martedì, Ottobre 19, 2021
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Condannato per frode elettorale l’ex presidente degli infermieri di Palermo Francesco Gargano

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Francesco Gargano ex presidente dell’Ordine degli Infermieri di Palermo dopo aver vinto la competizione ordinistica per una manciata di voti, è stato condannato dal Gup per falso.
In casi come questi, in un ordinamento giudiziario garantista come quello italiano, imperniato su tre gradi di giudizio, una premessa è d’obbligo. Quello di cui parliamo è solo il primo gradino di un procedimento giudiziario che potrà dipanarsi fino alla Cassazione. Giudizio che si potrà esprimere in maniera compiuta e definitiva la situazione. Dunque una premessa è d’obbligo: fino a quel punto l’imputato, pur condannato in primo grado, è da ritenersi innocente e potrà dimostrarlo negli eventuali successivi gradi di giudizio benché sia stata intrapresa la strada del rito abbreviato che è ricopribile solo in Cassazione.
Va veniamo ai fatti: l’accusa e la condanna è avvenuta per falso nel corso delle votazioni per l’elezione alla guida dell’Ordine infermieri di Palermo. Gli Ordini professionali, come è noto, sono enti di diritto pubblico e a commettere illeciti alle elezioni ha un rilievo penale molto grave. Nel caso specifico è stato riconosciuto il falso in atto pubblico è pertanto Francesco Gargano, ex presidente dell’Ordine degli infermieri di Palermo, è stato per questo condannato a un anno e un mese con l’accusa di avere usufruito di 15 schede elettorali fasulle che avrebbero alterato il risultato del voto nel 2017. La lista di Gargano risultò vincitrice e pertanto lui eletto presidente.
Il ricorso di alcuni concorrenti mise in moto le indagini che portò successivamente a scoprire gli illeciti tradotti poi in condanna. Alla base delle indagini una perizia calligrafica. Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Palermo Donata Di Sarno ha accolto le tesi della Procura e del legale di parte civile.
Il Gup, è bene chiarire, nel dibattimento valuta le prove raccolte nella fase delle indagini preliminari e se le ritiene sufficienti dispone il decreto di rinvio a giudizio (ossia il rinvio a un processo dinanzi ad un giudice diverso) per la successiva fase del dibattimento. Altrimenti, come in questo caso, decide con sentenza di non luogo a procedere. In alcuni riti speciali, il Gup decide sulla proposta di patteggiamento (nel qual caso emette sentenza ricorribile solo in Cassazione). Decide, inoltre, il processo laddove l’indagato richieda l’applicazione del rito abbreviato.
Il Gup il 21 settembre scorso, al termine del rito abbreviato, ha pertanto emesso una sentenza di condanna ad un anno ed un mese, oltre al pagamento delle spese processuali. L’infermiere che, va detto per completezza di informazione, oggi non ricopre incarichi pubblici o di rappresentanza.

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