martedì, Agosto 16, 2022
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Emergenza medici: ma come siamo messi con le altre professioni sanitarie?

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[dropcap color=”#000000″ style=”style-1″ background=”#ffffff” ] L[/dropcap]a carenza di personale sanitario non riguarda solo i medici. Da più regioni italiane arriva l’allarme della carenza di personale infermieristico, tecnico sanitario, logopedisti, Oss e altri camici bianchi.
Prendiamo la Basilicata: qui i sindacati denunciano: “E’ diventato grave e pesante il carico di lavoro degli operatori del comparto dovuto in primis alla carenza di personale e poi, conseguentemente, per le funzioni non proprie che gli stessi sono chiamati a svolgere rinunciando a molte delle funzioni tipiche della propria attività professionale. Siamo molto preoccupati per le quotidiane segnalazioni che riceviamo dagli operatori delle Aziende sanitarie della Basilicata, le quali evidenziano la carenza di personale e i conseguenti carichi di lavoro che medici, infermieri e tutto il personale del comparto sono costretti a patire ogni giorno”. Non a caso al san Carlo di Potenza si segnala il primo bando in Italia per medici oensionati disposti a lavorare su base volontarie in varie aree specialistiche.
In Toscana i sindacati accusano una considerevole carenza di infermieri e personale Oss in tutte le strutture sanitarie pubbliche.
In Campania il Commissario straordinario dell’Asl Napoli 1 dice che la carenza di medici e personale sanitario è “frutto di decisioni scellerate prese molti anni fa, una su tutte il blocco del turn over, che ha rigenerato i bilanci delle aziende sanitarie ma ha purtroppo anche creato una crisi di risorse umane”. E in effetti in Campania, dove lo sblocco del turn over è scattato nel 2015 il problema è la lentezza dei concorsi, la risposta tiepida dei medici che sono pochi in alcune aree disciplinari, la difficoltà a reclutare medici per le prime linee per cui la Regione pensa di adottare il modello Toscano avviando alla formazione medici abilitati previso corso biennale di formazione per l’emergenza ma l’obiezione è che così si svuotano i corsi di formazione specialistica.
In Sicilia il presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo -Toti Amato- il presidente dell’Ordine degli Infermieri di Palermo – Francesco Gargano- e il responsabile regionale di Cittadinanzattiva -Giuseppe Greco – denunciano che il sistema sanitario regionale è vicino al collasso.
In Molise, sempre più caso nazionale, per far fronte alla gravissima carenza di medici il Ministro della Difesa Trenta “stiamo pensando di inviare medici militari”.
In Lombardia la carenza di personale sanitario, in particolare presso le aziende sanitarie milanese, la Fials si mobiliterà per sensibilizzare la cittadinanza in modo forte e di far sentire la propria vicinanza al personale in servizio costretto sa lavorare in condizioni precarie.
Purtroppo l’errata programmazione sanitaria, il blocco del turn over degli ultimi anni e “quota 100” stanno mettendo a dura prova la tenuta dell’intero sistema sanitario. Ad incidere sulla situazione si mette pure la ricerca di personale sanitario da parte del Regno Unito dove da anni si fronteggia tale fenomeno ricorrendo all’assunzione di professionisti provenienti dai paesi europei, Italia compresa.

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Questa foto, risalente al 2013 durante un soggiorno a Londra, è emblematica perché denunciava il malsano rapporto tra numero di infermieri per numero di pazienti. E’ questo lo scenario che si prospetta in Italia? Ed è sufficiente il decreto Calabria appena approvato dal governo che consente di reclutare medici specializzandi nei concorsi? Sono molti gli addetti ai lavori della Sanità ad avere seri dubbi

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