giovedì, Agosto 11, 2022
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Fari sul Parkinson a Messina

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[dropcap color=”#000000″ style=”style-1″ background=”#ffffff” ] “Il [/dropcap]Parkinson è una delle malattie più insidiose e silenti quando esplode è un grande problema dal punto di vista terapeutico e gestionale. Per questo l’attenzione mondiale su questa patologia è massima. Non è una malattia preoccupante in termine di numeri, ma è opportuno riflettere sull’evoluzione e organizzazione delle cure e sulle possibilità riabilitative che oggi abbiamo a disposizione. La conoscenza, la cultura e la tecnologia sono strumenti con i quali rispondiamo alla malattia di Parkinson che, purtroppo, non è ancora guaribile, ma sulla quale i progressi sono notevoli”. A dirlo e’ stato Dino Bramanti, direttore scientifico dell’Irccs Centro neurolesi ‘Bonino Pulejo’ di Messina, durante il convegno ‘Quando il gioco si fa duro: strategie terapeutiche e riabilitative del paziente con Parkinson in fase complicata’, che si e’ svolto a Messina, la due giorni di approfondimento sulla malattia di Parkinson, in occasione della ‘Giornana nazionale 2019’ dedicata alla malattia. Al centro dell’incontro, promosso dal Centro ‘Bonino Pulejo’, con il patrocinio del Comune di Messina, della Camera di Commercio di Messina e dell’Associazione italiana donne medico, le strategie terapeutiche e le nuove tecnologie riabilitative virtuali. I lavori del convegno sono stati introdotti dal direttore generale dell’Irccs ‘Bonino Pulejo’ Vincenzo Barone e dal direttore sanitario, sempre dell’Ircss, Giuseppe Rao.
“Sono circa 250mila i malati di Parkinson in Sicilia – ha rammentato Silvia Marino, neurologo del’Ircss Centro Neurolesi Bonino Pulejo -. Si tratta di una patologia altamente invalidante per il paziente e impattante anche per le famiglia o per chi se ne prende cura. Voglio dare, però, un messaggio di speranza – prosegue Marino – oggi abbiamo numerose terapie che riescono a ridurre e rallentare la progressione della malattia, se diagnosticata in tempo. E la diagnosi tempestiva è un passaggio importante: come importante è la rete che va fatta per combattere il Parkinson a partire dai centri di riferimento che se ne occupano sul territorio, i medici di base e di medicina generale”.
Il convegno che si è articolato in tre sessioni, mattina e pomeriggio, ha analizzato, in particolare, la fase più avanzata e complicata della malattia e i suoi molteplici aspetti. Per tali motivi le relazioni hanno coinvolto l’insieme delle figure professionali fondamentali e di riferimento per la cura e l’assistenza dei pazienti affetti da Parkinson.
Un focus, poi ha riguardato, l’utilizzo della innovativa MRgFus, una tecnologia che è in dotazione in Italia all’Irccs Neurolesi ‘Bonino Pulejo’ e in soli altri quattro centri della Penisola. “L’MrgFus – spiega il neurologo dell’Ircss di Messina Giuseppe Di Lorenzo – utilizza ultrasuoni focalizzati, guidati dalla risonanza, che creano delle lesioni (ustioni) all’interno del cervello in zone da noi controllate e queste lesioni migliorano dei sintomi del Parkinson. Questa tecnica ci darà la possibilità anche in futuro di trattamenti ancora migliori”.
I neurochirurghi Angelo Lavano e Domenico La Torre, rispettivamente ordinario e associato di di Neurochirurgia all’Università degli Studi ‘Magna Graecia’ hanno fatto il punto sui trattamenti chirurgici per il Parkinson: in particolare la Dbs, Stimolazione cerebrale profonda (Dbs) per il trattamento dei disordini del movimento. La Dbs prevede in ogni caso l’effettuazione di un piccolo foro all’interno del cranio e l’introduzione di elettrodi nell’encefalo, anche se i nuovi sviluppi prevedono l’uso degli ultrasuoni focalizzati.
In contemporanea, nella sede del Caren Lab dell’Irccs Bonino Pulejo, in contrada Casazza, si è tenuto un simposio internazionale per approfondire l’uso delle avanzatissime tecniche e tecnologie riabilitative virtuali presenti nella struttura. Qui il confronto è stato tra esperti mondiali, provenienti da Stati Uniti, Gran Bretagna, Olanda e Austria. Ad aprire il simposio, in video conferenza, i saluti del direttore amministrativo dell’Irccs di Messina, Maria Felicita Crupi, mentre i lavori sono stati coordinati dalla dottoressa Emanuela Mazzon, responsabile di Neuroimmunologia, Neurologia sperimentale e Biologia molecolare del Centro Neurolesi.

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