sabato, Dicembre 4, 2021
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Focus Covid-19: vaccini, cyre e immunità: attualità e prospettive

*Di Corrado Perricone

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Agli inizi degli anni venti il mondo viene colpito dalla più grande pandemia del secolo che è apparsa subito come una guerra contro un nemico invisibile. Si è subito programmato un vaccino fondato su una nuova tecnica e sull’utilizzo del mRNA messaggero o su un vettore virale che contiene una sequenza di Dna ma ancora oggi appare sperimentale e con risultati da verificare.
La collaborazione per un vaccino era fondamentale perché era opportuno programmare un unico vaccino avendo anche la necessità di poter garantire la protezione anche alle popolazioni più povere essendo l’epidemia di rilevanza mondiale e quindi con una globale diffusione.

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Questa relazione è basata essenzialmente sui seguenti punti:

  • vaccini;
  • tentativi farmacologici;
  • suggerimenti per la prevenzione;
  • invito alla collaborazione globale.

Vaccini:
La fragilità del sistema sanitario a livello mondiale, le contraddizioni dell’informazione e delle indicazioni per le popolazioni e le paure generatesi tra le comunità dei più importanti paesi del mondo hanno indotto la Fondazione Mediterraneo ed i suoi esperti a sottolineare la necessità ormai non più procrastinabile di un vaccino sicuro ed accessibile a tutti. Da quando è stata messa in evidenza la proteina Spike relativamente al possibile utilizzo come vaccino al Covid-19 avevamo sognato di aver risolto il problema, oggi invece ci troviamo a dover fronteggiare una nuova realtà cioè quella di trovare soluzioni alternative più valide.
Anche secondo l’EMA è indispensabile puntare sulla necessità di un vaccino ideale e che dovrebbe avere una elevata immunogeniticità e una capacità consolidata di indurre risposte immunitarie efficaci.
Attualmente abbiamo 4 vaccini con diverse composizioni: Pfizer, Moderna ,Vaxzevria e Johnson & Johnson.
I primi due hanno una composizione per cui viene iniettato mRNA per produrre la proteina Spike Sars Cov2 mentre l’AstraZeneca e il Johnson & Johnson hanno una composizione diversa perchè utilizzano un vettore virale che contiene una sequenza di DNA utile a far produrre dall’organismo del paziente la proteina Spike.
Il vaccino Johnson & Johnson ha il vantaggio di avere solo una somministrazione e inoltre può essere conservato ad una temperatura di 2/8°.

Tentativi farmacologici:
Farmaci antivirali: la strategia dell’Unione Europea passa anche dalla eventuale terapia farmacologica al fine di curare efficacemente il Covid-19. Ancora oggi la ricerca è basata su tentativi con risultati da valutare. La notizia degli ultimi giorni fatta dall’industria farmaceutica Merck è quello di un antivirale : Molnupiravir. Sembra che tale farmaco possa bloccare la trasmissione del Covd-19 entro 24 ore (così è emerso dai recenti studi). Secondo l’azienda dimezzerebbe il rischio di morte e ricoveri di quei pazienti non vaccinati e riducendo il rischio del 50% di ospedalizzazione e di morte anche in pazienti fragili.

Suggerimenti per la prevenzione:
Da quando abbiamo messo concretamente in evidenza che la malattia è correlata all’immunità ci è parso opportuno programmare delle indagini di prevenzione.
Il sistema immunitario si fonda su un meccanismo molto complesso in cui il ruolo fondamentale è svolto in particolare dal sistema linfatico, componente essenziale per la tutela della salute.
Linfociti e gli anticorpi sono il meccanismo di punta per lo stato immunitario.
È evidente che senza il sistema linfatico (linfonodi e vasi linfatici) il meccanismo non funzionerebbe.
Lo studio dei linfociti avviene attraverso la tipizzazione linfocitaria (semplice esame con un’apparecchiatura chiamata citofluorimetria e con un altrettanto semplice esame del sangue).
I linfociti sono suddivisi in diverse popolazioni a secondo dell’antigene presente sulla membrana cellulare.

