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I misteri della Cronobiologia – Parte 2

[dropcap color=”#000000″ style=”style-1″ background=”#ffffff” ] I[/dropcap]n questa complessa classificazione i più importanti tra tutti i ritmi sono quelli che regolano il sonno-veglia, la fame. la sete e la temperatura del corpo. Con la scoperta dei ritmi biologici si è fatta strada anche una nuova branca dello studio dei farmaci, chiamata cronofarmacologia, che studia l’attività dei ritmi circadiani per poterla applicare alla somministrazione di farmaci nelle ore della giornata ritenute più adatte alla loro specifica azione. Così ad esempio, per cortisonici e antidepressivi sarà più opportuna una somministrazione al mattino, come pure determinati tipi di farmaci ipertensivi.
Per farmaci come i tranquillanti maggiori o gli antidolorifici, gli antiinfiammatori e gli antiipertensivi sarà invece più indicata una somministrazione nel tardo pomeriggio o in serata, tenendo conto della diminuzione della soglia del dolore durante le ore notturne. Sarà utile studiare anche la personalità dell’individuo da trattare perché sappiamo che esistono persone a prevalenza simpatica, le cosiddette “diurne”, e quelle invece a prevalenza parasimpatica, che si trovano più a loro agio, perfino nel lavoro, durante le ore notturne. Un aumento sensibile dei disturbi somatoformi, si verifica ad esempio negli operai che seguono un certo turno di lavoro, alternando le ore di lavoro e di riposo di settimana in settimana. Un altro punto da prendere in considerazione si riferisce alla disritmia circadiana o malattia da fuso orario, che crea scompenso nell’escrezione degli ormoni surrenalici, nella variazione della temperatura corporea, della sodiemia e potassiemia, nonché di altri minerali, del ritmo sonno-veglia, della fame e della sete, in modo particolare in tutto il personale viaggiante sulle rotte aeree intercontinentali. Ne soffrono però anche tutte quelle persone, ormai in continuo aumento, che cambiano spesso e rapidamente il fuso orario, anche un paio di volte la settimana, come i “business man”.

Battito cardiaco

È stato accertato che il solo parametro che si adatta facilmente è il battito cardiaco, forse per il fatto che si adatta molto più velocemente degli altri parametri presi in considerazione. 
Naturalmente molto dipende dalla direzione dello spostamento.
Se si viaggia da sud verso nord o viceversa si avranno certamente disturbi legati alle variazioni ambientali e climatiche, tuttavia meno accentuati di quelli riscontrabili quando ci si sposta da est verso ovest o viceversa.
In questi ultimi casi di spostamento “trasversale”, ai disturbi legati alle variazioni climatiche ed ambientali si assommano tutti quei disturbi legati anche allo “sfasamento cronobiologico”.
La prevenzione dei disturbi somatoformi legati allo sfasamento cronobiologico è molto importante perché, se attuata in modo accurato, può attenuare, se non allontanare del tutto, molti inconvenienti fastidiosi.

Fuso orario

In primo luogo è utile sapere che la “sindrome da fuso orario” o “jet lag” è molto più avvertita se si viaggia verso est piuttosto che verso ovest; i soggetti mattinieri presentano in ogni caso un adattamento migliore rispetto a quelli “nottambuli”, specie nei viaggi verso est. Utile anche sapere che il fumo, gli alcolici e caffeina possono a volte far ritardare i recuperi, anche se da un punto di vista psicologico, almeno per molte persone, possono servire da “sostegno psicologico” piuttosto importante ed, in alcuni casi, da non sottovalutare. La sintomatologia è caratterizzata da turbe dell’apparato gastroenterico con inappetenza, nausea, vomito e irregolarità dell’alvo, malessere generale non ben definito con sensazione di stanchezza e spossatezza, disturbi dell’ideazione e dell’attenzione, depressione dell’umore, specie in soggetti stressati, tendenza all’insonnia per aumento del nervosismo, disturbi cardiovascolari di tipo somatoforme come palpitazioni, tachicardia, extrasistolia, ecc., aumento dell’ansia, in modo particolare nei soggetti che soffrono di “mal d’aereo”, che può perdurare anche per molto tempo dopo l’atterraggio. Lo stress da viaggio, in modo particolare quello dei “business man” diminuisce progressivamente con il loro ripetersi nel tempo, specie se la destinazione è sempre eguale e se la partenza ed il tragitto sono vissuti nel modo più tranquillo possibile. La prevenzione si attua con antichinetosici, blandi sedativi, specie vegetali e con una dieta scarsa di proteine 24 ore prima della partenza. Durante il viaggio è utile l’assunzione di carboidrati, vitamine e frutta e acqua o bibite analcoliche in misura sufficiente per compensare la disidratazione da aria condizionata.

La melatonina

Anche la melatonina (N-acetil-5-metossitriptamina) ha una certa importanza, per la sua particolare funzione volta in questo caso all’incremento delle concentrazioni di acido amminobutirrico e di serotonina nell’ipotalamo e all’amplificazione dell’attività della piridossalchinasi, enzima coinvolto nella sintesi dell’acido amminobutirrico, della dopamina e della serotonina E’ una sostanza naturale, sintetizzata quasi esclusivamente nell’epifisi e negli anfibi, per metilazione e acetilazione della serotonina. La melatonina tende a schiarire la pelle per la sua azione diretta sull’aggregazione dei melanosomi nel melanofori. E’ indicata come “fattore inibente i melanociti”. Proprio per la sua capacità di influenzare il ritmo circadiano (causa prima del conseguente squilibrio nel ritmo sonno-veglia), questo ormone può essere usato per alleviare i disturbi indotti dalla cosiddetta Jet-Lag Syndrome anche se non esistono evidenze definitive circa la sua reale efficacia. Nelle persone piuttosto anziane sembra avere una certa possibilità di diminuire l’insonnia. Ha qualche possibilità di miglioramento nelle sindromi depressive non endogene. In certi soggetti, può anche essere utile per aumentare le difese immunitarie e per una buona azione sui radicali liberi. Il ruolo fisiologico della melatonina nell’uomo è però ancora in gran parte sconosciuto.

Dott. Giovanni Trimboli PhD D.O. mROI

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