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Covid, spese in azienda: arriva il credito d’imposta

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Tutte le spese aziendali sostenute in chiave anti-Covid dal giugno scorso, data di entrata in vigore del decreto legge n. 73 del 25 maggio scorso sono soggette a un credito d’imposta del 30 per cento. Il tetto massimo è di 60 mila euro per singola attività a valere sulla somma complessiva stanziata per quest’anno di 200 milioni.

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Possono godere dell’incentivo gli esercenti le attività d’impresa, arti e professioni e gli enti non commerciali inclusi terzo settore e gli enti religiosi. Nel novero sono inserite anche le strutture ricettive extra- alberghiere a carattere non imprenditoriale che abbiano un codice di riferimento dell’attività di cui all’articolo 3-quater, comma 4, del Decreto legge 30 aprile 2019 n. 34. Le spese che accedono al credito d’imposta sono quelle relative alla sanificazione degli ambienti di lavoro o aziendali compresi gli strumenti per la somministrazione dei tamponi per la diagnosi della positività al Covid-19 e per l’acquisto dei dispositivi di protezione individuali, quali mascherine, visiere, gel disinfettanti, tute e calzari, termoscanner e termometri, dispositivi per garantire la protezione e la distanza di sicurezza.

“La richiesta del credito d’imposta – avverte Antonio Salvatore, responsabile del dipartimento Sanità dell’associazione Comuni italiani (Anci) – può essere avanzata inviando una comunicazione all’Agenzia delle entrate con modalità telematica. Una strada percorribile utilizzando l’interfaccia on-line a cui si accede sul portale nell’area dedicata alle imprese oppure le altre finestre web. Il termine ultimo per l’invio delle richieste è il 4 novembre prossimo. Al raggiungimento del tetto massimo delle risorse stanziate, che son o poche rispetto ai fabbisogni, l’agenzia delle Entrate calcolerà la percentuale di accesso al beneficio per ciascun contribuente fino alla data di scadenza queste percentuali potranno pertanto variare e confluiranno alla fine in un comunicato ufficxiale dell’ente della riscossione. Il credito d’imposta a cui si avrà accesso potrà essere utilizzato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2021 (Modello Unico 2022) oppure in compensazione col modello F24”.

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