venerdì, Agosto 19, 2022
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Fase 2, i problemi acustici rischiano di isolare 7 milioni di Italiani.

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Sono per lo più over 65 e rappresentano il 12,1% della popolazione italiana le persone con problemi di udito che in questo periodo di emergenza per il Coronavirus hanno dovuto far fronte ad un altro tipo di isolamento, quello acustico, facendo i conti con la gestione del distanziamento sociale. Circa 7 i milioni di italiani con problemi d’udito durante il lockdown sono stati infatti a rischio di isolamento acustico. Il protrarsi della situazione potrebbe pesare ulteriormente sulle persone più fragili.

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Si va dalle difficoltà a percepire le voci sussurrate che riguarda il 45,5%, che indica che questo accade a volte (32,3%) o frequentemente (13,2%), alla necessità di chiedere alle persone di ripetere ciò che hanno detto (54,7%) fino alla difficoltà di sentire i programmi alla TV o alla radio (26,9%). Secondo Anifa, l’associazione di Confindustria Dispositivi Medici, che rappresenta le aziende che producono e commercializzano dispositivi medici per l’udito, per circa 3 mesi, durante la fase di lockdown, quasi nessuno si è presentato nei centri acustici per sottoporsi a prove e ancor meno sono le persone che hanno avviato il percorso di rimediazione. Solo pochi centri acustici hanno lavorato su appuntamento, gestendo limitate richieste. A rilento anche l’iter autorizzativo da parte delle ASL di competenza, i collaudi e i rinnovi.

IL VALORE SOCIALE DELL’AUDIOPROTESI

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