martedì, Agosto 16, 2022
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Gli ennesimi “assistenti sanitari” che non erano assistenti sanitari

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[dropcap color=”#000000″ style=”style-1″ background=”#ffffff” ] L[/dropcap]a categoria degli assistenti sanitari continua a subire il grave difetto d’informazione che costringe altre figure sanitarie a vedere la loro professionalità equiparata a quella di coloro i quali non sono assistenti sanitari.
Nel giro di pochi giorni, è accaduto di nuovo per due volte. Questa volta i casi riguardano, più probabilmente, ASA – Ausiliari Socio Assistenziali che in provincia di Ragusa e in provincia di Monza maltrattavano anziani ospitati in Casa di riposo. Gli ennesimi “assistenti sanitari” che non erano assistenti sanitari.
Episodi gravi, gravissimi, che hanno innescato una serie di commenti e critiche, lontane però dal valutare con attenzione i soggetti e le categorie cui riferire la singola responsabilità per gli accaduti.
Solo un paio di esempi di strafalcioni riportati da alcune testate nazionali: “Mesi di appostamenti, controlli, attività di osservazione, hanno permesso di raccogliere «inequivocabili fonti di prova a carico di tre assistenti sanitarie»” (Il Messaggero del 27 luglio 2019); “Cinque assistenti sanitari di una casa di riposo di Besana Brianza, in provincia di Monza, sono stati denunciati dai carabinieri per maltrattamenti e percosse sugli anziani ospiti.” (Tgcom24 del 29 luglio 2019).
Evidentemente la confusione regna sovrana tra i giornalisti, i quali forse per leggerezza, forse perché all’oscuro delle differenze tra le categorie, mescolano figure professionali ben distinte.
Ma ciò che veramente risalta a chi del lavoro in sanità conosce gli aspetti più delicati, è l’accostamento continuo a profili professionali che per formazione, competenze e mission sono distanti da quelle degli assistenti sanitari.
Si precisa che l’intento primario, motivo di queste righe, non è quello di svalutare altre professioni, ma solo quello di far conoscere a chi fosse interessato la vera natura delle due professioni e le differenze sottese nelle varie categorie.
Un Ausiliario Socio Assistenziale non è un Assistente Sanitario! Riferirsi ad un Ausiliario Socio Assistenziale come ad un assistente sanitario è cosa errata. Questo a riprova di quanto sia ancora presente in Italia una scarsa informazione sulle professioni sanitarie e, nello specifico, sul carattere proprio e sul ruolo dell’assistente sanitario, una professione che proprio quest’anno celebra i suoi 100 anni di attività a favore del Servizio Sanitario Nazionale e della salute delle persone, delle famiglie, dei gruppi e delle comunità.
Entrando nel vivo della vicenda e proprio nel rispetto della vera funzione dell’assistente sanitario, si riportano di seguito alcuni stralci del codice deontologico, fondamento di etica professionale per chi svolge la professione e per chi riconosce nel proprio impegno professionale il pieno rispetto della persona in tutte le fasi della vita ed in ogni stato di salute e condizione sociale, lavorativa e scolastica: “L’assistente sanitario si pone al servizio delle persone, delle famiglie, dei gruppi, delle comunità e delle molteplici aggregazioni sociali per contribuire alla diffusione di una cultura di prevenzione, allo sviluppo della promozione della salute ed al successo delle relative strategie” e ancora “L’A.S. rispetta i diritti fondamentali dell’uomo e tutela e promuove la salute, intesa come stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e come fondamentale diritto della persona e interesse della collettività.”
Il richiamo esplicito agli articoli del codice deontologico è stato fatto per ricordare il principio unico che muove il lavoro degli assistenti sanitari, il fatto cioè che l’assistente sanitario debba essere al servizio delle persone e debba farlo nel rispetto dei diritti del cittadino, che per altro è chiamato a tutelare da mandato istituzionale (cfr. DM 69/1997 “Regolamento concernente la individuazione della figura e relativo profilo professionale dell’assistente sanitario”: l’assistente sanitario “concorre alle iniziative dirette alla tutela dei diritti dei cittadini con particolare riferimento alla promozione della salute”).

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I casi degli ASA che hanno maltrattato, insultato, picchiato gli anziani nelle Case di Riposo rappresentano azioni ignobili, sulla quale dover riflettere, che nulla hanno a che fare con il lavoro degli assistenti sanitari e con il rispetto dell’etica professionale a cui gli assistenti sanitari sono formati.

In sintesi, per chiarire tutti i dubbi e far corrispondere ogni professione chiamandola con il suo nome, senza snaturalizzare alcuna identità:

  • L’Assistente Sanitario, individuato dal Ministero della Salute con specifico decreto, è l’operatore sanitario che, in possesso della Laurea (conseguita presso le Università che erogano il Corso di Laurea in Assistenza Sanitaria, secondo quanto regolamentato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e iscritto all’Albo degli Assistenti Sanitari (presso l’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione), è addetto alle attività di prevenzione sanitaria, promozione della salute ed educazione alla salute. L’attività dell’assistente sanitario è rivolta alla persona, alla famiglia e alla collettività; individua i bisogni di salute e le priorità di intervento preventivo, educativo e di recupero. (Fonte: DM n. 69 del 17/01/1997)
  • L’Ausiliario Socio Assistenziale è l’operatore che, in possesso dell’Attestato ottenuto a seguito della frequenza di uno specifico corso di formazione professionale, autorizzato dalla Regione, svolge attività di assistenza diretta alla persona, aiuto nella vita di relazione, igiene e cura dell’ambiente, igiene e pulizia personale, preparazione dei pasti e aiuto alle funzioni di alimentazione, prestazioni igienico-sanitarie di semplice attuazione, svolgimento di commissioni e semplici pratiche burocratiche. (Fonte: DGR Lombardia n. 7693 del 24/07/2008)

 

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