venerdì, Agosto 19, 2022
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Farmacovigilanza: i Farmaci non sono caramelle!

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[dropcap color=”#000000″ style=”style-1″ background=”#ffffff” ] L'[/dropcap]Ateneo Vanvitelli informa sui rischi che comporta l’uso inappropriato dei farmaci nel trattamento dello scompenso cardiaco, del diabete e in generale nel paziente anziano con comorbidità.
Nello specifico sono oggetto della campagna: Il rischio di interazione tra farmaci e tra farmaco e patologia nel trattamento dello scompenso cardiaco e del diabete nel paziente anziano.
La Polifarmacoterapia nel paziente anziano con comorbidità: come ottimizzare la terapia e prevenire le reazioni avverse da farmaci

CHE COS’È LA POLIFARMACOTERAPIA

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La polifarmacoterapia è l’assunzione nel corso della giornata di diversi farmaci per la cura di disturbi di varia natura. Costituisce un problema frequente nel trattamento dei malati cronici e rappresenta anche un rischio per la salute degli anziani perché predispone allo sviluppo di effetti avversi. La politerapia e la polifarmacoterapia rappresentano tra i più importanti fattori di rischio per insorgenza di reazioni avverse da farmaci ritenute responsabili, tra l’altro, di scarsa qualità di vita, ospedalizzazioni ripetute ed incremento dei costi e della mortalità. Una problematica specifica riguarda l’uso dei farmaci da banco che nei paesi occidentali sta diventando un fenomeno di crescente rilevanza.

EFFETTI AVVERSI

Gli effetti avversi ai farmaci sono gli eventuali effetti indesiderati di un farmaco impiegato alle dosi terapeutiche che possono insorgere in qualsiasi paziente; certo è che alcune caratteristiche proprie dell’anziano ne rendono un soggetto ad alto rischio. Tuttavia, è noto che almeno il 90% degli effetti avversi da farmaci che avvengono nella popolazione anziana è prevedibile e, quindi, potenzialmente prevenibile.

INTERAZIONE FARMACO-FARMACO

Sono modificazioni dell’effetto di un farmaco dovute all’uso contemporaneo di più farmaci. Le classi farmacologiche più comunemente coinvolte sono: gli antipsicotici, gli antiaggreganti o anticoagulanti, gli ipoglicemizzanti, gli anti-infiammatori e le benzodiazepine. Un rischio molto frequente nel paziente anziano è il cosiddetto “effetto a cascata”.

L’EFFETTO A CASCATA

Per effetto a cascata si intende la comparsa di effetti collaterali che non vengono riconosciuti come tali e pertanto vengono interpretati come un nuovo disturbo per il quale viene prescritto un nuovo farmaco. Il nuovo farmaco può a sua volta determinante ulteriori effetti avversi o interazioni inaspettate, magari nuovamente mal interpretate dal medico, e così via. Un farmaco utilizzato per trattare una patologia o un sintomo può provocare un nuovo disturbo fino a quel momento non presente. Pertanto è importante consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi nuovo farmaco, compresi i farmaci da banco, e segnalare l’eventuale comparsa di effetti indesiderati.

CINQUE

Cinque è il numero di farmaci indicato oltre il quale le interazioni tra farmaci, anche non prevedibili, aumentano esponenzialmente. Un aspetto ulteriormente allarmante è la possibile interazione con le erbe medicinali (spesso di utilizzo comune) o di alcuni farmaci assunti “al bisogno” (come gli anti-infiammatori o le benzodiazepine). Inoltre, ci sono fattori legati al metabolismo dei farmaci che possono causare un aumento della tossicità farmacologica o una riduzione dell’effetto terapeutico. Un altro aspetto molto importante, e che può determinare l’insorgenza di effetti collaterali da farmaci, è la scarsa aderenza alla terapia. Questo accade più frequentemente in corso di politerapia, se la prescrizione è troppo complessa da essere seguita in presenza di decadimento cognitivo. Necessario è la valutazione del supporto familiare e sodale e l’individuazione di strategie che facilitino la corretta aderenza terapeutica (anche con l’utilizzo di nuove tecnologie, come gli smartphone, se necessario).

L’efficacia del trattamento e della gestione di una patologia richiede non solo attenzione da parte del medico di base o dello specialista, ma anche e soprattutto un ruolo attivo del paziente che adeguatamente sensibilizzato e responsabilizzato dal personale sanitario impara a riconoscere i più comuni eventi avversi alla terapia e a comunicarli tempestivamente al proprio medico aiutandolo così a curarlo meglio.

Per saperne di più, scarica l’opuscolo informativo su: http://www.damss.unicampania.it/farmacovigilanza

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