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Donare il cordone ombelicale:perché è importante e può salvare vite

Ogni anno ricorre la Giornata mondiale del cordone ombelicale per formare ed informare le mamme sull’importanza della donazione

Il 15 novembre ricorre la Giornata mondiale del Cordone ombelicale (World Cord Blood Day) nel giorno in cui, nel 1988, venne effettuato il primo trapianto con le cellule staminali presenti nel cordone ombelicale. Il paziente, di nome Matthew Farrow, era affetto dall’anemia di Falconi e riuscì a guarire proprio grazie al sangue cordonale prelevato dalla sorella (che non era affetta dalla medesima patologia).

Cordone ombelicale: che cos’è

Il cordone ombelicale contiene tre vasi ombelicali, ovvero una vena e due arterie, che rendono possibile lo scambio di sangue tra la madre e il feto durante la gravidanza attraverso la placenta. Al momento della nascita, non essendo più necessario, il cordone viene bloccato con una pinza sterile di plastica e poi reciso. Il taglio non è doloroso né per la mamma né per il bambino dal momento che è privo di nervi sensitivi. La pinza può essere tolta solo quando il moncone è asciutto, alla fine del processo di essiccazione o mummificazione. Generalmente tale processo richiede dai 7 ai 14 giorni e dà origine alla cosiddetta cicatrice ombelicale, ovvero l’ombelico.

Perché è importante conservare il sangue cordonale?

Le cellule staminali contenute nel cordone ombelicale sono utilissime per la cura di importanti patologie, specie quelle oncoematologiche, tra cui leucemie, linfomi e anemie; la ricerca, infatti, ha dimostrato che le staminali presenti nel cordone ombelicale sono perfettamente in grado di ricostruire un midollo osseo danneggiato da trattamenti radio-chemioterapici ad alte dosi. Di recente, l’utilizzo di queste cellule è stato esteso anche a nuovi ambiti della medicina rigenerativa, ad esempio per la cura di paralisi cerebrali, autismo e diabete tipo 1.

Il prelievo delle cellule staminali può avvenire unicamente al momento del parto: si tratta di un procedimento assolutamente privo di rischi sia per la mamma che per il bambino. Il sangue contenente le staminali viene recuperato tramite una puntura del cordone dopo che questo è stato reciso. Il campione ottenuto viene poi inviato in una banca per essere congelato in attesa di utilizzo. In Italia, una madre che decide di effettuare il prelievo delle cellule staminali del cordone può decidere, a norma di legge, se procedere con una donazione collettiva, presso una struttura pubblica, oppure con una raccolta e conservazione ad uso personale. Quest’ultima pratica non risulta essere particolarmente utile da un punto di vista meramente scientifico: in caso di malattie oncologiche o genetiche, ad esempio, le patologie potrebbero già essere “inscritte” nel sangue cordonale che, pertanto, risulterebbe inutilizzabile a fini curativi.

Le banche del cordone

In tutto il mondo esistono 150 banche e 600mila donazioni disponibili e circa 35mila trapianti sono effettuati utilizzando le cellule staminali cordonali. In Italia si contano poco più di 200 ospedali preposti alla raccolta della donazione di cellule staminali e 17 banche di raccolta. Eppure, nel nostro paese, il 95% dei cordoni ombelicali viene gettato come rifiuto speciale, provocando così la perdita di un materiale biologico preziosissimo e dalle enormi potenzialità terapeutiche. Va detto, tuttavia, che l’Italia è tra i 5 paesi a livello mondiale per esportazione di sangue cordonale: nel 2010 ne sono state esportate ben 129 sacche e oltre il 70% sono state adoperate all’estero. È importante, in occasione della Giornata del Cordone ombelicale, far conoscere alle future mamme la realtà e l’importanza della ricerca sulle cellule staminali e la loro centralità nella cura di bambini e adulti. Si tratta di un semplice gesto di altruismo, di sostegno, e di concreto aiuto: donare può significare salvare una vita e farlo in maniera gratuita, senza alcun danno né dolore. Tutte le spese sono, infatti, a carico del Sistema Sanitario che garantisce assistenza alle donatrici 24 ore su 24. È bene ricordare, inoltre, che esistono parametri di donazione e che non sempre è possibile offrire il proprio aiuto. Prima di procedere è utile, pertanto, informarsi!

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