venerdì, Settembre 30, 2022
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Finte vaccinazioni a Napoli. Misure cautelari per un infermiere e un Oss

di Ettore Mautone

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Dopo Palermo ora è Napoli al centro delle indagini sui vaccini truffa: nel capoluogo partenopeo stamani sono scattati due arresti per altrettanti sanitari (un infermiere e un operatore socio sanitario) accusati di aver effettuato finte inoculazioni presso uno degli Hub vaccinali della Asl Napoli 1, in particolare presso la ex Fagianeria del Real Bosco di Capodimonte.
Le finte dosi di vaccino sarebbero andate sprecate nell’ovatta nelle fasi immediatamente precedenti la finta puntura. Oltre trenta le persone che avrebbero invece beneficiato in maniera fraudolenta del certificato vaccinale senza averne diritto di cui 14 dipendenti pubblici e pertanto soggetti all’obbligo vaccinale.

L’INCHIESTA

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L’inchiesta, che si avvale di intercettazioni ambientali e telefoniche, è condotta dai militari del Nucleo antisofisticazioni del Nas. I due camici bianchi indagati e tratti in arresto sono dipendenti della Asl Napoli 1. A fronte della finta vaccinazione avrebbero ricevuto un compenso in denaro. La misura restrittiva è giustificata dal rischio di reiterazione del reato.

LA PREMESSA

A questo punto va fatta una doverosa premessa: ci troviamo in una fase preliminare dell’indagine e gli indagati destinatari delle misure restrittive sono da considerare estranei alle accuse loro rivolte fino a una eventuale futura sentenza di condanna definitiva ottenuta nei tre gradi di giudizio previsti dal nostro ordinamento giudiziario. Di più: le indagini, le misure restrittive e gli altri provvedimenti dell’autorità giudiziaria sono da considerare meri strumenti di accertamento e di indagine rispetto a una ipotesi di reato da provare in un processo allo stato nemmeno previsto (serve il rinvio a giudizio) e dunque non sono da considerare prove a carico degli indagati.

LA PROCURA

A condurre le indagini è il Pool “manipulite” della Procura di Napoli. L’inchiesta giudiziaria è partita sulla scorta di una denuncia presentata dalla Asl Napoli 1 a fronte di alcune anomalie riscontrate negli hub vaccinali in cui sono stati condotti approfondimenti. I due indagati sono sotto inchiesta per il reato di corruzione, atti contrari ai doveri d’ufficio, peculato e falso in atto pubblico.
Titolare dell’indagine è il pm Henry John Woodcock sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli. Tra i destinatari beneficiari, dietro un compenso in danaro, del certificato vaccinale fasullo, sarebbero dipendenti pubblici di categorie soggetti ad obbligo vaccinale.
“Per delega del Procuratore della Repubblica – si legge in una nota diffusa dall’autorità giudiziaria – al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Sezione seconda della Procura della Repubblica di Napoli, i militari del Nas hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere e del divieto di espatrio, emessa dal Giudice per le Indagini preliminari nei confronti di due dipendenti dell’Asl Napoli 1 gravemente indiziati, in concorso tra loro, dei reati prima elencati.
In particolare gli indagati, nelle loro rispettive qualità di infermiere professionale addetto all’effettuazione delle vaccinazioni presso un HUB vaccinale di Napoli e di operatore socio sanitario, avrebbero posto in essere una serie di condotte criminose, consistite, da parte dall’infermiere, nel simulare l’inoculazione del siero vaccinale Covid – 19 nei confronti di oltre trenta persone, reclutate dall’altro indagato, previa consegna di danaro pari ad euro centocinquanta (150,00) per ciascuna della vaccinazioni simulate.
Le dosi di vaccino sarebbero state disperse in un batuffolo di ovatta, utilizzato per simulare l’inoculazione. In seguito alla presunta falsa attestazione di avvenuta vaccinazione, i pazienti avrebbero ottenuto, pur non avendo titolo, la “certificazione verde anti – Sars – Cov-2”.
Le indagini hanno inoltre evidenziato che quattordici soggetti, cui sarebbe stato falsamente inoculato il vaccino, risultano appartenere a categorie di lavoratori per le quali è previsto l’obbligo di vaccinazione al fine di ottenere il rilascio del cosiddetto Green Pass e proseguire nello svolgimento delle rispettive mansioni. Le persone tratte in arresto – conclude la nota della Propria – sono Giuliano Di Girolamo e Rosario Cirillo.

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