venerdì, Agosto 19, 2022
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Ex Ilva,Studio Sentieri : 600 bambini nati con malformazioni a Taranto.

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[dropcap color=”#000000″ style=”style-1″ background=”#ffffff” ] D[/dropcap]al 2002 al 2015, a Taranto sono nati 600 bambini con malformazioni congenite, “con una prevalenza superiore all’atteso calcolato su base regionale”. E si sono registrati oltre 40 tumori in età pediatrica e nel primo anno di vita. Nell’arco di 14 anni, questo è il dato che emerge nel Rapporto di Valutazione del Danno Sanitario per lo stabilimento ArcelorMittal (ex Ilva) di Taranto, pubblicato sul sito del Ministero dell’Ambiente.

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Nel documento si precisa che “sono risultate superiori al numero di casi attesi le malformazioni congenite del sistema nervoso e degli arti. L’eccesso del 24% osservato per le malformazioni congenite dell’apparato urinario è invece ai limiti della significatività statistica”.

“Con questo governo i ministeri della Salute, dello Sviluppo economico, dell’Ambiente e il ministro del Sud stanno lavorando insieme con l’obiettivo di fare chiarezza, aggiornando tutti i dati in nostro possesso e mettendoli, finalmente, a sistema. I cittadini di Taranto non devono più sentirsi soli o, peggio ancora, abbandonati”. Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Giulia Grillo. Lo riporta l’ANSA.

Il leader dei Verdi, Angelo Bonelli denuncia: “Il governo nazionale ha deciso di non presentare nel mese di maggio scorso l’indagine epidemiologica rinviando la presentazione al mese di luglio ovvero dopo le elezioni europee; l’attuale governo pentastellato sta facendo esattamente la stessa cosa che fece il governo con ministro dell’ambiente Clini quando attese sei mesi prima di presentare l’indagine aspettando la forma dell’autorizzazione aberrante all’Ilva”. “Da uno stralcio dell’indagine epidemiologica – continua – si legge che a Taranto si continua a morire e i rischi di morte legati all’inquinamento sono aumentati nonostante le rassicurazioni del governo che tutto va bene e le accuse di allarmismo fatte contro gli ambientalisti’’

A questo allarme il ministro risponde precisando che i dati epidemiologici del V Studio Sentieri riguardano il periodo 2006-2013. “I ministeri della Salute e dell’Ambiente, inoltre, stanno lavorando – conclude – per arrivare al 24 giugno con le modifiche al decreto sulla valutazione del danno ambientale alla salute con elementi di elevata valutazione predittiva. I due ministeri altresì stanno accelerando le procedure di bonifica. Con la Regione Puglia e l’ASL di Taranto sono stati sbloccati investimenti per acquisizione di tecnologia diagnostica e terapeutica delle patologie oncologiche”. I risultati dell’aggiornamento dello studio Sentieri indicano che nel Sin di Taranto “la mortalità generale e quella relativa ai grandi gruppi è, in entrambi i generi, in eccesso rispetto a quanto si osserva nel riferimento ad eccezione della mortalità per malattie dell’apparato urinario”. Si aggiunge che “nella popolazione residente (uomini e donne) risulta aumentato anche il rischio di decesso per le patologie considerate a priori come associate all’esposizione industriale specifica del sito in particolare per il tumore del polmone, mesotelioma della pleura e per le malattie dell’apparato respiratorio, in particolare per le malattie respiratorie acute tra gli uomini e quelle croniche tra le donne”. Lo studio Sentieri, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, riguarda complessivamente 45 siti. L’analisi di mortalità e ospedalizzazione è aggiornata al 2013; per 22 siti, serviti da Registri Tumori, l’incidenza oncologica è relativa a coperture temporali che vanno dal 2006 al 2013, con variazioni sito per sito”. Nel Sin di Taranto, relativamente all’età pediatrico-adolescenziale-giovanile, “il quadro della mortalità generale è sostanzialmente in linea o in difetto rispetto all’atteso nelle diverse classi di età considerate, ma l’elevata incertezza delle stime non consente di delineare un chiaro profilo di mortalità”. Dallo studio si rileva che “sono stati registrati 173 casi di tumori maligni nel complesso delle età considerate (0-29 anni), dei quali 39 in età pediatrica e 5 nel primo anno di vita. (ANSA).

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