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Governo Meloni e sanità: ora cosa accadrà per gli infermieri?

Con la nascita del nuovo Governo di centro destra la sanità avrà una nuova svolta come si evince dal programma sanità indicato durante la campagna elettorale dalla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Un cambiamento radicale questo che si prospetta già dal prossimo mese e che vedrà per la prima volta nella storia dell’Italia dal dopoguerra in poi una prima premier donna. Per la sanità il primo partito scelto dagli Italiani ha dedicato nel programma elettorale i seguenti punti:

  • Sviluppo della sanità di prossimità e della medicina territoriale, rafforzamento della medicina predittiva e incremento dell’organico di medici e operatori sanitari.
  • Aggiornamento dei piani pandemici e di emergenza e revisione del Piano sanitario nazionale.
  • Oltre la pandemia: ripristino delle prestazioni ordinarie e delle procedure di screening, abbattimento dei tempi delle liste di attesa.
  • Estensione prestazioni medico sanitarie esenti da ticket.
  • Contrasto alla pandemia da Covid-19 attraverso la promozione di comportamenti virtuosi e adeguamenti strutturali – come la ventilazione meccanica controllata e il potenziamento dei trasporti – senza compressione delle libertà individuali.
  • Riordino delle scuole di specializzazione dell’area medica.
  • Revisione del piano oncologico nazionale.

Pare evidente in primo luogo l’interesse di un sistema non più ”ospedalocentrico” ma rivolto alla territorialità e alla telemedicina, alla quale il PNRR dedica buona parte dei fondi destinati alla sanità.

Segue l’esigenza di voltare pagina dopo la pandemia insieme al recupero delle liste d’attesa con il loro abbattimento e del ripristino ordinario delle procedure di screening. Ancora, uno sguardo sull’estensione delle prestazioni medico sanitarie esenti da ticket – tra cui le cure odontoiatriche essenziali -, revisione del piano oncologico nazionale e riordino delle scuole di specializzazione dell’area medica seguendo il ”modello francese”. Un ultimo punto, infine, che non lascia ad equivoci: promozione di comportamenti virtuosi; un passaggio che evidenzia come la prevenzione e la promozione della salute sia a cuore al partito e al sistema sanitario sostenendo un meccanismo di premialità e l’accesso alle cure più veloci per chi si sottopone agli screening con regolarità.

Una grande attenzione sarà rivolta anche al benessere psicologico, ai servizi di salute mentale, alla neuropsichiatria infantile e ai servizi per le dipendenze patologiche con il ”potenziamento della figura dello psicologo scolastico” perchè, come si evince dal programma ”L’attenzione alle cure del benessere psicologico è fondamentale per garantire la salute delle persone ma, altresì, per migliorare la qualità delle relazioni, della convivenza e della vita, incidendo sui percorsi di affermazione e realizzazione nel contesto lavorativo”, da sempre considerata ”la cenerentola del S.S.N.”. Non vi sarà più alcun obbligo di vaccinazione contro il Covid-19 che sarà sostituito con ”informazione, promozione e raccomandazione alla vaccinazione”, ponendo fine alla reintroduzione del green pass.

Infine una ristrutturazione di ”città cardioprotette” mediante ”la dotazione, manutenzione e ricarica dei defibrillatori nei Comuni italiani” e la creazione di un Garante per la salute, un’Authority che vigili sulla ”malasanità”.

“Vogliamo costruire uno Stato che garantisca i servizi socio-sanitari per aiutare effettivamente le persone a superare le difficoltà psicologiche e, così facendo, prevenire anche manifestazioni psichiatriche più gravi. È in gioco la salute degli Italiani, la possibilità di stare meglio con sè stessi e con gli altri, di vivere una vita piena e soddisfacente, per far sentire realizzate le persone che, attivamente, dovranno contribuire a risollevare l’Italia”, conclude il programma sanità realizzato per i prossimi 5 anni. 5 anni di cambiamenti e sfide per una migliore sanità.

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