martedì, Ottobre 19, 2021
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Fibrosi cistica: approvati nuovi farmaci per il trattamento

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Il Cda di AIFA (Agenzia italiana del farmaco) ha approvato e dato il via libera all’immissione in commercio di nuovi farmaci per il trattamento della Fibrosi cistica.

Questa è l’importante novità riguardante la Fibrosi cistica, una malattia genetica autosomica recessiva causata da una mutazione a carico del gene CFTR localizzato sul cromosoma 7  con un’incidenza di un bambino su duemilacinquecento nati circa, che colpisce le ghiandole esocrine dell’organismo e quindi principalmente l’apparato gastrointestinale, respiratorio e genitourinario con relative disfunzioni e manifestazioni cliniche di varia entità.

Come riportato nel comunicato AIFA “la principale novità è rappresentata dall’associazione di due farmaci: Kaftrio, una combinazione di tre principi attivi (ivacaftor/tezacaftor/elexacaftor), e Kalydeco (ivacaftor). Attualmente i pazienti registrati e seguiti nel nostro Paese sono oltre 5.000. I farmaci saranno disponibili, a totale carico del SSN, per tutti i pazienti che rientrano nelle indicazioni approvate dall’EMA dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, prevista entro il 3 luglio 2021”

L’associazione di tali farmaci, grazie alle loro caratteristiche, permetterà un’azione sinergica con miglioramento della sintomatologia clinica e relativa prognosi della malattia, come si evince anche dalle parole del direttore generale Nicola Magrini: “Si tratta di un significativo passo avanti nel trattamento della fibrosi cistica che aveva finora a disposizione trattamenti solo parzialmente efficaci. Grazie all’accordo raggiunto, il SSN metterà a disposizione in modo gratuito questo farmaco per tutti i pazienti per i quali ci sono evidenze di beneficio”.

Un passo molto importante nella cura della Fibrosi cistica dopo anni di ricerca, studi e investimenti che stanno dando i loro frutti e che devono essere considerati non un punto d’arrivo ma di partenza per altri nuovi traguardi. Concetto rafforzato anche dal Presidente del CdA, Giorgio Palù: “L’auspicio è che l’impegno di spesa per i farmaci innovativi sia considerato per il Paese non un mero costo, ma un fattore di investimento in salute e in ricerca e sviluppo”.

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