I linfociti coinvolti nell’equilibrio immunitario sono :

  • Linfociti B (CD19+); hanno come funzione principale quella di produrre gli anticorpi.
  • Linfociti T totali (CD3+); esprimono sulla superficie di membrana l’antigene CD3. Giocano un ruolo fondamentale nella cosiddetta immunità cellulo-mediata.
  • Linfociti T helper (CD4); aiutano (per questo è detto helper) i linfociti B a produrre anticorpi.
  • Linfociti T suppressor (CD8); svolgono un’azione di soppressione della risposta immunitaria in contrapposizione all’azione dei linfociti CD4 che invece la stimolano (ciò contribuisce all’equilibrio del sistema immunitario).
  • Cellule Natural Killer (CD16+ CD56+) sono una sottopopolazione linfocitaria responsabili dell’immunità innata.

Oggi si è in grado di valutare anche il gruppo delle cellule T (CD8) che verosimilmente determina l’eliminazione del virus già al primo contatto.
Da ciò si deduce che potrebbe anche verificarsi il caso di contrarre la malattia senza l’evidenza di anticorpi dunque in forma asintomatica.
La necessità di un approfondimento dello studio immunitario nasce dalla certezza di avere un quadro completo del nostro sistema immunitario, nonché del suo funzionamento.

Avendo il quadro completo del sistema immunitario attraverso la quantificazione dei vari tipi di linfociti si è in grado di classificare in:

  • normofunzionante che ci da la certezza e la tranquillità della vaccinazioni;
  • iperfunzionante che potrebbe spiegarci il perché della sindrome di Ade, dovuta a potenziamento anticorpo dipendente;
  • ipofunzionante che è responsabile del deficit immunitario.

Purtroppo oggi è in uso la valutazione solo sierologica legata alle sole immunoglobuline (Igg ed Igm) componenti sierologici.
Oggi anche in seguito alla vaccinazione una delle complicanze maggiormente di rilievo è la trombosi, difatti lo studio di tale variante era già stato da noi suggerito anche nella fase prevaccinale. Alcune varianti di fattori della coagulazione necessitano di fare uno screening della trombofilia genetica limitandoci a quelle essenziali cioè a più alto rischio e anche ad alta diffusione. Cos’è “la trombofilia genetica”: è la predisposizione genetica ereditaria caratterizzata da un rischio aumentato di trombosi. E’ dovuto a mutazioni geniche.

In Europa in particolare si riscontrano le seguenti incidenze:

  • Fattore II (Protrombina) 3-5%
  • Fattore V e Fattore V Leiden 2/4%
  • Gene MTHFR C677T e MTHFR A1298C (solo se associato ad un aumento dell’omocisteina) 30%.

L’interazione di più fattori mutati si traduce in un aumentato rischio di trombosi non pari alla somma di rischi singoli ma in termini moltiplicativi. I fattori trombofilici sono indagati nello screening della trombofilia genetica mediante il pannello trombofilico.
Le varianti genetiche della trombofilia ereditaria sono quelle relative al Fattore II, al Fattore V Leiden all’Mthfr. L’analisi del Dna permette di identificare gli individui portatori di una specifica mutazione sia in eterozigosi che in omozigosi. Sarebbe auspicabile nei soggetti affetti anche da una delle due varianti a più alto rischio (per la presenza dei fattori II protrombina e V Leiden) prendere in seria considerazione una profilassi fatta per un periodo limitato pre e post vaccinazione con eparina a basso peso molecolare. Sarebbe opportuno un approfondimento adeguato nei soggetti affetti da coagulopatia, è inoltre necessaria una valutazione della normofunzionalità del sistema immunitario. Per effettuare questa indagine è necessario analizzare opportunatamente i parametri in grado di determinare come il sistema immunitario risponde al virus.

Invito alla collaborazione globale:
Si sollecita ancora una volta la collaborazione di tutti i popoli anche che per un’ ipotetico vaccino ideale non escludendo neppure i vecchi vaccini basati sull’utilizzo di virus inattivato vista anche l’esperienza maturata in passato.
Inoltre almeno una volta prevalesse lo spirito umanitario sul potere politico economico con tale decisione: liberalizzare i brevetti delle industrie produttrici del vaccino perchè questo non deve essere una merce.
Studio, ricerca, prevenzione sono gli strumenti da usare per uscire dalla pericolosità dell’attuale situazione pandemica, ma non sono realizzabili senza la consapevolezza del pericolo globale e, soprattutto, senza l’abbandono delle comuni strategie economiche e politiche.

*ematologo e già responsabile
del centro di Immunoematologia
dell’Aorn Santobono Pausilipon,
già componente del Consiglio
superiore di Sanità
con la collaborazione
di Fabio Perricone – Medicina clinica
e sperimentale.

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