venerdì, Gennaio 21, 2022
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False vaccinazioni Covid: sospesa infermiera di Palermo

di Ettore Mautone

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Il Consiglio direttivo dell’Ordine degli infermieri di Palermo ha sospeso l’infermiera propria iscritta coinvolta nell’inchiesta giudiziaria sulle false vaccinazioni all’Hub della Fiera del Mediterraneo. Lo stesso provvedimento è stato adottato per altri due infermieri accusati dalla Procura che indaga di presunti maltrattamenti e torture che sarebbero stati inflitti agli ospiti della Casa di cura di Castelbuono.

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Una premessa è in questi casi d’obbligo: siamo in una fase preliminare dell’inchiesta giudiziaria che ipotizza gravi comportamenti dei professionisti indagati, di assoluto rilievo penale. Le gravi accuse vanno confermate nelle successive fasi dell’indagine e nell’eventuale processo se vi sarà il rinvio a giudizio. Fasi nel corso delle quali, i soggetti destinatari delle accuse avranno ampiamente modo di dimostrare la loro eventuale innocenza.
Ciò detto la cronaca di oggi rimanda ad uno scenario inquietante confortato da intercettazioni e un’ampia documentazione. Alle notifiche, all’Ordine degli infermieri, degli atti giudiziari da parte della Procura che indaga, l’Ente di autogoverno dei camici bianchi ha applicato i provvedimenti previsti in questi casi, ossia la sospensione dall’Ordine.

Al termine del procedimento giudiziario si potrà poi procedere sul piano disciplinare per eventualmente applicare le sanzioni previste dal regolamento ordinistico sulla scorta delle gravi violazioni sul piano deontologico e professionale ipotizzate nelle indagini. Sanzioni che andrebbero fino alla radiazione.

IL PRESIDENTE
“Siamo e saremo inflessibili con chiunque tradisca il nostro giuramento e venga meno al proprio dovere etico, morale e professionale” scrive in una nota affidata alle agenzie e agli organi di stampa l’Ordine degli infermieri di Palermo. “Abbiamo seguito la tempistica e l’iter previsto per legge – commenta il presidente Nino Amato – intervenendo con fermezza e senza tentennamenti per sanzionare infermieri che sono al centro di due vicende raccapriccianti verso cui esprimiamo totale sdegno e condanna”. Amato rimarca come “queste aberrazioni ledano l’immagine di migliaia di professionisti seri che con senso del dovere ed abnegazione svolgono ogni giorno il loro compito laddove ce n’è bisogno”. “Noi giuriamo di difendere e garantire la salute altrui e siamo fieri di farlo, questa è la nostra missione – aggiunge Amato –siamo e saremo sempre inflessibili verso chi tradisce il nostro giuramento e viene meno al proprio dovere etico, morale e professionale”.

LA VICENDA
La vicenda giudiziaria nasce nella settimana che precede il Natale: è il 21 dicembre quando gli agenti della Digos di Palermo eseguono un decreto di fermo nei confronti di tre persone, indagate per corruzione, falso ideologico in atto pubblico e peculato. Tra i fermati c’è anche un leader locale del movimento No Vax.
Sotto i riflettori delle indagini è finita un’infermiera che presta servizio all’ospedale Civico e che, secondo l’accusa, avrebbe simulato la inoculazione di vaccini nell’hub della Fiera del Mediterraneo a fronte di dazioni di danaro (fino a 400 euro per ogni finta iniezione). La simulazione avrebbe coinvolto altri due indagati e anche a due parenti di uno dei réi. Le intercettazioni telefoniche e ambientali e alcune riprese video presso il centro di vaccinazione avrebbero consentito agli investigatori di sostenere nell’istruttoria le gravi accuse. L’infermiera, in base alle ricostruzioni degli investigatori, avrebbe effettuato altre otto false vaccinazioni tra cui ci sarebbe anche una sua collega addetta anch’essa alle vaccinazioni presso l’hub e finanche un esponente delle forze dell’ordine di Palermo.
La Procura, alla luce degli accertamenti investigativi, ha inoltre disposto il sequestro preventivo dei dati informatici inseriti nella piattaforma nazionale ‘Digital green certificatè del ministero della Salute attraverso la quale vengono rilasciati i Green pass: una mossa per bloccare i certificati verdì degli indagati.
Le modalità per effettuare la finta puntura prevedevano lo svuotamento della siringa preparata precedentemente in una garza in cotone mentre l’inserimento nella spalla del vaccinando avveniva senza inoculare nulla. Gli agenti della Digos hanno filmato tutto, compresi i contatti compresi i contatti tra chi doveva sottoporsi alla finta vaccinazione e l’infermiera indagata. La Procura esclude al momento il coinvolgimento dei medici e dei funzionari che gestiscono l’hub della Fiera.
Analoghe inchieste su vaccinazioni truffa perpetrati anche con altri meccanismi, compresa la forzatura delle porte di accesso di farmacie e altre strutture alle piattaforme verdi sono in corso in queste settimane in altre regioni italiane tra cui Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Campania e Veneto.

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