martedì, 29 Novembre, 2022

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Giornata nazionale del personale sanitario. Speranza, Mattarella, Papa Francesco celebrano i 500 camici bianchi deceduti per il Covid

In totale 500 decessi di camici bianchi dall’inizio della pandemia di cui 370 medici e odontoiatri, (di cui 216 medici del territorio, medici di famiglia, del 118, guardie mediche e specialisti ambulatoriali e liberi professionisti, 30 gli Odontoiatri) a cui vanno aggiunti 90 infermieri, 3 ostetriche, 32 farmacisti e una dozzina di profili tecnici delle 19 professioni.
Il ministro della Salute Roberto Speranza, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Papa Francesco: tutto il Paese e le massime cariche politiche, istituzionali e anche religiose hanno dato contenuto e spessore alla giornata nazionale del personale sanitario. Gli ultimi due anni di pandemia hanno rimesso al centro della nostra vita la Salute e i suoi operatori, bene fondamentale dell’individuo comela nostra Costituzione recita, ridando il giusto valore a chi, indossando un camice bianco, è in prima linea nella difesa della Salute dei cittadini. La chiamata alle armi del Covid ha riguardato tutti, medici, infermieri, tecnici e Oss e tutti hanno pagato un alto tributo al fianco di una umanità colpita e dolente che in Italia ha contato oltre 150 mila morti.

Il ministro

“Se il Paese ha retto l’urto dell’ondata di pandemia da Covid-19 è grazie al Servizio sanitario nazionale e a tutti i medici e personale del Servizio sanitario nazionale”, ha sottolineato il ministro della Salute Roberto Speranza intervenendo alla celebrazione di questa seconda Giornata nazionale del personale sanitario, socio sanitario, socio assistenziale e del volontariato presso la sede della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo).

La giornata ha visto coinvolti tutti gli Ordini dei medici a livello nazionale e anche gli ordini delle professioni sanitarie e infermieristiche. La giornata è stata dedicata in particolare a Gino Strada e a tutti i medici che hanno dedicato la loro vita alla professione. Il presidente della Fnomceo Filippo Anelli ha ricordato per questo i 370 medici morti per curare chi si è ammalato di Covid in questi due anni di pandemia, “Un sacrificio che ha consentito di curare ben oltre 12 milioni di cittadini positivi e 10 milioni e 900mila sono guariti nella stragrande maggioranza curati a domicilio grazie all’impegno dei curanti e di tutti gli operatori sociosanitari”.

Il ministro ha voluto richiamare alla memoria “le ore drammatiche di due anni fa, indelebili nella memoria con i primi casi di Covid a Vo’ e Codogno con cui è iniziata una lunga e difficile stagione. E il primo messaggio che voglio mandare è di gratitudine sincera a tutto il personale sanitario del nostro Paese: se il Paese ha retto questa prova così difficile pur pagando un prezzo importante in termini di vite umane, prima di tutto ma anche di disagi, chiusure, cambiamento di esistenze, è perché abbiamo uno straordinario Servizio sanitario nazionale, patrimonio del Paese che dobbiamo difendere con tutte le energie. E il cuore di questo patrimonio sono le donne e gli uomini che lo animano”.
“Una gratitudine vera e profonda – ha ribadito Speranza – perché il Paese ha retto grazie a voi; e un impegno a lavorare giorno e notte perché il Ssn possa ancora di più rafforzarsi. Oggi il 91% della popolazione sopra i 12 anni si è vaccinata e questo ci mette nelle condizioni di gestire in maniera del tutto diversa la pandemia senza ricorrere a chiusure generalizzate, ha aggiunto il ministro della Salute, abbiamo somministrato in 13 mesi e mezzo 133 milioni di dosi e questo lo può fare solo un grande Paese, solo un grande Servizio sanitario nazionale fatto di uomini e donne come voi”.
Speranza ha poi ricordato gli investimenti e gli sforzi di invertire la rotta degli ultimi anni. Oltre ai fondi del Pnrr e ai 625 mld del Pon per il Sud con i fondi Ue annunciati nei giorni scorsi i 124mld nell’ultima legge di Bilancio che, appunto, vanno ad aggiungersi ai 20mld del Pnrr e ai fondi Ue per le aree disagiate.

La lezione

“Dobbiamo trarre lezione da una prova così difficile e capire che il Servizio sanitario nazionale è la pietra più preziosa”. “Dobbiamo chiudere la stagione dei tagli e aprire la stagione degli investimenti. E non sono parole ma sono fatti concreti. Quando sono diventato ministro – riferisce Speranza – c’erano 114 miliardi e si metteva più o meno un miliardo l’anno. Oggi, con l’ultima legge di Bilancio, siamo a 124 mld, mai in un tempo così breve erano state messe così tante risorse, perché c’è una nuova consapevolezza: tutto si può tagliare ma non sulla salute e i soldi che si mettono sulla Salute non sono semplice spesa pubblica ma il più grande investimento sulla qualità della vita delle persone”. E ancora, “il Pnrr con 20 miliardi in un colpo solo per rafforzare il Servizio sanitario nazionale” a cui si aggiunge l’ultimo tassello. “Per la prima volta nella storia della programmazione dei fondi europei – ricorda Speranza – ci sarà un Pon dedicato alla salute per colmare le disuguaglianze, inaccettabili quando si consumano sul terreno del diritto alla Salute”.

