martedì, Agosto 16, 2022
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Emergenza Covid-19 e “Smart working”: postura e sindromi algiche. Le 15 regole del posturologo

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In piena emergenza Covid19, tante sono le problematiche ad esso correlate;l’inattività, la vita sedentaria, le abitudini alimentari sbagliate, la rinuncia allo sport e soprattutto l’incremento dello “smart working”, termine che sentiamo molto spesso, poiché viene tanto pubblicizzato come modalità di lavoro agile e sicuro che promette di lavorare senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro grazie all’uso della Tecnologia.

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Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha emanato in data 1 marzo 2020 il nuovo decreto che interviene sulle modalità di accesso allo “smart working” confermata anche dal decreto del 4 marzo 2020. Nella legge 81/ 2017, si pone l’accento su una flessibilità organizzativa, sulla volontarietà delle parti che sottoscrivono l’accordo individuale e sull’utilizzo di strumentazioni che consentono di lavorare da remoto.
Mariano Corso, Responsabile scientifico dell’osservatorio “ smart working” Politecnico di Milano ha così definito lo “smart working”: “Smart working significa ripensare il telelavoro in un’ottica più intelligente, mettere in discussione i tradizionali vincoli legati al luogo orario lasciando le persone maggiore autonomia nel definire le modalità di lavoro a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati. Autonomia, ma anche flessibilità, responsabilizzazione, valorizzazione dei talenti e fiducia diventano dei principi chiave di questo nuovo approccio”.

Benefici dello “smart working” sono, secondo gli ultimi studi: il risparmio per l’impresa, la diminuzione dell’inquinamento e anche il miglioramento dell’organizzazione familiare soprattutto per le donne. Attenzione però, stampanti pc e accessori informatici fanno registrare aumenti fino al 250% e, l’incremento dei prezzi dei dispositivi necessari varia da un 9,8% per i computer portatili a uno 24,2% per le stampanti.Tuttavia il cosiddetto “ lavoro agile” è tutt’altro che agile per la nostra colonna vertebrale, i rischi infatti, a carico di essa sono potenzialmente pericolosi.

Attenzione al Mal di schiena in aumento. Non dimentichiamoci che, le rachialgie sono la prima causa di assenteismo nei luoghi di lavoro oltre che la spesa economica maggiore nei paesi industrializzati. Cinquant’anni fa, il 70% della popolazione lavorava in posizione eretta e il 30% restante da seduta, adesso accade il contrario. Importante è, infatti, cambiare posizione frequentemente, fare due passi, eseguire semplici esercizi sia per prevenire che per contrastare il dolore.In casa, non si utilizzano sedie ergonomiche disposte nella corretta altezza e per questo, si rischia di acuire patologie pregresse o di agevolare il diffondersi di algie su tutta la colonna vertebrale ( cervicalgie, lombalgie, dorsalgie… ).
Se la posizione del collo è scorretta, ne possono derivare contratture, dolore nelle vertebre superiori della colonna vertebrale associate all’infiammazione dei muscoli paravertebrali. Da un lato la cervicalgia provoca rigidità e dolore, quindi difficoltà nei movimenti, d’altro canto, però, vertigini, cefalea, nausea e fenomeni vascolari dovuti alle lievi stenosi dei vasi sanguigni che scorrono nel collo.In casi più gravi, addirittura, compressioni midollari e sofferenze delle radici nervose.
Oltre a tutto ciò, può capitare che uno più vertebre presentino delle disfunzioni meccaniche che possono creare un’ interferenza che può essere definita “sublussazione vertebrale” cioè una disfunzione nella comunicazione tra le radici del nervo spinale e il midollo spinale quindi tra sistema nervoso centrale e periferico. Non per ultimo, posture scorrette possono far lavorare male il diaframma, muscolo che separa la cassa toracica dalla cavità addominale.

Se il diaframma, non si alza e abbassa lentamente, ciò può accorciare il nostro respiro. E, se i polmoni non si dilatano correttamente, i tessuti si ossigenano di meno con importanti ripercussioni anche a carico dell’umore e quindi sull’aumento dello stress. Posizioni scorrette non adeguate oltre ai problemi muscolo-scheletrici già citati, possono ostacolare la corretta circolazione sanguigna causando gonfiori e pesantezza agli arti inferiori e aggravando problemi venosi già esistenti. Diventa quindi un importante problematica per il Lavoratore che diventa Paziente.

Ecco allora, per voi le 15 regole del Posturologo da tenere ben strette.

  1. In alternativa ad una sedia ergonomica, scegliete una sedia con i braccioli per appoggiare i gomiti e scaricare il tratto lombare.
  2. Appoggiate la schiena allo schienale della sedia e se volete aggiungete un cuscino morbido per alleggerire la lordosi lombare.
  3. Tenete la testa dritta e non abbassatela.
  4. Il monitor del pc deve essere all’altezza degli occhi, se non riuscite, aggiungete dei libri per sollevare il pc.
  5. Abbassate le spalle rispetto all’orecchio e rilassatevi.
  6. Eseguite una respirazione regolare e attiva.
  7. Alzatevi ogni due ore.
  8. Nella pausa eseguite esercizi di allungamento e di stretching.
  9. Abbassatevi sempre sulle gambe per raccogliere un oggetto.
  10. Mantenete ben saldi i piedi al pavimento e se lo avete usate un comodo poggiapiedi (ciò permette di avere benefici sia sulla postura che sulla circolazione sanguigna).
  11. Favorite una corretta idratazione
  12. Avambraccio e braccio devono formare un angolo di 90°.
  13. Usate un poggiapolsi per il mouse.
  14. Usate una buona illuminazione se non basta una lampada di appoggio direzionabile.
  15. Adottate un’alimentazione più leggera.

Per ulteriori info consultate la mia pagina Facebook: Posturologia. Dott.ssa Mariarosaria Greco

BIBLIOGRAFIA“ Le afferenze posturali “ di Gaetano Agliata Ed Abbiabbè 2010 I muscoli- Funzioni e test con postura e dolore di Kendall- McCreary- Gelse Provance 2005 Basi del metodo di rieducazione posturale globale – Il campo chiuso di Souchard 1994 Legge n 81/2017 SITOGRAFIA https://www.lavoro.gov.ithttps://www.miur.gov.itwww.funzionepubblica.gov.it

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