martedì, Ottobre 19, 2021
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Emergenza e urgenza territoriale: siglata “La Carta di Riva”. Assistenza efficace e omogenea su tutto il territorio nazionale

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Siglata nei giorni scorsi, a Riva Del Garda, nell’ambito del 2° Congresso nazionale sulle cure in emergenza e urgenza, La “Carta di Riva”.
Un documento di sintesi in cui sono condensati ed elencati i passi necessari che la politica deve compiere per raggiungere un unico ed efficiente modello di attività delle reti di emergenza e urgenza dei territori delle singole regioni e per superare le disparità territoriali oggi esistenti. Le lacune e affrontare, le urgenze di un servito salvavita messo alle corde dalle carenze di personale, le necessità di una rete dei soccorsi e delle cure di prima linea che occorre rendere omogenee su tutto il territorio nazionale. Per la prima volta professionisti sanitari e volontari si sono trovati d’accordo nel riassumere, all’interno di un unico documento, principi, procedure suggerimenti operativi atti a superare le attuali difficoltà a oltre venti anni dalla nascita del sistema unico dei soccorsi nelle Regioni.

Da un’analisi condotta dalla Siems (Società italiana Emergenza sanitaria) e dalla Siiet (Società italiana infermieri emergenza territoriale) sul Sistema 118 in Italia, emerge infatti una realtà in cui elementi essenziali, quali la composizione dell’equipe sui mezzi di soccorso, l’applicazione di protocolli per la somministrazione da parte degli infermieri di farmaci salvavita, nonché la formazione del personale, risultano frammentati e disomogenei nelle 110 province analizzate. “Fare il punto per evitare pericolosi passi indietro” il titolo emblematico attribuito ai lavori del congresso che ha visto alternarsi circa 300 relatori in 23 sessioni e 14 workshop (oltre a tavole rotonde e simulazioni in alta fedeltà).
Sono tredici i punti chiave fissati dal documento considerati imprescindibili per il cambiamento e il miglioramento del Sistema dei soccorsi in urgenza in Italia. Si va dal superamento della frammentazione dei modelli gestionali all’obbligo di integrazione delle centrali operative 118 con la Cur (Centrale unica di risposta) e con il Nue 112 (Numero unico di emergenza), dalla realizzazione della massima integrazione tra tutte le componenti del SSN alla valorizzazione delle figure professionali mediante il rafforzamento e la migliore declinazione delle rispettive competenze.E poi, valorizzazione del personale infermieristico nelle centrali operative e nei Pronto soccorso, più spazio alle elevate competenze infermieristiche in ambito di emergenza preospedaliera, valutazione delle performance, definizione di un sistema unico nazionale di monitoraggio della qualità delle prestazioni erogate per il miglioramento continuo delle procedure. E ancora: riconoscimento formale nel sistema di emergenza urgenza delle associazioni di volontariato e Odv (Organizzazioni di volontariato, utilizzo di forme omogenee di reclutamento del personale, valorizzazione strutturale del personale sanitario nel sistema di emergenza preospedaliera ed ospedaliera, valorizzazione nel sistema di emergenza del personale sanitario “senior” e per finire ma non ultima la necessità di una norma nazionale che regolamenti le competenze e i conseguenti standard formativi della componente tecnica del sistema di soccorso.

L’evento apre un importante scenario di riflessioni su come tutta la Comunità dei professionisti sanitari e il mondo del volontariato abbia accolto con entusiasmo questo appuntamento e come per la prima volta si sia registrata un’elevata attenzione da parte delle forze politiche nei confronti proprio dei professionisti sanitari su un tema, le cure in urgenza e la rete dei soccorsi, che catalizza quotidianamente l’attenzione delle cronache dai territori per numerosi falle e disservizi per la maggiora parte attribuibili alla organizzazione delle reti di soccorso,
Da tempo, del resto, si discute, ad ogni livello sull’importanza di un dialogo aperto tra le istituzioni e le realtà del sistema emergenza – urgenza che da 30 anni rappresenta un’importante realtà ed opportunità nella quale acquisire competenze trasversali ed avanzate e che durante la Pandemia in corso ha dimostrato di essere un’efficiente punto di riferimento all’interno del Servizio sanitario nazionale.
Auspichiamo quindi che questo evento possa rappresentare una concreta e preziosa opportunità per un’attenta analisi delle criticità del Sistema Emergenza – Urgenza, al fine di poterle fattivamente superare attraverso un intervento di modifica strutturale del sistema stesso. Intervento questo che sarà possibile anche grazie ai 15,6 miliardi di euro del Pnrr che verranno investiti proprio per la Sanità.
E confidiamo anche finalmente in un riconoscimento formale delle associazioni di volontariato che operano quotidianamente senza mai risparmiarsi al fianco degli operatori sanitari e delle istituzioni in maniera capillare su tutto il territorio nazionale. Infine ci auguriamo che questa possa rappresentare uno stimolo anche per lavorare ad una Norma che regolamenti le competenze e gli standard formativi della componente tecnica impiegata nelle reti dei soccorsi

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