiche per la salute ER e Coordinatore della Commissione salute della Conferenza delle Regioni. Se noi vogliamo costruire la sanità del futuro dobbiamo valorizzare tutte le competenze. Il cittadino in fondo non ha bisogno di prestazioni, ma ha bisogno di una presa in carico e sul territorio deve trovare tutte quelle professioni di cui ha bisogno”.
“Dobbiamo metterci alle spalle la stagione dei tagli in sanità, ha spiegato invece la Presidente della commissione Affari sociali della Camera Marialucia Lorefice. La parola chiave nella legge di Bilancio deve essere investimento”.
“In questa emergenza pandemica, noi abbiamo sempre preso delle decisioni pensando alla comunità e non solo al singolo, ha sottolineato la Vice presidente della Commissione Igiene e sanità del Senato, Paola Boldrini. Dobbiamo tutelare le persone che non si possono vaccinare per gravi motivi, che hanno delle fragilità”.

L’ultima giornata, infine, è stata arricchita anche da una sessione dedicata alla presentazione dei migliori lavori scientifici, e-poster e tesi di laurea triennale e da una sessione sull’informazione scientifica e le sue ricadute gestionali e legali, etiche e morali che coinvolgono i professionisti.
A conclusione della giornata, la sessione sulla Costituzione etica della Federazione ha consentito al gruppo di coordinamento che ci ha lavorato negli ultimi due anni di esporne i tratti principali.
Il Bilancio del Congresso è stato più che positivo; l’esperienza vissuta in questi giorni di confronto ed interscambio dimostra che abbiamo una grande opportunità, ma anche responsabilità nei confronti del nostro Paese, continuando a dare sostegno e supporto affinché la sanità del futuro sia una sanità migliore.

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