sabato, Dicembre 4, 2021
No menu items!

I sanitari che si oppongono alla vaccinazione contro il Covid-19 tradiscono la deontologia professionale

I più letti

Il decreto Legge n. 44 del 1 Aprile 2021 convertito in Legge n.76 del 2021, dispone l’obbligo della vaccinazione per contrastare il Covid 19 per i professionisti sanitari e per gli operatori di interesse sanitario al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione delle cure e dell’assistenza ai cittadini. La legge definisce inoltre che la vaccinazione costituisce requisito essenziale per l’esercizio della professione sanitaria.

- Pubblicità -

Nonostante però la norma sia molto chiara, ad oggi ancora si registra una certa lentezza, da parte delle strutture sanitarie, nell’applicare le disposizioni di legge sull’obbligo vaccinale in sanità e al contempo si assiste sempre più spesso a manifestazioni di dissenso di cui spesso si fanno promotori proprio operatori sanitari.
A questo proposito le Federazioni delle professioni mediche e socio-sanitarie (FNOPI, FNOMCeO, FNOPO, FNOVI, FNO TSRM e PSTRP, FNCF, ONB, CNOP), in accordo con il Consiglio nazionale Ordine Assistenti sociali (CNOAS), hanno sottoscritto un documento contro qualsiasi comportamento antiscientifico messo in atto da operatori sanitari. Il Documento riguarda tutti gli operatori sanitari che si oppongono alla vaccinazione contro il Covid-19, ma anche tutti coloro che manifestano il proprio dissenso in manifestazioni pubbliche ed utilizzano in maniera impropria i social network divulgando false notizie.

Il Documento è stato redatto e sottoscritto in occasione di un incontro interfederativo che ha avuto come tema principale le violazioni deontologiche degli operatori sanitari rispetto alla Pandemia da SARS-CoV-2 e ai vaccini per contrastarla. Sulla questione tutte le Federazioni concordano circa la necessità di richiamare i propri iscritti al rispetto dei Codici deontologici, i quali a loro volta concordano tutti sul fatto che le professioni sanitarie, in quanto professioni intellettuali, non possono e non devono rifiutare la scienza che rappresenta il fondamento dell’agire professionale e che, qualora si maturassero opinioni divergenti e contrastanti, è necessario dimostrarle attraverso conoscenze oggettive con fondamenti a carattere scientifico.

Pertanto chiunque utilizzi il proprio ruolo professionale per divulgare ideologie antiscientifiche deve essere segnalato all’Ordine di appartenenza che deve avviare, ove necessario, relativo procedimento disciplinare. È necessario inoltre unificare gli interventi delle Federazioni dinanzi a tali comportamenti che devono essere applicati con fermezza e massima severità, specie quando gli stessi tendono a deviare le convinzioni dell’opinione pubblica contrapponendosi al principio, inderogabile, della tutela della salute dei singoli individui e della collettività. La partecipazione di medici ed operatori socio – sanitari a manifestazioni di questo tipo infatti, tendono a generare confusione nei cittadini inducendoli a privarsi di cure essenziali ed alterando peraltro anche l’immagine delle professioni sanitarie stesse.

In linea con quanto previsto dalla maggior parte dei codici deontologici e riportato nella Legge n. 24/2017 poi, la sicurezza delle cure è irrinunciabile per ciascun professionista sanitario in quanto presupposto essenziale della responsabilità assistenziale nei confronti degli assistiti e della propria autonomia professionale, riconosciute anche dall’ordinamento giuridico.

La vaccinazione di massa inoltre, rappresenta al momento il principale mezzo per contrastare ed arginare la pandemia da SARS-CoV-2; i dati confermano l’efficacia dei vaccini nel ridurre decessi (96,3%), ricoveri ordinari (93,4%) e in terapia intensiva (95,7%), e come sancito proprio dai principi dei vari Codici deontologici, medici ed operatori sanitari hanno l‘obbligo morale di collaborare e favorire l’attuazione dei provvedimenti di sanità pubblica, vaccinando e vaccinandosi.

Gli Ordini professionali pertanto hanno il dovere di sospendere i professionisti sanitari inadempienti soprattutto per tutelare gli operatori che si sono vaccinati, dimostrando senso di responsabilità, dovere civico, etico e morale. Inoltre, solo monitorando i procedimenti disciplinari avviati sarà possibile avere un quadro più preciso della situazione; se molti infatti sono medici e sanitari che lavorano all’interno delle strutture pubbliche delle Asl o degli ambulatori, o ancora sono assunti dagli ospedali, ce ne sono altrettanti invece liberi professionisti che operano sul territorio.
Ciò varrà non appena diventerà legge anche per la terza dose.

Commenti da Facebook
- Pubblicità -
- Pubblicità -
Ultime notizie

Vaccini ai bambini, si parte a metà dicembre

Vaccinazioni ai bambini da 5 a 11 anni: dopo il via libera dell'Aifa sono fissate per il 13 dicembre...
- Pubblicità -

Articoli correlati

- Pubblicità -