Poi la scelta della figura di Gino Strada: “Un medico del nostro Paese ma medico del mondo e credo che il suo messaggio abbia una straordinaria potenza in questo tempo che stiamo vivendo perché nell’impegno di una vita di Gino Strada c’è il senso dell’universalità del nostro Servizio sanitario nazionale, l’universalità delle cure”, ha aggiunto Speranza. “Quando una persona sta male bisogna curarla punto e basta, non conta nessun altro elemento” e questo “è il senso più alto dell’universalità del nostro Servizio sanitario nazionale e dell’articolo 32 della nostra Costituzione che noi dobbiamo considerare il faro più luminoso che illumina il nostro cammino. L’idea di un nuovo Umanesimo, che credo sia persino rafforzato da questi due anni di Covid, e l’idea per esempio che il virus non si batte solo in un Paese o in un pezzo di mondo”.

Anelli: “La giornata assume uno speciale significato”

Insieme al Presidente Nazionale degli Odontoiatri Raffaele Iandolo “ringrazio il Parlamento – dice Anelli – per aver voluto istituire questa Giornata quale solennità civile per il nostro Paese. Un analogo sentimento, sono certo, vorrà riservare, insieme al Governo, alle famiglie dei medici caduti per contagio da Covid 19 colmando le differenze tra professionisti in termini di ristori e riconoscimenti”. “La giornata odierna assume uno speciale significato in questo particolare momento storico in quanto manifesta a tutto il Paese il valore etico dell’esercizio professionale senza il quale difficilmente si potrebbero raggiungere questi slanci, tali livelli di dedizione e di passione, perché per noi medici ‘Ogni vita conta’ “. Sentimenti di gratitudine sono stati espressi a Papa Francesco e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E “gratitudine al ministro della Salute per l’impegno posto nel reperimento di consistenti risorse destinate al Sud del nostro Paese; risorse dedicate al contrasto delle disuguaglianze e della povertà sanitaria soprattutto per le fasce di popolazione più vulnerabili. Un intento bene espresso da Gino Strada”. “L’indifferenza verso i diritti negati è un virus peggiore del Covid”, ha concluso Anelli.

Mattarella

«In occasione della seconda Giornata Nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato desidero sottolineare ancora una volta il ruolo cruciale svolto da tutto il personale del comparto sanità e del volontariato nella tutela della salute collettiva.
Da quando il nostro Paese è stato duramente colpito dall’insorgere, repentino e inatteso, di una emergenza sanitaria di così vasta portata, gli operatori di tali categorie si sono trovati all’improvviso in prima linea a fronteggiare un nemico per molti versi sconosciuto. E’ grazie alla loro preparazione professionale e al loro spirito di sacrificio che è stato possibile arginare il rischio di perdite ancor più ingenti di quelle, già dolorosissime, che abbiamo dovuto patire. Sono in programma investimenti e nuove strategie per garantire una migliore qualità della cura e dell’assistenza, per accrescere la capacità di prevenzione, per ridare centralità alla persona e al territorio nel quale vive: ma l’efficacia delle riforme, come sempre, è legata alla qualità e all’impegno di chi concretamente la fa vivere con il proprio lavoro e con la propria passione. Quanto è avvenuto in questi anni difficili è motivo di rassicurazione per gli italiani.
Oggi è, pertanto, occasione per me e per tutto il popolo italiano di rendere omaggio all’impegno del personale sanitario e del volontariato e di unirci nel ricordo, grato e doloroso, di quanti hanno pagato con l’estremo sacrificio la propria inclinazione all’altruismo».

Il Papa

Papa Francesco rende omaggio al personale sanitario per la incredibile e quotidiana opera “eroica” dimostrata ogni giorno in corsia. All’Angelus sono risuonate parole di gratitudine e la piazza, alla fine, è esplosa in un applauso spontaneo quando sono stati ricordati gli esempi di abnegazione durante il Covid. «Mi diceva un medico che in corsia, un giorno, c’era un paziente di Covid che stava morendo. Quest’uomo chiese di tenergli la mano in quel momento. “Ho bisogno della sua mano”. Ecco l’eroismo del personale sanitario che ha fatto vedere questa eroica sanità al lavoro ogni giorno. Un applauso e un grande grazie per questo» ha detto Papa Francesco ripetendo una frase tratta dalla sua ultima enciclica Fratelli Tutti: nessuno si salva da solo. Il tema centrale di questa domenica si è però sviluppata sul concetto del perdono e la difficoltà a perdonare i propri nemici.

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