sabato, Gennaio 22, 2022
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Entusiasmo e competenze per la salute dei più fragili

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“Il nostro lavoro professionale nell’ambito della prevenzione è centrale e allo stesso tempo trasversale nell’ambito della prevenzione primaria e della Sanità pubblica”.

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Così esordisce Maria Rosaria Nappi Assistente sanitario presso la Asl Roma 1 dove lavora nel dipartimento di prevenzione igiene e sanità pubblica. Unità operative messe duramente alla prova durante la pandemia sebbene dimenticate negli ultimi anni caratterizzati dai tagli alla Sanità del territorio. Un ruolo che invece oggi torna di primo piano e di rilievo assoluto nella garanzia della Salute dei cittadini.

“Ci sono diversi servizi all’interno dei dipartimenti prevenzione che non tutti conoscono – spiega Nappi – si va dall’Igiene e sanità pubblica alla Medicina del lavoro, dall’Igiene degli alimenti ai consultori fino agli screening”.
Un lavoro prezioso, minuzioso, continuo e certosino, prossimo ai bisogni della popolazione e dei cittadini assistiti. Svolto a stretto contatto di gomito con la direzione sanitaria. Interventi di promozione della salute e gestione delle malattie infettive sono il pane quotidiano di questa figura professionale inserita nell’alveo delle 19 professioni dell’Ordine Tsrm e Pstrp.

Una cinghia di trasmissione fondamentale ma poco appariscente della sempre citata ma poco praticata integrazione tra ospedale e territorio.
Un assistente sanitario – spiega ancora Nappi – è un professionista che si occupa educazione e informazione sanitaria a 360 gradi nel rapporto con gli utenti. Un esempio? Le vaccinazioni “che non si riducono alla puntura al braccio ma sono un atto che abbraccia tutto quello che c’è dietro nella organizzazione e presa in carico del paziente, dal counseling pre e post vaccinale alla educazione alla Salute guardano anche ai giovani, alla parte scolastica a quelle realtà che ci permettono di andare a dare delle informazioni per educare rispetto al rischio per la salute a tutto tondo che si scopre e riconosce compiutamente poi in età adulta”.

Riflettori puntati dunque sulle patologie trasmissibili per via sessuale. La disinformazione corre sul web o con il passaparola. Necessario un costante confronto e una solida relazione, anche di fiducia, con i giovani e i ragazzi. L’attenzione degli assistenti sanitari è massima, il disagio sociale viene toccato con mano da questi professionisti della Salute.

“Nell’esperienza della Asl Roma 1 lavoriamo molto nei campi Rom, nelle comunità e con casi di marginalità particolari. L’obiettivo è creare un clima di fiducia, ci vuole tempo, anni di lavoro, passione, impegno e dedizione”.

Sotto la lente i determinanti di salute pubblica che rientrano “nell’armamentario” dell’Assistenza sanitario.

“Fattori importanti – conclude la nostra interlocutrice – che abbiamo visto all’opera in particolare in questo momento di pandemia dove le comunità identificate come comunità deboli, fragili, sono state le più colpite e dunque più bisognose di sapere e di avere servizi. In questo ambito effettivamente abbiamo dovuto far capire agli “ultimi” l’importanza della prevenzione e l’importanza di relazionarsi con servizi che hanno continuato ad esistere ed erogare prestazioni portandosi prossimi agli assistiti anche se, per anni, abbiamo lavorato per cercare di portare gli utenti verso i servizi e non i servizi agli utenti”.

Un lavoro indubbiamente difficile in questa pandemia, che ha dato la conferma del lavoro che serve sul fronte delle cure e degli interventi medici e sanitari di prossimità. Aver vaccinato la maggioranza, oltre il 70 per cento, dei cittadini dei campi Rom della capitale caratterizzati da distanza e diffidenza con un’opera di alfabetizzazione sanitaria e civile è stato pertanto uno dei migliori risultati conseguiti dagli assistenti sanitari del dipartimento di prevenzione della Asl Roma 1 . Risultati non a caso pii estesi alle Rsa, Case di cura e strutture di rifugiati.

“Nella regione Lazio – conclude Nappi – alla luce della pandemia emerge una sensibilità nuova alle politiche sanitarie che ha portato alla assunzione assistenti sanitari che da 30 anni non veniva fatto. Giovani che porteranno entusiasmo e competenze”.

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